Ho trovato questo articolo su un sito...che ne pensate?(si lo so è un pò lungo).....sarebbe interessante approfondire
Fra i tanti problemi che coinvolgono i sentimenti e le preoccupazioni dei giovani, v'è ne uno estremamente importante: la scelta della persona con cui bisogna trascorrere tutta la vita. Le ragioni che ci spingono a trattare quest'argomento, nella speranza che possa essere di aiuto ai giovani, sono vari.
La persona che sposeremo eserciterà, inevitabilmente, su noi un'influenza che può essere sia negativa, che positiva. E' assurdo sperare di sposarsi senza essere influenzati da chi ci sta a fianco;
La scelta è importante perché è per tutta la vita, e condizionerà il nostro futuro;
I cristiani si fidanzano con l'idea di sposarsi, e non si sposano certo con l'idea che, se le cose non andranno bene, alla fine potranno divorziare (Matteo 10:9);
E' assolutamente da escludere un pre-matrimonio per i cristiani, una specie di accordo per provare la vita in comune e poi a secondo dell'esperienza spezzare un legame oppure ufficializzarlo;
La scelta di un compagno per la vita, è così importante da non dover essere fatta in fretta né lasciata al caso.
Putroppo, si sono visti diversi matrimoni falliti, ma, gloria a Dio, anche molti matrimoni fiorire e contribuire notevolmente alla crescita personale di entrambi i coniugi. Meditando un pò su questo si giunge alla conclusione che, anche in questo caso, «Prevenire è meglio che curare».
Si è più che convinti che la Parola di Dio ci dà alcuni principi basilari che, se seguiti, permetteranno una scelta e un fidanzamento sereni, ma c'è di più: condurranno a un matrimonio felice.
La guida del Signore nella scelta
La più importante scelta della vita è quella di seguire Gesù. Dopo vi è quella del matrimonio. A proposito di quest'ultima bisogna considerare alcune cose.
Dio è la suprema autorità
Quando Abramo mandò il servo Eliazar a cercare una moglie per il proprio figlio, lo fece «giurare per il Signore» (Genesi 24), proprio perché Abramo aveva la certezza che soltanto Dio poteva guidare nella maniera giusta. Prima che il giovane si impegni in un fidanzamento, deve accertarsi che Dio costituisca l'autorità suprema della propria vita. Sottoponiamo le nostre scelte alla volontà di Dio che non sbaglia mai.
Bisogna vivere in profonda comunione con Cristo Gesù
Il cristiano che vuole fare la scelta giusta, deve assicurarsi, prima di ogni cosa, che stia vivendo un'esperienza piena e continua con il Signore, che ha detto: «Dimorate in me e io dimorerò in voi ... senza di me non potete far nulla» (Giovanni 15:4-5). Se c'è stata una profonda rigenerazione, se c'è una vera consacrazione alla preghiera, una totale ubbidienza alla Bibbia, di certo Dio non farà mancare la sua guida, perché essa è un segno del Suo amore.
Conoscere ciò che Dio vuole
Quando vogliamo fare la volontà di Dio, c'impegniamo anche a conoscere ciò che egli vuole da noi:
«Confida nel Signore e fa' il bene; abita il paese e pratica la fedeltà. Trova la tua gioia nel Signore, ed Egli appagherà i desideri del tuo cuore. Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui ed egli agirà» (Salmo 37-5)
e ancora:
«Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed Egli appianerà i tuoi sentieri» (Proverbi 3:1-6).
Deve essere cristiano
Le amicizie nel mondo dovrebbero avere soltanto lo scopo della testimonianza (cfr. Giacomo 4:4) perché il mondo giace sotto il potere del maligno (1 Giovanni 5:19) che è il principe di questo mondo (Giovanni 121; 16:11). Pertanto, è chiaro che un cristiano deve coltivare le sue amicizie soprattutto tra credenti e, quindi, fare le sue scelte tra i credenti medesimi. Bisogna sposare qualcuno della famiglia di Dio. Questo è il modello biblico!
Non vi è alcun rapporto fra la giustizia e l'ingiustizia. Chi è salvato è anche giustificato, e conduce, o dovrebbe condurre, una vita secondo i principi della «nuova vita» che ha ricevuto. Come potrebbe coesistere una persona i cui principi e il cui atteggiamento è generato da un'ignoranza dell'Evangelo, o addirittura da un'opposizione ad esso? Quali principi verranno applicati in un matrimonio spiritualmente eterogeneo? Sarebbe disastroso per entrambi, soprattutto per la salute spirituale della parte credente.
Non c'è coesistenza fra la luce (credente) e le tenebre (non credente). Dove arriva la luce le tenebre scompaiono. E' una questione di posizione: se siamo in una stanza illuminata non vediamo assolutamente le tenebre, viceversa chi è nelle tenebre non sopporta la luce.
Non vi può essere relazione fra il tempio di Dio e gl'idoli. L'idolatria è una delle inclinazioni naturali del cuore umano. Avere dentro casa qualcuno che alimenti questa naturale inclinazione è terribilmente pericoloso.
E poi, all'arrivo di un figlio arriveranno irreparabilmente anche i problemi. Questo bimbo dovrà essere battezzato secondo il rito cattolico? Che tipo di educazione religiosa dovrà ricevere? (Attenzione perché prima del matrimonio si fanno tante promesse che poi non possono essere mantenute, grazie anche alla pressione di genitori e familiari). Quale shock può provocare al bambino? Che tipo di educazione potrà mai dare ai figli, malgrado la buona volontà, il coniuge non credente?
Soltanto essendo di pari consentimento, i coniugi possono vivere una vita felice ed educare in armonia i loro figli nelle vie del Signore.
Considerazioni per la scelta
Premesso che la scelta del futuro coniuge deve essere fatta nell'ambito della famiglia di Dio, qui di seguito cercheremo d'individuare, seppur genericamente, alcuni elementi che possono essere di aiuto.
Deve esserci un'attrazione particolare
Certamente la Parola di Dio ci esorta ad amare tutti i credenti. Si tratta, però, di un amore spirituale, fraterno. La simpatia e l'attrazione che invece nasce tra due probabili candidati al matrimonio è qualcosa di diverso, che riguarda il carattere, la personalità in genere, il modo di fare, di parlare e, certo, anche quella fisica. Quando nascono tutte queste cose, allora può darsi che ci si sia «innamorati». Attenzione, però , all'elemento emotivo, che può far tacere quello razionale di cui siamo anche forniti.
A questo punto è il momento di pregare in modo specifico Dio. Se l'attrazione continua, se non ci sono novità contrarie, se ci si rende conto che l'attrazione è ricambiata e si sente che è la volontà di Dio, viene il momento di dichiararsi, magari senza un impegno definitivo ma per fare una bella conversazione, per conoscersi meglio, per fare insieme una bella preghiera. Se non ci sono grossi ostacoli si può passare ad un fidanzamento.
Bisogna essere d'accordo
«Due... camminano forse insieme, se prima non si sono accordati?» (Amos 3). Com'è stato già detto il disaccordo sulla fede può rendere il matrimonio veramente infelice e disastroso. Prima di ogni cosa bisogna essere d'accordo su questo, successivamente si può parlare insieme e scoprirsi d'accordo sulle scelte fondamentali della vita matrimoniale: sul modo di vivere la fede in comune, sul modo di servire il Signore nella comunità locale, se uno dei due ha qualcosa di grave da confidare, sulla possibilità o volontà di avere dei figli, su come educarli, sulla possibilità che anche lei lavori, sul lavoro di lui e sulla sicurezza economica, sulle relazioni d'avere con i genitori, su impegni finanziari presi o da prendere, se vi sono delle infermità ereditarie, sulla diversità del livello culturale, sulla scelta degli amici, sugli svaghi, e molti altri possono essere i soggetti d'affrontare. Molti argomenti possono essere affrontati con la Bibbia, e, anche questo, sarà un modo di conoscere il grado di sottomissione dell'altro alla Parola di Dio.
Se non ci sono delle premesse solide, è meglio rompere subito, anziché impegnarsi ufficialmente in un fidanzamento che non ha ragione di sussistere. Tuttavia, bisogna tenere presente che possono esserci cose di secondaria importanza sui quali non si è perfettamente d'accordo, ed è veramente il caso di non mettervi troppo peso.
Vi devono essere delle qualità personali che apprezziamo
Attenzione a certe qualità quali: bellezza, talenti, educazione, ricchezza, dolcezza ..., che non garantiscono la felicità in un matrimonio. Nella scelta è fondamentale saper riconoscere le qualità che contano: la gentilezza del carattere, la voglia di lavorare, la pazienza nell'educare i figli, la capacità di comunicare e rendere un rapporto soprattutto amichevole, la generosità nel prodigarsi per il bene della famiglia, la capacità di sapere veramente perdonare e lo zelo nel servizio a Dio. Il carattere di uno dei coniugi può avere influenze negative e sul rapporto stesso e sulla crescita dei figli. Chi sceglie una persona nata di nuovo, può avere la garanzia che Dio sta trasformando il suo carattere e tutto diventa più facile.
Interessi similari
Saremmo disposti a vivere una vita con una persona che non ha i nostri stessi interessi? Non parliamo di interessi diversi, ma che si integrano a vicenda. Parliamo, per esempio, di cristiani che amano frequentare la comunità e altri i quali ci andrebbero soltanto la domenica per rivedere gli amici o per mettere a tacere la propria coscienza, ma non per un amore sincero verso Dio e la comunità. Certamente, questo non può essere un fidanzamento benedetto dal Signore.
Le circostanze
Come faccio ad essere certo della guida di Dio? Oltre alla già citata guida del Signore secondo il modello biblico, esiste anche l'aiuto che viene dalle circostanze che il Signore armonicamente prepara per noi. Prendiamo come esempio Rut, poiché la sua storia c'insegna come si possa trovare un compagno mediante le circostanze. Nel caso di Rut c'erano molti ostacoli al suo matrimonio, ma Dio aprì una strada in modo da consentire ciò che era secondo la Sua volontà (leggere libro di Rut).
Buoni consigli
Rut ascoltò i consigli datele dalla esperiente e spirituale Naomi, così ogni giovane cristiano dovrebbe dare ascolto alla voce dell'esperienza: i genitori, il pastore e credenti profondamente consacrati a Dio, per potere, anche in questo modo, riconoscere la volontà di Dio. In particolare un fidanzamento cristiano, in una comunità evangelica non dovrebbe mai prescindere dal consiglio del pastore o, ancora peggio, a sua insaputa.
Concludendo questo capitolo, la scelta deve essere fatta con oculatezza, sapienza, pazienza e, soprattutto, in preghiera invocando la guida del Signore.
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), proprio perché Abramo aveva la certezza che soltanto Dio poteva guidare nella maniera giusta. Prima che il giovane si impegni in un fidanzamento, deve accertarsi che Dio costituisca l'autorità suprema della propria vita. Sottoponiamo le nostre scelte alla volontà di Dio che non sbaglia mai.
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