Stazza di 84.000 tonnellate, 32 anni di carriera, in pensione dal '96
Bombardata in segreto per settimane con ogni mezzo disponibile
Gli Usa affondano l'America
la portaerei in fondo all'Atlantico
Un veterano: "Ha servito anche al momento del naufragio"
WASHINGTON - Si godrà la pensione sul fondo dell'Atlantico la portaerei America, in disarmo dal 1996. Dopo 32 anni di carriera la CVA-66 è stata affondata pochi giorni or sono, bombardata in mezzo all'Atlantico e mandata a giacere per sempre sul fondo dell'Oceano. L'America, 80 mila tonnnellate di stazza e oltre 310 metri di lunghezza, è così diventata, suo malgrado, la più grande nave da guerra di tutti i tempi affondata: il fato della portaerei si è compiuto il 14 maggio, a una novantina di chilometri dalla costa della Virginia.
La marina militare degli Stati Uniti non ha dato subito la notizia dell'affondamento dell'America per il timore di reazioni da parte dei marinai che vi hanno prestato servizio (numerosi veterani le avevano dato un estremo saluto a febbraio) e perché distruggere una nave che porta il nome del Paese è scelta che suscita discussioni. Un esempio per tutti: nel 1939, Adolf Hitler, per non intaccare il morale bellico dei tedeschi, fece ribattezzare con il nome di uno storico comandante prussiano la nave da guerra Deutschland, prima di farla smantellare.
L'affondamento dell'America è stato eseguito con criteri sperimentali. Per diverse settimane, la nave è stata colpita con proiettili esplosivi lanciati da altre unità navali, da sottomarini e da aerei, mentre gli artificieri della Navy studiavano da lontano gli effetti dei colpi con videocamere che erano state collocate a bordo. Sono stati condotti attacchi con siluri, missili cruise e forse anche un attacco con una piccola imbarcazione, come quello suicida che danneggiò la USS Cole nello Yemen nel 2000. Alla fine, cariche esplosive collocate a bordo per aprire falle nella struttura sono state fatte detonare per provocare il naufragio. L'America ha così cominciato la sua discesa sempre più veloce verso il fondale dell'Oceano, lì profondo oltre 1.800 metri.
Alcuni aspetti dell'operazione sono rimasti top secret. Né l'ex equipaggio né i media hanno potuto seguire direttamente le operazioni, ha detto Pat Dolan, portavoce del Naval Sea Systems Command. La marina americana non vuole, ha spiegato la portavoce, diffondere informazioni su come affondare una portaerei.
L'America ha fatto parte della flotta della Navy per 32 anni. Dopo la messa in disarmo nel 1996, era rimasta ormeggiata, con altre navi "andate in pensione", nell'arsenale di Filadelfia. Nei suoi giorni fulgidi era la terza portaerei della classe Kitty Hawk. Ma è stata la prima ad essere messa in disarmo per i tagli di bilancio effettuati dopo la fine della Guerra Fredda. Dal suo ponte, aerei da guerra decollarono durante la Guerra del Vietnam, per gli attacchi contro la Libia del 1986, durante la Guerra del Golfo del 1991 e nel conflitto nei Balcani nella metà degli anni Novanta.
La notizia dell'affondamento ha causato emozioni diverse ad Ed Pelletier, pilota di elicotteri sull'America, quando la portaerei incrociava nel Mediterraneo poco dopo il varo nel 1965. Pelletier s'è detto "triste perché una nave con quel nome abbia avuto un tale destino, ma felice perché l'America ha continuato a servire il Paese anche al momento del naufragio".
E in una lettera a Pelletier, leader di un gruppo di veterani che avrebbe preferito la trasformazione della nave in museo, l'ammiraglio John Nathman, numero due della U.S. Navy, descrive la distruzione della portaerei come un suo "ultimo e cruciale contributo alla difesa nazionale": gli insegnamenti tratti dal suo affondamento "serviranno al disegno delle portaerei del futuro", spiega Nathman.
La prossima nave militare Usa a fare la fine dell'America sarà la Oriskany, un portaerei più piccola, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, che sarà affondato per facilitare la creazione di una barriera corallina nel Golfo del Messico, al largo di Pensacola, in Florida, verso la fine dell'anno.




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