Sui tredici nuovi porti turistici
è polemica sulle concessioni

Il neo primo cittadino
dichiara guerra
alla società di gestione
delle nascenti strutture

Il porto di La Maddalena

■ Anche Punta Rossa, ultimo
sito che la Marina Militare
conserva a Caprera e che vuole
ristrutturare, Villa Marina, a
Santo Stefano, nel lato opposto
a quello occupato dalla base
americana e Spalmatore, tra i
ventitrè porti turistici previsti
nell’Arcipelago Maddalenino.
È il numero delle “opere portuali
di interesse turistico” che
potrebbero nascere a La Maddalena
e nelle isole annesse, se
il Consiglio Comunale desse
esecuzione a quanto previsto
nel piano di utilizzo dei litorali,
il cosiddetto Pul. Ventitrè porti,
secondo la tavola 14 annessa al
Puc che si estendono a macchia
d’olio per tutto l’Arcipelago,
tanto che, da un giorno all’altro,
gli stessi maddalenini, si
potrebbero ritrovare, senza
neanche saperlo, di fronte a
degli off limits. Di queste aree,
quattro sarebbero a La Maddalena,
compresa Spalmatore
con la banchina e le due spiagge,
una delle quali, da anni, ha
strutture per disabili, peraltro
mai messe in funzione. Contro
questa concessione in particolare
«data ad una società non
sarda» ha precisato Giovanni
Pala, esponente dell’IRS
e a
questa concessione ha dichiarato
guerra il neo sindaco Comiti
che non concederà l’allaccio
dell’acqua e della luce
alla società interessata. Rientrano
nell’elenco anche Tegge,
Cala Francese, il Ponte di Caprera
lato Nord e il Golfo della
Ricciolina. Poi si passa alle isole
minori: due delle cale di
Spargi, Cala Lunga a Razzoli e
cala S. Maria nell’isola omonima.
Per Santo Stefano, si parla
di concedere Cala Villa Marina
e a Caprera, Porto Palma,
già dello Yacht Club, Punta
Rossa, non si capisce bene come
e quale versante, visto che
la Difesa non ha dismesso proprio
nulla, e infine Stagnali.
UN TOTALE di tredici nuove
opere portuali, tredici concessioni
da assegnare a privati, che
si aggiungerebbero alle dieci
già date nell’isola della Maddalena.
Un discorso difficile da
conciliare con il fallito progetto
di un vero porto turistico nella
località Padule, bocciato, tempi
addietro da Italia Nostra. Un
discorso difficile da conciliare
anche con la recente decisione
della Regione di dare concessioni
solo semestrali ai privati
che vogliano zone demaniali in
uso, visto che, a La Maddalena,
c’è chi le ha ottenute per trent’anni.
Un discorso difficile da
conciliare anche con il groviglio
di competenze sul demanio
marittimo della Maddalena:
dalla Capitaneria di Porto,
al Parco, al Comune, alla Regione.


custu tziu pala/2 mi praghet semper se prus...

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