Concorso sui rifiuti in una scuola a Riese
E il bambino disegnò il Sud come pattumiera
Al nord solo fiori, scoppia la polemica
Riese Pio X
Un'Italia divisa in due: al nord tutti fiorellini mentre al sud una pattumiera. Difficile non notare questo disegno realizzato da uno studente della scuola dell'obbligo ed esposto nella bellissima mostra allestita nella scuola media di Riese Pio X nell'ambito del concorso "Chi semina rifiuti, raccoglie rifiuti: Rispettiamo il nostro ambiente" organizzata dal comune-assessorato all'ambiente, dall'Istituto comprensivo e dal nucleo protezione civile di Riese Pio X. Difficile non notarlo, fra i 74 lavori esposti, anche perchè Riese è uno dei Comuni più "leghisti" d'Italia e questo disegno, nella semplicità e ingenuità di chi l'ha realizzato, ne dà ampia dimostrazione. Si tratta di una curiosità certo, fra le altre cose non è stato nemmeno segnalato dalla giuria che ha invece premiato un elaborato molto interessante che sarà anche il "logo" del concorso del prossimo anno. Ma quel disegno dell'Italia divisa in due anche per i rifiuti è davvero in... odore di polemica.
«Probabilmente i ragazzi fanno proprie quelle notizie sul degrado che si vedono in giro per l'Italia - spiega l'assessore alla cultura ed ex sindaco, ora vice, Luca Baggio - Ma quel disegno a mio avviso sottolinea anche l'impegno delle amministrazioni del Nord per mantenere i paesi il più pulito possibile e questo mi sembra positivo. I giovani in generale sono sensibili alle tematiche ambientali e questo fa molto piacere agli amministratori comunali». Di tutt'altro avviso invece il consigliere comunale d'opposizione Massimo Pasqualotto: «Vedere un disegno del genere è antipatico e fa pensare, specie in questo momento in cui si parla tanto di Europa unita. Mi viene spontaneo chiedermi: ma chi ha influito? La prima risposta è la famiglia intanto e poi la scuola... Certo, si tratta solo di un disegno, ma penso sia importante far capire ai ragazzi che dobbiamo vivere tutti insieme, nord, sud, est, ovest; dobbiamo insegnar loro a condividere, non a dividere».
Gabriele Zanchin




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