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Discussione: Pannella & Massoneria

  1. #1
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    Predefinito Pannella & Massoneria

    (AGI) - Roma, 6 set. - «È davvero l'ora che comunisti e postcomunisti, così come i fascisti e postfascisti, si pentano e la smettano una volta per tutte di insultare e perseguire la massoneria in quanto tale. D'accordo che gli anatemi del Sillabo, in maggioranza, tentavano di annientare massonerie, carbonerie, organizzazioni illuministe e laico-liberali di ogni tipo. Ma il Sillabo costituisce l'espressione più grave della cultura dell'illibertà, dell'intolleranza, del rifiuto della libertà di coscienza. Ma è questa una ragione di più per farla finita, e non ho dubbi sul fatto che o la fanno finita o saranno comunisti e fascisti, clericali, proibizionisti e controriformisti di ogni tipo ad essere finiti, sepolti nelle discariche della storia umana». Lo afferma Marco Pannella. (AGI)
    Com/Frt/Esp 061113 SET 00 NNN
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito

    Massoneria,
    Modo d’Essere

    La statua di Giordano Bruno arde simbolicamente sotto gli occhi di centinaia di Fratelli e curiosi profani. Un applauso scrosciante chiude la manifestazione ripresa dai telegiornali nazionali

    (c.l.) - "La fermezza dimostrata nella difesa dei diritti dei Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia, la riconosciuta credibilità dell’azione del Governo dell’Ordine, le prese di posizione del Gran Maestro, ospitate dal Corriere della Sera, Radio Radicale e dal Messaggero, hanno prevalso sul boicottaggio della manifestazione del 24 giugno 2000 che si terrà così come pubblicizzata. Oggi il Comune di Roma ha autorizzato anche la ricostruzione del rogo virtuale. Tutti i Massoni a Roma con i loro Labari!". Era il 21 giugno e il Gran Maestro Gustavo Raffi, con un comunicato interno ai Presidenti dei Collegi Circoscrizionali, esprimeva la propria soddisfazione per la felice risoluzione di una spiacevole disputa con l’Amministrazione comunale romana che aveva messo in serio pericolo il completo svolgimento delle celebrazioni del Goi in onore di Giordano Bruno programmate, nel quattrocentenerario della sua morte, il 24 giugno a Campo de’ Fiori.

    Il prologo

    Sin dall’inizio nessun dettaglio tecnico-organizzativo era stato trascurato. Nessuna superficialità, nemmeno sul piano della sicurezza: è pur vero che si trattava di un rogo virtuale, ma era la prima volta, nell’era della Repubblica, che la Massoneria italiana scendeva in piazza ed era impensabile lasciarsi prendere dall’improvvisazione. Erano state rilasciate tutte le autorizzazioni necessarie, dalla Questura ai Vigili del Fuoco, era stata prevista la presenza di un’unità mobile di soccorso così come una copertura assicurativa nell’eventualità di danni fortuiti a cose o persone. Anche il Comune di Roma era stato avvertito ma questo, all’inizio silenzioso, quasi benefico assertore della manifestazione, a pochi giorni dall’appuntamento fa’ intendere di non gradire la parata dei Massoni sotto la statua dell’eretico Bruno e comincia a porre ostacoli sulla presenza dei Fratelli nella piazza di Campo de’ Fiori già riservata, per quella data, ad un’Associazione culturale per una rappresentazione teatrale da tenersi il giorno successivo alla manifestazione del Goi.
    Il primo impedimento viene superato, ma la questione rimane aperta: perché i Massoni vogliono bruciare la statua di Giordano Bruno? Il funzionario addetto del gabinetto del sindaco solleva nuove problematiche, tutte finemente risolte dai responsabili della manifestazione, ed alla fine, estenuato da lunghe discussioni e non riuscendo a trovare ragioni plausibili per un giusto diniego, esprime laconico la propria tassativa decisione: questo rogo, virtuale che sia, è un vero pericolo e non s’ha da fare né ora né mai.
    La tenzone si fa da questo momento incandescente ed ecco che il Grande Oriente d’Italia sfodera le proprie armi, anche queste virtuali, per carità, per avere soddisfazione per quello che appare un affronto. Ma quali sono le reali motivazioni? Esistono seri problemi di ordine pubblico o si tratta soltanto di eccesso di zelo per non turbare i sonni al di là del Tevere nell’anno del Giubileo?
    Le coscienze democratiche del Paese si sensibilizzano ed il Corriere della Sera scende in campo per dare manforte ai Massoni e nei giorni che precedono la fatidica data, tutta la stampa italiana, sulla scia del principale quotidiano nazionale, pubblicizza l’evento riportando la polemica con il Comune che, stretto alle corde, non può che recedere e dare finalmente il via libera dopo tante dubbie perplessità.

    L’epilogo

    Il 24 giugno, dedicato a San Giovanni Battista, non poteva essere meglio celebrato. Il motto della giornata era "Sconfiggere l’intolleranza" e preso il via in mattinata, grazie al Servizio Biblioteca del Goi, con una visita guidata alla Biblioteca Casanatense di Roma che ospita sino al 30 settembre una mostra bruniana di documenti originali dal titolo"Io dirò la verità", la manifestazione è continuata alle otto di sera con una tavola rotonda sulla figura e le opere del filosofo nolano. Tra i relatori, lo specialista bruniano Michele Ciliberto, lo storico di religioni Silvio Calzolari ed i Fratelli accademici Morris Ghezzi e Natale Mario Di Luca (rispettivamente Presidente della Corte Centrale del Goi e Presidente del Collegio Circoscrizionale del Lazio) coordinati dall’ex Gran Maestro Virgilio Gaito. La sala della conferenza, adiacente a Campo de’ Fiori, era stracolma di Fratelli in attesa di recarsi in piazza ad assistere quel rogo tanto pubblicizzato e che aveva fatto accorrere, insieme a centinaia di Fratelli e profani, anche Marco Pannella che ha assistito a tutta la manifestazione augurandosi, come ha dichiarato alla stampa, di poter diventare anch’egli liberomuratore.
    Il Gran Maestro, attorniato sul palco dalla Giunta del Goi, ha preso la parola alle 22 sotto la statua di Giordano Bruno a ridosso delle fascine che avrebbero simulato il rogo tanto contestato.
    "Siamo tornati sulle piazze e ci resteremo - ha esordito - questa è una strada che non ha ritorno". E ha continuato: "Vogliamo una massoneria del popolo che si confronti con le diverse realtà sociali, esprima valutazioni e proponga soluzioni. A proposito di minoranze il Gran Maestro Raffi ha espresso il sostegno della Massoneria ad un sistema educativo che favorisca l’integrazione sociale e ha aggiunto: "La Massoneria è minoranza ed è solidale con tutte le minoranze, perché Giordano Bruno muore tutti i giorni quando un disgraziato, per esempio, attende 19 anni per essere giustiziato". Ha concluso con un deciso intervento sullo Stato: "Lotteremo per uno Stato che sia neutrale, che non faccia concordati o intese con altre religioni, ma si assicuri la libertà di religione e basta".
    Un caloroso applauso ha chiuso il discorso del Gran Maestro che ha poi urlato "Fuoco!" a gran voce per dare l’inizio alle fiamme che, altissime, si sono levate a coprire la statua del grande filosofo, morto in nome della libertà di pensiero, sulle note della musica di Mahler, mentre centinaia di fiaccole si accendevano tra i fumi del rogo. Uno spettacolo suggestivo ripreso dai telegiornali nazionali che hanno documentato, insieme ai principali giornali italiani (vedere la Rassegna Stampa a fianco), un evento che ha fatto realmente presa nei cuori dei presenti. Visi commossi, grida "Viva la libertà", hanno accompagnato quei pochi minuti di rogo virtuale che ha voluto simbolicamente eliminare, almeno per una notte, ogni forma di discriminazione e illibertà.
    Sarà forse una goccia nel mare rispetto alle reali necessità dell’uomo, ma è indubbio che l’azione del Grande Oriente sia stata significativa a testimoniare, in quel fatidico 24 giugno, la speranza di un impegno futuro sempre più concreto dei Liberimuratori italiani a sostegno della pace e del bene dell’Umanità, per una Massoneria come modo di essere.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito

    Pannella è a dir poco disgustoso.

    PER SEMPRE CONTRO OGNI MASSONERIA!

 

 

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