Gobbo ri-sente profumo d'Europa
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro la sua esclusione dal Parlamento di Strasburgo
Mestre
Sembravano sbarrate, senza possibilità di scardinarle. Invece, le porte di Strasburgo si dischiudono per Giampaolo Gobbo, segretario nazionale (nel linguaggio del Carroccio, sta per regionale) e sindaco di Treviso. Il "grimaldello" per un possibile ritorno del leghista all'Europarlamento, lo ha fornito il Consiglio di Stato che ha accolto un ricorso dell'interessato. Di più, ora l'ultima parola spetta alla Corte Costituzionale esprimersi sulla segnalazione di illegittimità alla quale il Consiglio di Stato fa riferimento, dopo avere considerato fondate le motivazioni dei tre legali di Gobbo: Mario Bertolissi di Padova, Sandro De Nardi di Treviso e Luigi Mauri di Roma.
LA VICENDA- Nelle elezioni europee dello scorso anno, nella circoscrizione Nordest (Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige) erano candidati sia Umberto Bossi che Giampaolo Gobbo: il primo ottenne 93.454 preferenze, delle quali 65.678 solo in Veneto; il secondo incassò solamente in Veneto 33.204 consensi, di questi 25.322 in casa propria, a Treviso, concedendosi il lusso di battere il "capo". Bossi venne eletto anche nella circoscrizione Nordovest (Piemonte, Valle D'Aosta, Lombardia, Liguria). Spettava, dunque, a lui scegliere quale area geografica rappresentare a Strasburgo. Se avesse optato per il Nordest, però, sarebbe stato escluso Gobbo che aveva già alle spalle un'esperienza da eurodeputato.
Per la scelta della circoscrizione, la legge prevede otto giorni dalla proclamazione dell'avvenuta elezione ad opera dell'Ufficio elettorale dell'Europarlamento con sede a Roma. In quei giorni, però, Bossi fu colpito dalla malattia, quindi fu impossibilitato a comunicare la sua decisione nel termine previsto, cosa compiuta con un giorno di ritardo. Così, allo scadere dell'ottavo giorno, l'Ufficio elettorale decise di estrarre a sorte: al Senatùr toccò proprio il Nordest, e Gobbo restava casa. A nulla valse un ricorso al Tar del Lazio contro le modalità in cui si svolse il sorteggio: il 9 settembre scorso la sentenza contraria al leghista della Marca. Non rimaneva che procedere con le carte bollate.
IL CONSIGLIO DI STATO -Ieri si è tenuta l'udienza nella quale è stato sospeso il giudizio del Tar, rimettendo la questione alla Corte Costituzionale per un giudizio di illegittimità. I giudici avrebbero rilevato la violazione degli articoli 3,51 e 97 della Costituzione, accogliendo la motivazione secondo la quale Bossi non ha potuto comunicare l'opzione, visto che non era a conoscenza che l'Ufficio elettorale aveva fatto la proclamazione degli eletti.
Insomma, secondo l'ipotesi della difesa sarebbe venuta meno la prerogativa della conoscenza che spetta al proclamato eletto per decidere con cognizione di causa.
Tra quanto la Consulta si pronuncerà? L'esperienza indica il tempo in 6-8 mesi. E poi c'è da approfondire la posizione in cui il leghista si verrebbe a trovare in caso di accoglimento da parte della Corte Costituzionale, cioé se è incompatibile la carica di eurodeputato con quella di sindaco.


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