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Tempio. Ha telefonato al padre, maresciallo dei carabinieri, senza farsi sentire
Bimba di 8 anni fa arrestare due ladre
Sola in casa, sorprende le zingare che cercano di entrare
Hanno sicuramente sbagliato casa Claudjia Rudu e Silvana Djiordjievic, ma non perchè venerdì sera sono state sorprese mentre tentatavano di rubare nella abitazione di un maresciallo dei carabinieri. Il problema per le nomadi è stato un altro: nella villetta della periferia di Tempio che avevano praticamente già aperto, c'era Federica. Una bambina di otto anni, grandi occhi castani, sguardo furbetto, che ha trovato il modo per incastrare le ladre. Un sistema semplice, una trappola messa a punto dalla bambina per le giovani slave. La piccola non si è mossa, non ha fiatato, facendo credere che la casa fosse vuota. E mentre le nomadi armeggiavano con un cacciavite, Federica aveva già avvertito il padre. I carabinieri non hanno dovuto fare altro che seguire le indicazioni della bambina e le due ragazze sono finite in carcere. Veramente una pessima serata per Silvana Djiordjievic e Claudjia Rudu, trasferite subito nel penitenziario di San Sebastiano a Sassari. Loro che hanno tentato il colpo portandosi appresso un neonato di pochi mesi, sono state castigate da una bambina terribile. Anche se poi il Giudice delle indagini preliminari di Tempio ha disposto la scarcerazioni delle nomadi, sono delle giovani mamme e la loro condizione è incompatibile con la detenzione. Ma a Federica questi argomenti interessano veramente poco, anzi lei ieri mattina ha visto dei nomadi che chiedevano soldi ai passanti in una via del centro storico di Tempio e ha detto alla mamma: «Poverini». Alla signora Maria, madre della bambina, si sono drizzati i capelli sulla testa. Lei che sta ancora pensando alla telefonata fatta alla piccola intorno alle 18 di venerdì. Federica aveva chiamato il padre dicendo che qualcuno voleva entrare in casa. «Non per vendere qualcosa ? queste le parole della ragazzina ? hanno un cacciavite e stanno forzando la porta finestra». Per i genitori di Federica, usciti di casa per un'urgenza, è iniziato l'incubo. Troppo lontani da casa, per arrivare in pochi minuti. Il padre, un maresciallo dei carabinieri in servizio a Tempio, ha subito dato l'allarme in caserma. Al resto ha pensato Federica. «Mamma mi ha detto di urlare per farle scappare? dice la bambina? ma così i carabinieri non sarebbero arrivati in tempo. Io vedevo dalla tenda una ragazza che infilava il cacciavite nella portafinestra. Prima da una parte, poi dall'altra». E Federica non si è persa d'animo:« Prima mi sono nascosta sotto il divano, poi ho strisciato per terra sino al telefono. E continuavo a vederle dalla tenda. Ho parlato con babbo, poi mi sono chiusa a chiave nella mia cameretta». Sino al momento dell'arrivo dei carabinieri, Federica consolava e tranquillizzava la mamma via cellullare. Anche i militari del nucleo radiomobile di Tempio hanno fatto come la bambina. Sono arrivati vicino alla villetta a piedi, in silenzio, dopo avere lasciato la loro auto lontano dalla casa. Una delle ragazze si trovava poco fuori il cortile della casa, piazzata li a controllare la situazione. L'altra alla vista dei militari ha tentato di liberarsi del grosso cacciavite usato per tentare di scardinare una porta finestra nel retro della abitazione. Le nomadi hanno dei precedenti penali, a quanto pare in passato si sono rese responsabili di alcuni furti in diverse abitazioni di Tempio. « La tecnica ? spiega il tenente Angelo Rubechini, comandante della Compagnia di Tempio ? è quella solita dei nomadi. Si accertano che una casa sia vuota per poi iniziare le operazioni di scasso. Ma non avevano fatto i conti con la bambina che è stata in silenzio e ha poi avvertito il padre». Senza mostrare nessuna paura. Proprio come il pestifero ragazzino di Mamma ho perso l'aereo. Ma almeno lei si è limitata a chiamare i carabinieri. Andrea Busia




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