Oggi il giro d’itaglia ha affrontato la prima tappa sulle nostre dolomiti e allo spettacolo dello sport, alla maestà della natura, all’antagonismo dei ciclisti, si sono aggiunte le manifestazioni delle tifoserie che con tutti i mezzi hanno dimostrato il loro affetto per i propri beniamini.
Alla TV, ho visto con disappunto lo sventolio di qualche tricolore e per contro, con estremo piacere, le storiche bandiere della battaglia di Lepanto.
Chi guarda la tappa alla TV sa che il collegamento dura circa tre ore che comprendono la parte finale del percorso, il processo alla tappa dove i giornalisti e un insolito caravanserraglio di personaggi dicono la loro sulla giornata sportiva, dove inoltre si trasmettono degli spezzoni di riprese registrate al mattino prima della partenza che, nel caso di oggi, era Marostica con la sua splendida piazza.
Mi ha incuriosito l’insistenza della telecamera su una signora con la sua bambina in braccio e la successiva domanda del cronista alla stessa signora, per sapere con quali occhi lei e la sua bambina vedevano il giro.
La signora, di provenienza dal Burkina Faso, farfugliava qualcosa e la ripresa finiva con l’annuncio che di li a poco sarebbe seguito un servizio sulle speranze e i progetti degli immigrati in quel di Bassano.
Ho atteso qualche minuto e sullo schermo è apparsa la solita lacrimevole, consunta, ipocrita storia dell’immigrato che arriva qui, non è ben accolto, si stanno formando dei ghetti, anche noi siamo stati emigranti e via ammassando banalità e menzogne.
Stavo per spegnere la Tv, quando improvvisamente compare un persona anziana, probabilmente del luogo, che racconta la sua storia di emigrante in Isvizzera che ha dovuto soffrire tantissimo: pensi racconta l’uomo, io facevo l’imbianchino e talvolta non era necessaria l’acqua per bagnare i pennelli perché bastavano le mie lacrime………pensi, continua lo strano personaggio che allora non era possibile entrare in alcuni locali pubblici perché degli appositi cartelli avvertivano che l’ingresso era vietato ai cani e agli italiani…….
Altre immagini di questi ospiti in quel di Bassano che sono provvisoriamente accolti in qualche comunità di religiosi; si ritorna all’intervista sulle atrocità commesse dalla Svizzera ai danni degli immigrati; l’uomo riprende il racconto e ci dice che una volta qualcuno sfidò il divieto di entrata in quel locale; ebbene gli andò male perché ne uscì morto…….
Si ritorna alle immagini di questi disperati e discriminati in terra veneta e si finisce il servizio con le solite esortazioni buoniste all’accoglienza, alla pace, al lavoro e tutto quello che prevede il manuale del buon immigrazionista…….
Ho raccontato questa breve storia propinataci da mamma Rai, per sottolineare come ormai ogni evento mediatico, anche sportivo) sia utilizzato per spandere menzogne e melassa buonista, per farci vedere come del tutto normale la presenza di questi ospiti e per rimarcare la cattiva coscienza di questi veneti bigotti, ancora recalcitranti nell’accettare le radiose opportunità di questa provvidenziale invasione.
Tutto questo è tanto più amaro se consideriamo che l’epopea del ciclismo è una storia quasi tutta padana e che solo in una terra di uomini disposti al sacrificio e alla fatica è stato possibile forgiare i mille campioni che ci hanno onorato.




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