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I magistrati 'democratici' Ilda Bocassini e Gherardo Colombo...
Con un titolo simile avevo aperto sulla 'vecchia' PoL un messaggio di apertura riguardante il processo Sme- Ariosto, la 'chiave giudiziaria' con la quale la sinistra cerca da oltre un anno a questa parte di invalidare il risultato delle elezioni del 13 maggio 2001. Per riaprire questo discorso penso che non vi sia nulla di meglio che riportare il seguente articolo de ilNuovo.it, il quale illustra le motivazioni di fondo con le quali gli avvocati delle parti imputate [tra le quali vi è Silvio Brerlusconi] hanno chiesto che il processo sia celebrato in altra sede.
buona lettura!...
mercoledì 10 Luglio 2002, 91
Previti chiede gli elenchi di Magistratura democratica
MILANO - Crea nuove polemiche l'iniziativa di Cesare Previti che, con un'istanza presentata dal suo legale Angelo Alessandro Sammarco, ha chiesto al presidente di Magistratura Democratica, Livio Pepino, che gli venga consegnato ‘con urgenza e per evidenti motivi di giustizia' l'elenco dei nomi dei circa 700 magistrati iscritti alla corrente di sinistra. Il ‘caso’, al termine di una convulsa giornata nella quale lo stesso Cesare Previti scrive al presidente Pepino, finisce di fronte al Consiglio superiore della magistratura.
L'iniziativa di Previti è stata riferita oggi dal quotidiano la Repubblica: Previti aveva chiesto di poter valutare opinioni e convincimenti politici a lui ostili. Immediata, e sdegnata, la reazione di Pepino, che ha parlato di 'inqualificabile segnale di maccartismo'. Il magistrato ha scritto a Sammarco una lunga lettera in cui respinge la richiesta motivando il ‘no’ con una serie di considerazioni anche di carattere giuridico. 'Ricevo tramite fax dal suo studio - scrive Pepino a Sammarco nella lettera, datata 4 luglio - una singolare 'istanza di acquisizione informazioni', redatta su carta non intestata e firmata con sigla illeggibile, concernente l'elenco nominativo dei magistrati iscritti alla corrente associativa ‘Magistratura Democratica’. Non si stupirà di non ricevere da me quanto richiesto…'.
Ma Sammarco ha replicato: 'Il maccartismo non c'entra nulla. C'è il diritto di ogni cittadino a sapere chi sia il proprio giudice al fine di esercitare tutti i diritti che la legge gli consente'. E ancora: 'Non c'è violazione della privacy - ha osservato il legale rispondendo alle osservazioni mosse da Pepino - perchè l'apposita legge, all'art.12, prevede una deroga in caso di esercizio di diritti in sede giudiziaria e di investigazione difensiva'.
Previti scrive al presidente Pepino
Dopo una serie di botta e risposta, lo stesso Cesare Previti scrive al presidente Pepino. Devo ribaltare su di lei le accuse di maccartismo e fascismo contenute nella sua intervista a un quotidiano romano'. 'Occore che l'opinione pubblica sappia -sottolinea il parlamentare -che la rivista Questione Giustizia-bimestrale promosso da Magistratura Democratica in alcuni recenti numeri dedica moltissime pagine ai miei processi sostenendo che la responsabilità è già accertata, che sarei colpevole per fatti 'storicamente certi al di la' della loro utilizzazione processuale…’.
'Nelle moltissime pagine dedicate a me e al presidente Berlusconi -scrive ancora Previti- si fa un attacco particolarmente violento alla mia parte politica e e al governo e si da sostegno a tutta una serie di provvedimenti, contrari al diritto sostanziale e processuale, che i giudici milanesi hanno adottato nei processi e che hanno costituito il fondamento del legittimo sospetto che e' a base della recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione'.
'La domanda che le pongo -si legge ancora nella lettera- è se la sua opinione è veramente quella di ritenere un paese civile munito di una costituzione e di istituzioni democraticamente scelte, sia anche solo teoricamente concepibile che una fazione di magistrati inserisca tra i propri fini istituzionali la valutazione di un processo in corso prescrivendo ai celebranti [perche' questo è ciò che fa la citata rivista] che l'esito sia di condanna.
La richiesta dell'avvocato di Previti
'L'imputato e il proprio difensore - si leggeva nella richiesta dell'avvocato Sammarco - hanno interesse a conoscere quali siano gli orientamenti politici o ideologici, se manifestati attraverso l'adesione a correnti associative, da parte dei magistrati milanesi che attualmente si occupano o si sono occupati delle vicende processuali dell'onorevole Previti'. A sostegno dell'istanza si cita la recente ordinanza con cui le sezioni unite della Cassazione hanno investito la Corte Costituzionale della sospetta questione di legittimità circa i presupposti che giustificherebbero la celebrazione dei processi a carico di Previti in un altro tribunale che non quello di Milano.
Tra i Pm che indagano su di lui in realtà solo uno, Gherardo Colombo è iscritto da diversi anni a Magistratura Democratica. Ilda Boccassini no: è iscritta all'Associazione ma non ha mai aderito a nessuna corrente. Nessuno dei due sostituti procuratori milanesi vuole però commentare la notizia che Previti ha richiesto al presidente di Md l'elenco completo di tutti gli iscritti alla corrente di sinistra con una istanza che sembra diretta anche nei loro confonti.
Ma una risposta è giunta anche dal segretario dell'Associazione nazionale magistrati Carlo Fucci. In assenza di 'dati concreti', la richiesta di Cesare Previti è 'senza fondamento' e 'preoccupa'. A parlare è il segretario dell'Associazione nazionale magistrati Carlo Fucci. L'Anm, comunque, riparlerà della vicenda sabato, durante la riunione del comitato direttivo centrale del ‘sindacato delle toghe’.
La richiesta di Previti all'attenzione del Csm - La richiesta del deputato di Forza Italia Cesare Previti finisce all'attenzione del Csm. Undici consiglieri hanno chiesto al vice presidente del Csm Giovanni Verde l'apertura di una pratica 'a salvaguardia della libertà di opinione e di associazione dei magistrati e del corretto funzionamento della giustizia'. L'iniziativa di Previti, secondo i firmatari - tra cui vi sono l'intero gruppo di Magistratura democratica e consiglieri del Movimento per la Giustizia, Magistratura Indipendente e laici del centro-sinistra- 'per il suo obiettivo contenuto e per la sua provenienza dal legale di un parlamentare della maggioranza di governo, può incidere negativamente su beni e valori che la Costituzione tutela: la libertà di opinione e la libertà di associazione del cittadini magistrato, la serenità e l'indipendenza della generalità dei magistrati [e segnatamente di quelli istituzionalmente chiamati ad occuparsi delle vicende processuali dell'on. Previti], il corretto svolgimento della giurisdizione. Di qui la richiesta di una risoluzione del Csm che 'contrasti in forma alta e incisiva l'oggettivo potenziale di limitazione di diritti fondamentali e di pressione psicologia che deriva da iniziative volte a verificare l'adesione dei magistrati ad una libera associazione'.
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato




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