PACE FATTA TRA 2 IMBROGLIONI RIFORMISTI: BERTINOTTI E D’ERME

Roma, 19 mag. (Apcom) - Dopo un anno di gelo in seguito alla mancata elezione al Parlamento europeo di Nunzio D'Erme, è pace fatta tra il segretario del Prc Fausto Bertinotti ed il portavoce dei Disobbedienti romani. La stretta di mano, con abbraccio, c'è stata all'assemblea organizzata da Action, realtà protagonista di numerose occupazioni di stabili a Roma.Per Bertinotti bisogna rafforzare il "rapporto tra chi lotta e chi può lottare" in Parlamento. E sull'amministrazione Veltroni a Roma aggiunge: "L'esperienza di Roma è esemplare: un consenso partecipato. Oggi si può dire che un Municipio si
rivela come elemento di grande potenzialità". E conclude dicendo a D’Ermei:”Se tu ti candidi, devi poter essere interno al processo di governo reale della città.

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Bertinotti, questo vecchio salottiero borghese, conteso dai mass media di regime, è reduce dal VI congresso nazionale del PRC in cui ha rigettato il marxismo anche sul piano formale, ripudiato totalmente la storia del movimento operaio e del socialismo del comunismo, assunto come base ideologica la non violenza ghandiana e l'ecumenismo iper-anticomunista del papa nero Wojtyla, dichiarando di essere contro tutte le guerre, senza distinzione, comprese perciò quelle di liberazione palestinese e irachena.
Dopo aver condiviso con Prodi le peggiori nefandezze come il "pacchetto Treu"e la precarizzazione, le privatizzazioni, la legge anti-immigrati, le finanziarie di "lacrime e sangue" per entrare in Europa, ora Bertinotti candida il PRC di nuovo con la “sinistra” borghese al governo nazionale per amministrare il capitalismo al massimo livello, cosa che faceva già in moltissime realtà regionali e locali escogitando un nuovo squallido inganno riformista: la "democrazia partecipata", il "bilancio partecipato" e "nuovo municipio", per intrappolare i movimenti nelle istituzioni rappresentative borghesi locali, creando l'illusione che sia possibile, fermo restando il sistema capitalistico, attuare forme di democrazia diretta all'interno delle istituzioni borghesi e poter incidere partecipando al loro interno sulla politica delle amministrazioni e dei governi locali.
A questo sporco imbroglio si è prestato anche Nunzio D’erme, un "disobbediente" che è stato uno dei tanti cavalli di Troia della borghesia utilizzati in funzione anti-astensionista alle elezioni europee per imbrigliare i combattenti anticapitalisti e antimperialisti, e oggi strumentalizza la combattività e il coraggio antistituzionale e antiliberista delle masse e dei giovani della periferia di Roma per riportarli nelle pastoie del parlamentarismo borghese con la trappola della "Rete del Nuovo Municipio".
I marxisti-leninisti pensano invece che tali istituzioni vadano abbandonate al loro destino e che il partito del proletariato non debba più utilizzarle, noi contrapponiamo per gli anticapitalisti, gli antiberlusconiani e i sinceri fautori del socialismo, la nostra linea della vera democrazia diretta anticapitalista delle Assemblee popolari e dei Comitati popolari. Queste sono le vere e sole istituzioni rappresentative delle masse popolari, che vanno create nei quartieri, nelle città e nelle campagne dalle masse stesse, sulla base della democrazia diretta che, prevede l'elezione dei membri dei Comitati, in misura paritaria tra donne e uomini eleggibili fino dall'età di 16 anni, con voto palese e con mandato revocabile in qualsiasi momento.
E questo non per curare gli affari della classe dominante borghese, come finiscono inevitabilmente per fare i rinnegati e riformisti che vanno ad amministrare le istituzioni locali, ma affinché le città siano governate dal popolo e al servizio del popolo. E con la consapevolezza che "un nuovo mondo" può essere possibile solo lottando non per riformare, ma per abbattere il capitalismo e l'imperialismo e conquistare il socialismo

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