di Stephen Brown
FrontPageMagazine.com | 14 Novembre 2004
Il recente assassinio dell'autore e regista olandese, Theo van Gogh, ad opera di un estremista musulmano ad Amsterdam non dovrebbe sorprendere coloro che sono al corrente della situazione del mutlticulturalismo in Olanda. All'inizio di quest'anno il governo olandese divenne il primo stato europeo ad ammettere che l'esperimento multiculturale, il più grande inganno socialista dai tempi di quello sovietico, è un colossale fallimento.
Questa ammissione è arrivata sotto forma di un rapporto parlamentare di tutti i partiti, che arrivava sostanzialmente alla conclusione, fra le altre cose, che gli immigrati musulmani, quasi un milione sui 16 milioni di abitanti in Olanda, si rifiutano di integrarsi. Questi immigrati, concentrati per lo più in città come Rotterdam in cui costituiscono una grossa percentuale delle popolazioni urbane, scelgono di vivere insieme nei loro "ghetti" dove hanno costruito società parallele a quella del paese ospitante. E non ci sono schiarite in vista. Secondo il rapporto, fra il 70 e l'80 per cento degli immigrati nati in Olanda, provenienti per lo più dal Marocco e dalla Turchia, si rifiutano di sposare i nativi dell'Olanda e stanno importando i rispettivi consorti dai propri paesi di origine.
Paradossalmente, è l'enfasi che i governi olandesi hanno messo sul multiculturalismo ad aver favorito il suo inevitabile fallimento. Il rapporto afferma che, nel loro voler progettare la società "perfetta", l'errore più grande che i multiculturalisti hanno fatto è stato di far istruire i bambini nella propria lingua. Questo ha prodotto un separatismo etnico nella società, una volontaria apartheid dalla cultura imperante che è arrivato al punto che è considerato pericoloso per gli europei bianchi avventurarsi in alcuni quartieri: sarebbero considerati "o un nemico o una vittima".
La crescita di questo mondo parallelo ha anche coinciso con un maggiore scontento fra gli olandesi nativi verso i nuovi arrivati e una perdita del senso di sicurezza, dovuto in larga parte alla propensità dei nuovi immigrati verso il crimine e la violenza, come attestato dalla loro eccessiva presenza nel sistema penale.
La conclusione? Per non far andare in frantumi il paese, il rapporto dice che i ghetti etnici vanno spezzettati e che gli immigrati devono diventare olandesi.
Ma può darsi che sia già troppo tardi per questo rimedio. Innanzitutto, cercare di spezzettare i ghetti musulmani sarebbe come cercare di dissolvere la Chinatoqn di San Francisco o la Harlem di New York. Im secondo luogo, c'è il problemino del fondamentalismo musulmano che la pericolosa ingenuità dei multiculturalisti ha fatto entrare nel paese, come il proverbiale lupo nel gregge.
Una parte sostanziosa della popolazione musulmana importata in Olanda dagli anni sessanta, anche quando non è violenta, ha in abominio la società olandese, che è la più permissiva di tutta Europa. Molti di questi nuovi immigrati disprezzano i diritti delle donne, la libertà di espressione, l'omosessualità, la droga e tutte le altre bardature del liberalismo olandese, e credono che il proprio modo di vivere e di credere sia superiore a quello del paese che li ospita. In realtà, tali immigranti non sarebbero restii a rimpiazzare con la sharia il sistema olandese "corrotto", seppure con mezzi legali, non violenti.
Ancora più importante per l'esistenza dell'Olanda è il fatto che la popolazione contiene anche una minoranza di fanatici islamisti come quello che ha ucciso van Gogh. Essi mirano a mettere con metodi violenti una teocrazia islamica al posto del sistema olandese, a uccidere tutti gli infedeli del paese e portare la jihad ai confini della terra. Non è stato di aiuto da parte del governo olandese finanziare ad alcune moschee estremistiche che poi hanno indottrinato i giovani musulmani olandesi sulla via dell'odio, mentre l'Arabia Saudita ne ha sostenuti altri (niente di sorprendente qui) e i musulmani olandesi si sono trovati anche sui campi di battaglia nel Kashmir e altrove; ma presto non sarà necessario per loro andare lontano da casa per combattere la Guerra Santa. Una lettera lasciata dall'assassino di van Gogh dice che ci saranno altri omicidi.
Ci sono anche segni che gli islamisti stanno organizzando un loro esercito europeo. C'è un rapporto che dice che centinaia di musulmani europei sono stati addestrati in Afghanistan, per poi tornare a casa ad addestrarne altre centinaia. Pare che stiano comprando armi al mercato nero europeo e hanno perfino noleggiato dei ritrovi balneari isolati per gli incontri di addestramento. Quindi la guerra sotterranea di intelligence che sta avvenendo in tutta Europa potrebbe presto diventare incandescente, e l'assassinio di van Gogh potrebbe essere stato il primo colpo. Una tale crociata islamista prenderebbe probabilmente la forma di una guerriglia stile I.R.A. in cui i ghetti creati dal multiculturalismo, come quelli cattolici nell'Irlanda del Nord, servirebbero sia da basi che da nascondigli.
Oltretutto non è che gli olandesi possano contare granché sulla legge per sentirsi protetti. Come in altri paesi dell'Occidente, da 30 anni a questa parte, per assecondare l'ideologia di sinistra, è stata distorta e indebolita a tal punto che talvolta può costituire addirittura un intralcio alla lotta contro il pericolo islamista, anziché un baluardo. Ad esempio furono sottigliezze legali che impedirono l'anno scorso la condanna di 12 musulmani olandesi, per aver aiutato un'organizzazione terroristica nord africana, mentre nel 2002 furono messi in libertà dal tribunali di Rotterdam altri 4 terroristi islamisti, accusati di aver progettato di mettere una bomba all'ambasciata U.S.A a Parigi. E anche dopo che il Parlamento olandese aveva votato, lo scorso febbraio, di espellere 26,000 immigrati clandestini - la prima espulsione di massa di queste persone in Europa - il Ministero della Giustizia dovette ammettere che se non avessero accettato il rimpatrio gratuito e un incentivo in denaro, molti avrebbero dovuto essere lasciati liberi per le strade dell'Olanda, a causa delle leggi a garanzia dei diritti umani.
E qual è la soluzione proposta dalla sinistra olandese così sapiente davanti a questa situazione da essi creata? Esattamente come fecero dopo il crollo del comunismo nell'Est europeo, sono rimasti zitti, oppure hanno riproposto ancora le medesime cose. In realtà, essi non sanno che pesci pigliare, e stanno semplicemente facendo gesti inutili e impotenti. E intanto arrivano le notizie delle ritorsioni in atto per la morte di Van Gogh, contro le moschee e contro una scuola musulmana.
Ma un osservatore della società olandese, intervistato da un quotidiano europeo, dice che prima ancora dell'omicidio di van Gogh c'era già un flusso emigratorio strisciante e furtivo dell'élite e del denaro olandese, a causa della "minaccia marocchina". E se la situazione comincia a degenerare ci si può sicuramente aspettare che altri ratti "progressisti" abbandonino la nave olandese di Stato che essi hanno così tanto contribuito ad affondare.




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