Prima i tessili. Ora la Fiat. Chi sarà il prossimo parassita a cui la Lega vorrà elargire privilegi a spese dei consumatori padani: le Poste o Alitalia?![]()
Da "La Padania" di oggi.
MENTRE PRODI ESALTA LA CONCORRENZA SLEALE
Il premier in campo: unica via dazi e quote
Calderoli ricorda che due mesi fa una richiesta simile della Lega non era stata considerata
Contro vetture che vanno bene e costano soltanto 4000 euro non c’è “concorrenza” che tenga.
L’unica via per contrastare queste merci così sottocosto è imporre dei “dazi e delle quote”. E’ quanto avrebbe sostenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso dei lavori del Consiglio dei ministri odierno.
La discussione verteva sul come sostenere l’economia nazionale e il premier, raccontano alcuni presenti, avrebbe riferito su un suo personalissimo sondaggio “familiare”.
Siccome siamo una famiglia povera - avrebbe raccontato Berlusconi facendo una battuta - ho chiesto al mio autista, al mio cameriere e al mio cuoco cosa pensassero di queste nuove macchine orientali che costano 4000 euro e vanno pure bene...
Il premier avrebbe fatto riferimento alla “Happy emissary” della Faw, sigla che sta per First automobile works, l’utilitaria cinese low cost che, se dovesse superare i parametri per essere omologata anche da noi, rischia di sbaragliare i concorrenti.
I collaboratori del premier gli avrebbero risposto che le comprerebbero per le loro mogli. E per il premier è evidente che contro queste merci la lotta è durissima. Avrebbe quindi osservato: voi sapete quanto costa una Panda Fiat.
Bene, il divario è talmente grande che l’unico mezzo per rispondere efficacemente è quello di imporre dei dazi e delle quote di entrata.
Frasi che hanno enormemente soddisfatto i ministri della Lega, partito che da anni propone misure di questo tipo. Tanto che, raccontano le stesse fonti, Roberto Calderoli si sarebbe messo platealmente ad applaudire battendo le mani sul tavolo dall’entusiasmo. Bravo Silvio - avrebbe esclamato - a dire queste cose, peccato che due anni fa litigammo quando a sostenere queste tesi eravamo solo noi. «E due mesi fa - ha aggiunto Calderoli - la richiesta della Lega a tal proposito non è stata considerata». L’unico a intervenire in controtendenza sarebbe stato il ministro della Difesa Antonio Martino, economista cresciuto nella scuola neo-monetarista di Chicago. Secondo alcuni partecipanti avrebbe sottolineato come anche in questo caso è la concorrenza la base di partenza per ogni sviluppo economico.
E da Pechino Romano Prodi ha sottolineato che di fronte alla sfida cinese c’è una reazione asimmetrica «Noi stiamo perdendo quote di mercato e altri no. Il problema non è la Cina è l’Italia che sta bruciando risorse accumulate in passato».
Ma nonostante la presa di posizione del Premier la questione dei dazi e delle quote continua ad andare avanti come una tartaruga nella Commissione Europea così nel frattempo le nostre aziende chiudono e i lavoratori perdono il posto di lavoro.
Solo la prossima settimana i negoziatori dell’Unione europea e della Cina si incontreranno a Bruxelles per esaminare le misure sul tessile che Pechino ha annunciato di voler prendere.
Intanto gli Stati Uniti hanno annunciato misure contro le esportazioni cinesi. Sì perché gli americani non hanno perso tempo e hanno immediatamente deciso che si doveva intervenire contro le esportazioni cinesi così per tutelare le imprese statunitensi dall’assalto della concorrenza sleale hanno introdotto una serie di dazi.




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