«L'attesa messianica ebraica non è vana».
È uno dei passi più forti e innovativi del documento Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana, redatto dalla Pontificia Commissione Biblica e pubblicato nel 2001 con la prefazione di Joseph Ratzinger, che di quella commissione era presidente dal 1981. Rileggiamolo per esteso: «Ciò che è già compiuto in Cristo deve ancora compiersi in noi e nel mondo. Il compimento definitivo sarà quello della fine, con la risurrezione dei morti, i cieli nuovi e la terra nuova. L'attesa messianica ebraica non è vana. Essa può diventare per noi cristiani un forte stimolo a mantenere viva la dimensione escatologica della nostra fede. Anche noi, come loro, viviamo nell'attesa. La differenza sta nel fatto che per noi Colui che verrà avrà i tratti di quel Gesù che è già venuto ed è già presente e attivo tra noi».
Una cosa da brividi il leggere Ratzinger che sostiene che “L'attesa messianica ebraica non è vana” se consideriamo che il Messia atteso dai Giudei è l'Anticristo.
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