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Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Il Dio «ignorato»

  1. #1
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    Predefinito Il Dio «ignorato»

    Il primo annuncio nell'areopago odierno

    Il Dio «ignorato»



    Pierangelo Sequeri

    L'antica testimonianza racconta. Alzatosi in mezzo all'Areòpago, Paolo disse: "Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dèi. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve l'annunzio" (Atti 17, 22-23). Il discorso di Paolo, filosoficamente istruito, conclude con l'annuncio di "un giorno nel quale Dio dovrà giudicare la terra per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti la prova sicura col risuscitarlo dai morti" (Atti 17, 31). E' anche questo, in forma di essenziale folgorazione, annuncio dell'evangelo inaudito di Dio: proprio in Gesù si rivela il Signore della creazione e il fondamento del suo riscatto. Si ironizza talora - benevolmente - su questo testo, alludendo alla reazione di alcuni che, sentendo parlare di risurrezione di morti, ridevano dicendo "Ti sentiremo un'altra volta". La morale, in verità un po' demagogica, che se ne vorrebbe trarre, è appunto che con la "filosofia" non si va molto lontano e non si raccoglie granché. Però si dimentica che alcuni altri "aderirono a lui e divennero credenti" (Atti 17, 32.34). Dunque, non sarei così drastico, e apprezzerei di più l'abilità dell'intreccio sapiente del linguaggio di Paolo che orchestra insieme la religiosità degli interlocutori, la filosofia dei classici e il nocciolo incandescente dell'assoluto cristiano di Dio, impiantato nel cuore del mondo in Gesù Signore: "per mezzo di un uomo" Dio compie la creazione e disvela la qualità della storia. Agli inizi del millennio che è appena iniziato, abbiamo però in Occidente uno scenario relativamente nuovo. E persino inedito. E' la nuova evidenza culturale di un "Dio ignorato", più che di un "Dio ignoto", che ci sollecita e ci interpella. Comprendere il senso di questa inedita costellazione del pensiero e dell'epoca è un giusto motivo di leale confronto fra credenti e non credenti. Per i credenti, la nuova l ingua dell'annuncio deve transitare coraggiosamente di qui. Il bel testo (anzi bellissimo) della Commissione Cei per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi ("Questa è la nostra fede. Nota pastorale sul primo annuncio del Vangelo") non elude fumosamente il punto che fa la differenza. E dà l'esempio, parlando una lingua cristiana precisa, limpida ed essenziale, ma non un gergo intra-ecclesiastico. Si confronta direttamente con la complessità del nuovo Areopago, in cui convivono modi culturali, forme di costume, e persino epoche diverse della "nominazione" e dell'"ignoranza" di Dio. E mette a fuoco, con efficacia non ancora così frequente, la dimensione esistenziale di un annuncio che deve lampeggiare nel quotidiano il senso di una dichiarazione dell'evangelo esplicita e vigorosamente raccolta sulla verità essenziale. Non c'è alternativa fra annuncio e dialogo, testimonianza e discorso, rigore e slancio. Molte belle espressioni però mirano a creare affezione e coinvolgimento per una felice scoperta che entusiasma e risana. Ché questo è prima di tutto, l'evangelo di Gesù Cristo che chiama la fede. Ne raccolgo lo spirito, invitando caldamente alla lettura, dedicandovi un delizioso apologo chassidico raccolto da Martin Buber. "Una storia va raccontata in modo che sia essa stessa un aiuto. Mio nonno era zoppo. Una volta gli chiesero di raccontare una storia del suo Maestro. Allora raccontò di come il santo Baal-Schem solesse saltellare e danzare mentre pregava. Mio nonno si alzò e raccontò, e il racconto lo trasportò tanto che ebbe bisogno di mostrare saltellando e danzando come facesse il Maestro. Da quel momento, guarì. Così vanno raccontate le storie".


    Avvenire - 20 maggio 2005

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  2. #2
    Ospite

    Predefinito Re: Il Dio «ignorato»

    Originally posted by Thomas Aquinas


    Il discorso di Paolo, filosoficamente istruito...

    l'abilità dell'intreccio sapiente del linguaggio di Paolo...

    orchestra insieme la religiosità degli interlocutori, la filosofia dei classici e il nocciolo incandescente dell'assoluto cristiano di Dio...

    Se fosse stato tutte queste cose, dubito che si sarebbe concluso con la ben nota figuraccia.



    ho trovato anche un'ara con l'iscrizione al Dio ignoto
    Non è difficile immaginare che Saulle, uso a passeggiare tra le tende e le greggi della Palestina, abbia incontrato per strada un altare dedicato ad un Dio ignoto, Dio manifestatosi ma di cui non si conosceva il nome - casi simili si avevano anche nella cultura italico-romana - e lo abbia scambiato con il Dio ignoto..

    Interessante poi che egli non condanni il politeismo, ma inserisca in esso il suo messaggio, con l'ambiguità che caratterizza tutto il suo operato...

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Il Dio «ignorato»

    [QUOTE]Originally posted by +HELIACVS+
    Se fosse stato tutte queste cose, dubito che si sarebbe concluso con la ben nota figuraccia.


    La presunta figuraccia, tra l'altro narrata da noi, quindi non affidabile per te, non è tale. I "sapienti" di Atene erano chiusi nei confronti della domanda, e senza domanda non si può cercare risposta. Il greco inizia bene, ma finisce male, nell'ideologia.




    Non è difficile immaginare che Saulle, uso a passeggiare tra le tende e le greggi della Palestina, abbia incontrato per strada un altare dedicato ad un Dio ignoto, Dio manifestatosi ma di cui non si conosceva il nome - casi simili si avevano anche nella cultura italico-romana - e lo abbia scambiato con il Dio ignoto..

    Interessante poi che egli non condanni il politeismo, ma inserisca in esso il suo messaggio, con l'ambiguità che caratterizza tutto il suo operato...



    Interessante sì: la via migliore, il posto migliore per Paolo era quello: l'altare del Dio ignoto, del Dio infallibile, oggetto della dimostrazione da parte della ragione, che si è rivelato. La cui rivelazione è da credersi, sulla sua autorità.
    Il Dio ignoto è il dio la cui deitas è sconosciuta, fino alla rivelazione di N.S. Gesù Cristo.
    Paolo così svuota dall'interno il paganesimo e tutte le sue pretese.

  4. #4
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Il Dio «ignorato»

    Originally posted by Thomas Aquinas

    Interessante sì: la via migliore, il posto migliore per Paolo era quello: l'altare del Dio ignoto, del Dio infallibile, oggetto della dimostrazione da parte della ragione, che si è rivelato. La cui rivelazione è da credersi, sulla sua autorità.
    Il Dio ignoto è il dio la cui deitas è sconosciuta, fino alla rivelazione di N.S. Gesù Cristo.
    Interessante quindi vedere come dopo aver accettato il "politeismo", si confonda un Dio sconosciuto, senz'altro un Dio minore (se ad esso era stata dedicata una lapide di fianco ad una strada e non un tempio come il Partenone), un Dio che non ha voluto rivelarsi, con il Dio sconosciuto, il Dio "infallibile". Grossolana incomprensione degna di Saulle e dei pastori che in quei tempi dimoravano nella Giudea ed erano usi ricoprirsi di stracci e nutrirsi di locuste, ma anche dei suoi continuatori odierni..

    oggetto della dimostrazione da parte della ragione
    Desumo quindi che il Dio sia conoscibile attraverso la ragione, deducibile razionalmente, e che nell'uomo non sia presente nulla di più alto della ragione, se adoperiamo la ragione per conoscere quanto di più alto ci si può presentare.

    E mi fermo qui, onde evitare all'Aquinate ulteriori figure "paoline", come già molte altre volte è capitato in questo forum.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Il Dio «ignorato»

    [QUOTE]Originally posted by +HELIACVS+
    Interessante quindi vedere come dopo aver accettato il "politeismo", si confonda un Dio sconosciuto, senz'altro un Dio minore (se ad esso era stata dedicata una lapide di fianco ad una strada e non un tempio come il Partenone), un Dio che non ha voluto rivelarsi, con il Dio sconosciuto, il Dio "infallibile". Grossolana incomprensione degna di Saulle e dei pastori che in quei tempi dimoravano nella Giudea ed erano usi ricoprirsi di stracci e nutrirsi di locuste, ma anche dei suoi continuatori odierni..

    Un Dio sconosciuto, il Dio vero, anche se non considerato così dagli ateniesi. Un Dio che ha voluto rivelarsi in Cristo.
    Intelligentissimo san Paolo nel rovesciare la prospettiva ateniese e nel mostrare come proprio il Dio nascosto si era rivelato.



    Desumo quindi che il Dio sia conoscibile attraverso la ragione, deducibile razionalmente, e che nell'uomo non sia presente nulla di più alto della ragione, se adoperiamo la ragione per conoscere quanto di più alto ci si può presentare.


    Sbagliato. In primo luogo non c'è alcuna deduzione. In secondo luogo non conosciamo l'essenza di Dio, la deitas. In terzo luogo non ci rappresentiamo Dio, non abbiamo un concetto proprio di Dio, lo conosciamo nel relarsi, non nella sua aseità.
    La ragione, strutturalmente insufficiente, si apre alla possibilità di altro, cioè alla rivelazione di Dio.



    E mi fermo qui, onde evitare all'Aquinate ulteriori figure "paoline", come già molte altre volte è capitato in questo forum.




    Se ti adorassi di meno e ragionassi di più,
    cercando magari umilmente di capire quel che dico,
    forse, giungeresti a diverse conclusioni.

  6. #6
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Il Dio «ignorato»

    Originally posted by Thomas Aquinas
    oggetto della dimostrazione da parte della ragione
    I risvolti giocosi dei suoi messaggi non riescono a salvarla da una serie di figure "paoline".

  7. #7
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    Predefinito

    Ti ricordo che non sei simpatico, quindi se non devi scrivere nulla, evita di scrivere.

    Grazie.

  8. #8
    Arjuna
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Il Dio «ignorato»

    Originally posted by +HELIACVS+
    Grossolana incomprensione degna di Saulle e dei pastori che in quei tempi dimoravano nella Giudea ed erano usi ricoprirsi di stracci e nutrirsi di locuste, ma anche dei suoi continuatori odierni..
    Eppure la figura del buon pastore e la tensione ascetica non sono figure aliene al paganesimo....

    ...forse il NEO paganesimo vuole ciccioni in smoking ?


  9. #9
    Ospite

    Predefinito

    Ha ben detto Goethe: la Verità è una fiaccola, la cui luce è talmente forte che tutti le passano accanto abbassando lo sguardo...

    Quanto ad Arjuna (?) e ai suoi nei, pare che la laserterapia abbia fatto passi da gigante, negli ultimi anni.

  10. #10
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    chi non risica non rosica

 

 

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