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«Il nuovo pericolo sono i reduci islamici»
L?allarme del direttore del Sisde Mario Mori: «Chi ha combattuto in Iraq e Afghanistan vuole esportare la Jihad»Addestrati in Iraq e Afghanistan, estremisti islamici potrebbero approdare in Italia per costituire cellule terroristiche. Ed il pericolo può arrivare anche dai convertiti all?Islam. A lanciare l?allarme è il direttore del Sisde, Mario Mori, intervenuto ad un convegno organizzato da Magistratura Indipendente ad Alba (Cuneo). Mori ha anche parlato del crescente interesse dei terroristi per le armi nucleari, chimiche e batteriologiche.
I SOLDATI DELL?ISLAM
Sotto osservazione da parte degli 007, c?è dunque il fenomeno del «reducismo»: tra chi entra clandestinamente in Italia potrebbero esserci infatti «soldati dell?Islam», addestrati nei campi di Al Qaida, intenzionati a esportare in Europa la guerra all?Occidente. Si è osservato da tempo che le cellule del radicalismo islamico presenti in Italia sono quasi sempre composte da soggetti preparati ideologicamente e militarmente nei campi Afghani. Ed il rischio riguarda anche i reduci dal teatro iracheno.
Il direttore del Sisde ha quindi sottolineato il pericolo che potrebbe arrivare dal «cospicuo numero di convertiti all?Islam di matrice estremistica, caratterizzati da un supporto ideologico riconducibile più alla destra che alla sinistra». Si tratta di un ambiente da tempo all?attenzione degli agenti dei servizi segreti: persone, ancora in numero basso, che hanno trovato nell?ultrafondamentalismo islamico una cornice ideologica in cui trasferire una pregressa vocazione antimperialista e soprattutto antisionista, maturata sia nella destra estrema che nella sinistra extraparlamentare. Si tratta di un ambito in cui possono eventualmente realizzarsi temute ?sinergie? tra esponenti dell?eversione interna e militanti islamici.
VOGLIONO ARMI ATOMICHE
Il direttore del Sisde ha poi segnalato il rischio di attacchi con armi non convenzionali. «Segnalazioni convergenti - ha spiegato - ci indicano che è cresciuto l?interesse verso gli aggressivi chimici, biologici e nucleari». Questo materiale è difficile da reperire e anche da trattare, ma «l?attenzione resta elevata», perché un?azione condotta con queste modalità «avrebbe un notevole impatto sull?opinione pubblica anche in presenza di danni poco rilevanti».
ATTENZIONE ALLE DONNE
Il crescente ruolo delle donne nel processo di radicalizzazione musulmana è stato evidenziato dal direttore dell?Antiterrorismo, Carlo De Stefano. «Le donne stanno assumendo un peso crescente». L?attività di controllo e di prevenzione, da portare avanti insieme «alla comunità islamica moderata», è particolarmente importante.
E tra i luoghi che preoccupano ci sono in particolare le prigioni, dove, per esempio, «qualche volta si è cercato di organizzare preghiere collettive clandestine durante le ore d?aria». Quanto alle moschee preoccupano soprattutto i tentativi, da parte degli estremisti di insediare imam di fiducia. Tentativi che, ha rilevato De Stefano, «in Francia sono andati a segno 27 volte, e in Italia qualche volta».
[Data pubblicazione: 29/05/2005]
LA PADANIA


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