QUALE UNIONE DEI RIFORMISTI?
di Felice Marra
Robert Kennedy sosteneva che ci sono uomini e donne che guardano le cose così come sono e si chiedono perchè , mentre altri , invece , pensano a cose nuove e dicono perchè no . Questo pensiero è più che mai attuale nei nostri tempi politici , laddove la capacità di intuire preventivamente quello che richiede la nostra comunità e soprattutto il coraggio dell'azione risultano fondamentali per poter essere vincenti nel futuro. Ragionando alla stregua degli accadimenti e dei fatti avvenuti nel nostro paese , credo che , oggi , davanti agli occhi della maggioranza degli italiani , il pallino della roulette , stavolta si è veramente fermato sulla necessita' di politiche che grantiscano nuovi equilibri sui due semplici concetti “ sviluppo e solidarietà “ proprie della tradizione socialista e liberale , magari rilanciate sotto la forma di nuovi soggetti e nuove alleanze, ma che richiedono, ora come allora, delle azioni fondate sullo sviluppo del tessuto delle piccole e medie imprese e uno stato sociale solido ed efficiente, sulla certezza del lavoro e progresso nella formazione , sulla azioni di tutela e promozione delle famiglie, o anche sullo sviluppo delle infrastrutture e la difesa dell'ambiente o ancora in politica internazionale sull'uso della forza nei rapporti internazionali nell' ambito della diplomazia multilaterale , come strumento per reprimere le tirannie e gli abusi sui diritti fondamentali dei popoli. Tale esigenza che emerge ormai fortemente dalla società richiede delle altrettante riposte concrete da parte di una classe politica seria che si candida a governare il paese, ma per far ciò occorre essere praparati , occorre visibilmente e significativamente diventare concretamente i promotori e i paladini di queste politiche. Una risposta seria a questa esigenza della società , nasce naturalmente proprio dall'accostamento delle varie anime del riformismo italiano come quella cattolica-democratica , quella liberale e quella social-democratica che insieme , possono essere determinanti nella costruzione di un programma riformista unitario , che finalmente possa gettare le basi verso il famoso partito unico dei riformisti. Invece quello che accade oggi , nella realtà dei fatti , e ancora una alleanza tipicamente elettorale , un contenitore sterile che dimostra tutta la sua debolezza soprattutto nel momento della scelta delle candidature fatte ancora con logiche spartitorie. Ciò avviene in quanto il candidato e ancora ritenuto di parte , anzi' è ritenuto il preciso riferimento di questa o quella parte politica facente poi parte del contenitore centro-sinistra, e che vorrebbe sembrare il simbolo di influenza e di maggiore potere della parte politica che lo ha espresso sull'intera coalizione . E allora quale via di uscita? Partendo dai programmi , partendo dalle discussioni , partendo da un modo più sostenuto di stare insieme cominciando dal basso e cioè dagli ambiti territorili comunali, provinciali e regionali e poi di seguito fino all'ambito nazionale ( dove il processo unitario in qualche modo è iniziato) si può e si deve , riuscire a concepire i candidati come risorsa per tutta la coalizione unitaria riformista. Perchè se così non è faremo una grande fatica a governare , soprattutto negli ambiti territoriali decentrati e si genereranno divisioni per la stessa tenuta delle maggioranze. E allora una unione dei riformisti realmente credibile deve necessariamente partire dal basso , cioè dal punto di più immediato contatto con la gente , con i cittadini e con le problemtiche tipiche di un certo territorio. E' lì che si gioca la vera partita per un futuro credibile dell'unione dei riformisti , perchè la federazione , non può essere impostata alla stregua di uno Stato Federale con competenze proprie e seperate dalle competenze dei rimamenti partiti ( stati ) che ne fanno parte. Perchè in politica tutto comincia prima e tutto deve essere messo in discussione, nell'ambito del famoso principio di sussidiarietà. Guardando alla associazione liberta'EGUALE , credo che in questo periodo storico , potrà avere un ruolo determinante per questo processo politico se verrà consolidata come ambito di riferimento naturale dei riformisti, proprio per la trasversalità degli aderenti ( Democratici di Sinistra ,Margherita ,SDI, e Repubblicani ) e attraverso i suoi circoli potrebbe veramente essere , un significativo ambito territoriale di incontro dei riformisti italiani , dove si discute senza condizionamento alcuno del bagaglio elettorale della perfomance del partito di provenienza, ma attraverso la forza dell' intelligenza di uomini e donne che hanno veramente a cuore le sorti del nostro paese. Concludo ancora una volta con le parole di Robert Kennedy : “ Idealismo, nobili aspirazioni e profonde convinzioni non sono inconciliabili con i programmi più concreti ed efficaci. Non sussiste nessuna incompatibilità di fondo fra ideali e realistiche possibilità. Nessuna barriera fra i più profondi desideri del cuore e dell'anima e l'applicazione razionale dell'impegno umano per risolvere i problemi umani".




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