In un’intervista rilasciata al quotidiano degli Emirati Arabi, al-Khalij, e pubblicata oggi martedì (17 c.m. n.d.t.), un cittadino palestinese ha rivelato che alcuni soldati sionisti (dell’esercito israeliano, n.d.t.) accompagnati da un colono, hanno tentato di sotterrarlo vivo, dopo averlo trattenuto per un’ora assieme ad altri tre palestinesi, i quali, però, sono stati rilasciati.
Khaled Muhammad Abu Khalaf, 33 anni, originario del villaggio a sud di Nablus, ‘Asìra, sostiene che mentre, nel pomeriggio della scorsa domenica, era al lavoro in una delle piantagioni del villaggio, è stato rapito da 4 soldati e da un colono, tutti israeliani, che lo hanno tradotto in una zona appartata, dove è stato aggredito e minacciato di morte. Il giovane, racconta : “Mentre stavamo, con altre persone, trebbiando il raccolto di grano di Qasem Hassan, è arrivata sul luogo – che non dista dalle case del villaggio che qualche decina di metri – una Jeep bianca, con un colono alla guida, accompagnata da una Hammer militare. Fermandosi a circa 50 metri da noi, i soldati ci hanno chiesto di raggiungerli.”
Obbedendo all’ordine, spiega Khaled, si era diretto insieme alle altre tre persone verso i soldati che li hanno trattenuti per circa un’ora, dopodiché, hanno rilasciato i suoi compagni, meno che lui, con l’accusa di aver lanciato sassi e lo hanno, di seguito, portato in una zona isolata…“Quando siamo arrivati nei dintorni dell’insediamento ebraico - racconta l’uomo -, mi hanno fatto scendere dalla Jeep vicino ad una fossa di circa un metro di profondità e mi hanno chiesto di buttarmici. Dopo essermi rifiutato di eseguire, il colono si è fatto avanti e, con forza, mi ha gettato nella fossa”.
Fonte: aljazeera.net dal quotidiano al-Khalij, 17 maggio 2005
Tradotto per aljazira da Saber Mhadhbi




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