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(Beatrice Lorenzin a destra)
Alla giovanissima Lorenzin il posto di Tajani. Ma il partito si ribella: «E' una bella guagliona, ma sa poco di politica»
ROMA - Due donne, due donne giovani come coordinatrici regionali di Forza Italia in Lombardia e nel Lazio. E nel partito, anche se l'ufficializzazione del nuovo incarico ancora non c'è, scoppia subito la polemica. Mariastella Gelmini al posto di Paolo Romani in Lombardia; Beatrice Lorenzin nel Lazio a sostituzione di Antonio Tajani. Alle due (future) coordinatrici regionali si aggiunge poi il terzo cambio deciso a quanto sembra nell'incontro di martedì dei vertici azzurri a Palazzo Grazioli: Nicola Cosentino in Campania al posto di Antonio Martusciello.
Tre outsider (benché tutti impegnati da tempo in politica) con i quali il premier Berlusconi intende sparigliare i giochi di corrente interni che bloccano da mesi il rinnovo dei coordinamenti regionali e «dare slancio al partito puntando sui giovani, su delle facce nuove». L'intenzione del Cavaliere si scontra però con una serie di veti e minacce di abbandono. In Lombardia tira una brutta aria. Sembra infatti che l'eurodeputato Guido Podestà, alla notizia della nomina della Gelmini, abbia subito chiamato palazzo Grazioli minacciando di autospendersi dal partito come ha fatto Giorgio Carollo in Veneto. Nel Lazio il clima non è migliore, tant'è che l'ipotesi di nominare la 33enne Lorenzin, attuale capo della segreteria di Paolo Bonaiuti, ha compattato sia il fronte dei cosiddetti «autoconvocati», avversari di Tajani, sia gli amici dell'attuale coordinatore laziale.
«Beatrice è una bravissima ragazza ma non vorrei che la vittoria di Catania abbia confuso le idee sulla situazione complessiva del partito nel resto d'Italia», dichiara senza tanti giri di parole il consigliere regionale di Forza Italia Marco Verzaschi, leader degli autoconvocati che avevano criticato l'operato del coordinatore regionale del Lazio. «Beatrice è una brava guagliona», sintetizza Verzaschi, facendo il verso a Prodi che usò lo stesso termine, non senza intenti polemici, per Francesco Rutelli. Non solo. La possibile nomina di Lorenzin ha suscitato la reazione contraria del consigliere del gruppo misto al Comune di Roma Mirko Coratti, recentemente uscito da Fi. Pur riconoscendo alla Lorenzin notevoli qualità, Coratti si dice perplesso sulle scelte operate dal vertice «ancora una volta antidemocraticamente perché fatte senza consultare nessuno». Controcorrente il capogruppo di Fi in Campidoglio Roberto Lovari che invece plaude alla scelta giovanilista del premier. «Berlusconi ha dimostrato - spiega Coratti - ancora una volta di saper ragionare e pensare alla grande. Beatrice è giovane, brava, capace di iniziative politiche, preparata e colta e rappresenta un segno di innovazione per Fi».
Polemiche, veleni, ai quali la Lorenzin si tiene opportunamente distante, in attesa della chiamata del premier. D'altronde che abbia la fiducia del Cavaliere è dimostrato, basti ricordare la famosa puntata di Ballarò (sua la chioma bionda che spiccava dietro Berlusconi il 5 aprile scorso alla trasmissione di Floris). Trentatre anni, nata a Ostia nonostante un cognome veneto, Lorenzin è stata per 5 anni coordinatore regionale del Lazio dei giovani di Fi, componente della Consulta cattolica italiana femminile. In Campidoglio viene ripescata come prima dei non eletti quando Pescante è chiamato a fare il sottosegretario. Al Comune di Roma fa notizia, oltre che per l'avvenenza da ragazza acqua e sapone, anche per certi vezzi come quello di farsi accompagnare, unica consigliera, da un addetto stampa. Poi il grande salto. Capo della segreteria tecnica di Forza Italia, in pratica l'assistente personale di Paolo Bonaiuti.
Corriere.it




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