NEPAL: SI DIMETTE IL PREMIER MAOISTA
di Nello Del Gatto
NEW DELHI - Dopo quasi nove mesi di governo, si è dimesso il primo ministro del Nepal, l'ex capo dei ribelli maoisti Pushpa Kamal Dahal, detto Prachanda. Lo ha fatto dopo che i partiti alleati sono usciti dal governo per protesta contro la rimozione del capo dell'esercito, cacciato dal premier per non aver arruolato gli ex ribelli. Tutto era cominciato ieri, quando l'esecutivo aveva deciso di rimuovere il generale Rukmanga Katawal, capo di stato maggiore dell'esercito. Katwal, senza il consenso del governo, aveva nominato alcuni generali e aveva reclutato quasi 3.000 soldati, senza inserire gli ex combattenti maoisti di Prachanda ("il terribile").
I ribelli, dopo oltre dieci anni di guerra civile, avevano accettato di deporre le armi e avevano vinto le elezioni anche con la promessa che i quasi 20.000 ex militanti sarebbero poi entrati nelle fila dell'esercito. Cosa che non è mai stata accettata dai vertici militari, che non volevano inserire nelle loro fila quei ribelli maoisti che hanno fatto migliaia di vittime. La destituzione del capo dell'esercito è stata subito condannata dagli alleati di Prachandra, con il Partito Comunista Nepalese-Unione Marxista Leninista (CPN-UML) in testa, che hanno abbandonato l'esecutivo. Stessa condanna è arrivata dal presidente della repubblica Ram Baran Yadav, che sulla base della costituzione provvisoria in vigore ha rivendicato il suo diritto di non ratificare una revoca non condivisa da tutti. A Yadav si erano appellate le opposizioni, con il partito del Congresso in testa, e migliaia di nepalesi che sono scesi in piazza per protestare.
Di contro, sostenitori dei maoisti hanno manifestato per le strade solidarietà al governo. Oggi, dopo un consiglio dei ministri che ha visto l'assenza degli alleati, Prachanda ha presentato le sue dimissioni al presidente, che le ha subito accettate, e ha comunicato la notizia in un discorso alla nazione. Il premier ha accusato il presidente Yadav di agire in maniera anticostituzionale e di essere ostaggio di partiti, accusando anche "poteri stranieri" di aver lavorato per la caduta del suo governo. Ora la situazione si fa molto incerta nel paese. I maoisti hanno la maggioranza assoluta nell'assemblea costituente, che dovrebbe approvare la costituzione nepalese e portare l'ex monarchia himalayana alle prime elezioni repubblicane della sua storia. Gli ex ribelli di Prachanda hanno conquistato 229 seggi su 601 ed hanno formato un governo di coalizione con l'appoggio dei loro 'cugini' del CPN-UML e del partito regionale Madhesi Jana Adhikar Forum. Il presidente del CPN-UML, Jhala Nath Khanal, si è detto pronto a formare un nuovo governo, ma ha spiegato che per farlo é necessario il consenso dei maoisti e del Congresso, dal momento che nessun partito ha i numeri per governare da solo. Il presidente Yadav comincerà domani le consultazioni con tutti e 24 partiti nepalesi per decidere sul da farsi.
http://www.ansa.it/opencms/export/si...958995440.html




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