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    Predefinito Il leader di An all'ultima....

    ...piroetta


    Roma. Supini, dubbiosi, basiti, adesso tutti si aspettano che Gianfranco Fini argomenti su questo suo improvviso capovolgimento intorno al referendum sulla fecondazione medicalmente assistita. Sul proclama con cui, dopo aver schierato per sette anni il partito che presiede contro la manipolazione degli embrioni e in difesa del diritto naturale, ha anticipato che andrà alle urne per votare tre sì e un no (sull’eterologa).
    Soprattutto si attende che Fini, il costituente europeo al servizio delle radici cristiane del continente, spieghi le proprie ragioni ai colleghi che con lui hanno condiviso la traiettoria politica e culturale dell’Msi, prima, e di An dal 1994.
    Non soltanto ai capicorrente del partito, che lo omaggiano purchessia e si avviano al referendum in ordine sparso sotto l’ombra della “libertà di coscienza”.
    Francesco Storace deciderà cosa fare il venerdì prima del voto.
    Adolfo Urso, che andrà a votare e sbarrerà i quattro no, è “stupito” della nuova posizione assunta
    da Fini. Però preferisce tenere distinti il Fini elettore di oggi e il presidente di An che nel 1999, quando la legge 40 faceva il suo ingresso alla Camera, scriveva lettere appassionate al Corriere della Sera proponendo di emendare in senso restrittivo il provvedimento sulla fecondazione. Dentro An o ai suoi confini intellettuali non esiste un’area organizzata in cui individuare gli
    esponenti delusi dal nuovo corso finiano, c’è però un paesaggio che per ragioni etiche prima che confessionali non capisce più Fini.
    Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano è fra i primi a voler ascoltare le giustificazioni di Fini. “Ho preso una sola tessera di un partito – dice al Foglio – quella di An nel 1997. L’ho voluta dopo aver letto i principi fondanti del partito, fra i quali la difesa della vita dalla manipolazione genetica, dell’essere umano in ogni momento della sua esistenza. A meno che non mi sia distratto, ho poi visto confermati questi principi nella Carta dei valori che approvammo nel 2000 e in sette anni di battaglie parlamentari.
    Oggi Fini cambia idea? Una cosa legittima, a patto che ci dica perché. Io per ora ho la tessera di An quindi mi attengo agli atti pubblici prodotti dal partito e sostengo la legge 40”.
    “Sono raggelato”, dice Gaetano Rebecchini, “Fini lo capisco sempre meno, mi domando: chi glielo ha fatto fare?”.
    Rebecchini ha promosso e presieduto, fino al 2000, la consulta etico-religiosa nata agli albori di An con l’obiettivo di avvicinare l’ex partito missino al mondo cattolico e al Vaticano in particolare. “Magari Fini ha dei consiglieri inadeguati – prosegue – fatto sta che in poche ore ha smentito pubblicamente, con una dichiarazione politica, tutta la sua attività di vice premier”.
    L’attuale responsabile della Consulta è il senatore Riccardo Pedrizzi: “S’immagini come posso aver accolto la notizia”. Come altri esponenti di An, Pedrizzi consegna volentieri la svolta di Fini all’ordine delle esternazioni a titolo personale. Però annuncia che “malgrado il prevedibile sbandamento nel partito, la consulta andrà per la propria strada. Che poi è quella della carta fondamentale di An, incentrata sulla lotta al relativismo etico e sulla difesa della vita richiamata con forza dal Pontefice Benedetto XVI”.
    La pensa così anche Roberto de Mattei, vice presidente del Cnr, consigliere di Fini per la politica estera, uomo di collegamento con la Conferenza episcopale e firmatario del documento del Comitato “Scienza e vita” per l’astensione: “Il mio disaccordo è implicito nella posizione sul referendum che, di fronte alle affermazioni di Fini, non posso che ribadire con più forza: qui non si tratta di una scelta religiosa, né è in gioco una questione di coscienza. Siamo davanti alla necessità, per una destra credibile, di scegliere tra relativismo nichilista e principi etici”.
    La verità sulla quale i politici macerano uno scontento non sempre virgolettabile è sostenuta con
    impazienza dagli intellettuali di riferimento per An.
    Uno di loro è Marcello Veneziani: “Se questo è Fini, allora è davvero meglio Pier Ferdinando Casini! Fini è uscito dallo stesso alveo individuato come nucleo fondante di An: quello della destra dei valori, in cui anche la componente laica o ghibellina non ha mai rinnegato l’identità spirituale o etica”. “Perfino a voler fare gli americani come piace al centrodestra – conclude Veneziani - si scopre che lì la destra ha una vocazione profonda nella difesa della vita”.
    Giano Accame, teorico della destra sociale, è d’accordo con Veneziani: “Intanto ricordo che ogni opinione di Fini va filtrata alla luce della prevalente preoccupazione per la propria immagine e convenienza, del suo sbracciarsi in cerca di gradimento personale, in questo caso proveniente dal fronte laico.
    Detto questo, e pensando a Giorgio Almirante che sostenne la causa antidivorzista malgrado una situazione familiare complicata, aggiungo che con questa repellente dichiarazione di voto Fini si è posto fuori dalla tradizione etica del suo partito. Ha anche rovinato dieci anni di lavoro pe rendersi affidabile come interlocutore dell’universo cattolico e moderato. A questo punto meglio venti secoli di cristianesimo ben portati che venti anni di fascismo rinnegati”.

    (ag) su il Foglio del 11 maggio

    saluti

  2. #2
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    Predefinito I paletti dell'illuminista

    “Un Parlamento che intenda assumere fino in fondo le sue responsabilità non può più assecondare acriticamente il trionfo della tecnica, né stendere tappeti alla sperimentazione senza limiti, ma deve preoccuparsi di aiutare in concreto l’uomo e la donna che soffrono, fissando precisi paletti normativi per far sì che il progresso scientifico non sia antitetico alla persona”.
    Gianfranco Fini
    (Corriere della Sera, 31 maggio 1999)

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Mediazione impossibile

    “Quando si consente la crioconservazione e la distruzione degli embrioni soprannumerari, non è ammissibile mediare fra chi rifiuta queste pratiche e chi le desidera magari per trovarsi a metà strada con la fissazione di un tetto massimo di embrioni da congelare: è possibile, in nome del compromesso, cedere sulla vita anche di un solo essere umano?”.
    Gianfranco Fini
    (Corriere della Sera, 31 maggio 1999)

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Nuovo totalitarismo

    “Non è un dogma di fede bensì una constatazione scientifica che la vita umana, unica, individuale e irripetibile, esiste a partire dal concepimento: dal momento in cui, con la fecondazione dell’ovulo, si realizza la completa identità cromosomica, non vi è alcuna differenza che non sia di peso e di età fra il nascituro e, il nato e l’adulto. Negare l’umanità del concepito non significa essere ‘laici’: vuol dire chiudere gli occhi di fronte alla realtà; peggio: equivale ad aprire la porta al nuovo totalitarismo”.
    Gianfranco Fini
    (Corriere della Sera, 31 maggio 1999)

    saluti

  5. #5
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    Predefinito Un illuminista libertario in

    Un illuminista libertario in più

    Due modi di usare la ragione, due culture in conflitto, due idee dell’esistenza moderna: questo è il contrasto, non quello fumoso tra laici e cattolici, non quello tra destra e sinistra.
    Con il “sì” di Gianfranco Fini, scelta legittima come ogni altra, ma in attesa di essere argomentata contro le idee espresse da Fini in passato, lo Zeitgeist acquista un illuminista libertario in più.
    Ce n’era effettivamente bisogno, perché Marco Pannella non bastava, non bastavano l’arco compatto dei “sì” a sinistra, la mobilitazione della scienza democratica, lo slancio delle donne in politica, ci voleva anche un testimonial eccentrico ma posato, un modernizzatore della destra capace di muoversi con un certo agio sul terreno dell’indifferentismo etico, ed eccolo trovato.
    Il cerchio è chiuso, aspettiamo soltanto che anche Silvio Berlusconi trovi il modo di entrarci, e sarà un cerchio perfetto. Fuori dal cerchio, piccoli e minoritari come un punto geometrico, quasi invisibili come certi riccioli di materia, senza jattanza e con qualche ironia, senza vittimismi e al contrario con molta serena tenacia, coltivando il rispetto per le idee altrui e dunque combattendole spietatamente, riusciremo a sopravvivere.
    Sarà un po’ dura scalzare certi argomenti fondati sulla ragione e sull’intuizione, farci passare per oscurantisti perché resistiamo alla crociata contro i diritti dell’uomo e della donna concepiti in laboratorio, che sono identici a quelli delle altre creature o dovrebbero esserlo.
    Certo, siamo come ognuno vede in presenza di una grande deriva oceanica del pensiero e del modo di vita occidentale, con la barca senza bussola e in un mare che s’ingrossa da decenni, e nelle profondità da secoli, ma la potenza raggiunta da questo modo di concepirsi ha in sé la fragilità di ogni sogno superomista o sovrumanista o transumanista, di ogni scambio faustiano sulla pelle della realtà materiale e della verità morale, che sono sorelle. L’ironia essendo l’arma più forte, come abbiamo sempre ricordato, non staremo a lagnarci, senza per questo smettere di denunciare la feroce rapina di esistenza che è in corso.
    L’Italia è il teatro mobile e barocco di questa deriva, un paese informale e libero, privo di classi dirigenti, riempito ad abundantiam da una Chiesa giovanpaolina e ratzingeriana coraggiosa e anche audace ma in conflitto con il suo proprio vuoto, con la sua comprensibile eppure inane genuflessione pastorale ai segni dei tempi e al loro carattere imperativo.
    Fini ovviamente non è il problema, è solo un ricciolo del problema, un attor giovane con una parte incerta nella commedia.
    Il problema è semmai il cardinal Martini, che ci chiede di aspettare il secondo avvento per giudicare e per essere giudicati, in nome del relativismo cristiano.
    Noi laici devoti siamo impazienti, vorremmo giudicare ed essere giudicati prima.

    Ferrara sullo stesso Foglio

    saluti

  6. #6
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    Predefinito

    E intanto è cominciata la trasmigrazione di parlamentari ed elettori, anche perchè nessuno ha capito se e dove terminerà mai lo spostamento di an nel quadro politico italiano. Tra 15 anni an (o quello che ne rimarrà) sarà una forza della sinistra extraparlamentare


    LIGURIA NAZIONE
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  7. #7
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    Predefinito

    FINI non esprime più la vera destra.Che si dimetta!!!

  8. #8
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    Predefinito Risposta

    "A chi chiede notizie sulle dichiarazioni di molti hanno risposto: "C'est fini".

    Antonio Socci su il Foglio

    saluti

  9. #9
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    Predefinito Embrione, tutele europee

    “Va infine tutelata la vita umana dal concepimento, impedendo la distruzione degli embrioni: è imminente la ricorrenza della Giornata per la vita, che si celebra da oltre vent’anni per iniziativa della Conferenza episcopale italiana […]. Alleanza nazionale
    si unisce a questa celebrazione con un convegno europeo ad Assisi con la partecipazione di rappresentanti dei movimenti per la vita e di politici di altre nazioni europee particolarmente impegnati su questo fronte: il riconoscimento che l’uomo è persona fin dal primo istante, e come tale non è strumentalizzabile da nessuno e per nessun motivo, deve diventare una base comune di condivisione per l’intera Europa ”.

    Gianfranco Fini
    (Corriere della Sera, 2 febbraio 1999)

    -----------------

    La vita, non la sua qualità

    “Se la vita viene fatta dipendere dall’età e viene negata solo perché l’embrione è troppo giovane, non vi è alcuna ragione per
    rifiutarla quando è troppo anziana o, in quanto è accompagnata dall’handicap, quando è lontana dall’optimum fisico e psichico:
    non a caso nella discussione alla Camera qualche esponente dei Ds ha esortato a porre maggiore attenzione sulla ‘qualità della vita’ piuttosto che sulla vita stessa”.

    Gianfranco Fini
    (Corriere della Sera, 31 maggio 1999)

    saluti

  10. #10
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    Predefinito Referendum non mi avrai

    “Nel caso la legge venga approvata, capisco le ragioni di chi, non condividendola, ipotizza il ricorso al referendum. Ovviamente, se si arriverà a tanto, sarò schierato contro quel referendum”.

    Gianfranco Fini
    (Ansa, 4 febbraio 1999)

 

 
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