Adesso Bruxelles taglia i fondi per le Regioni In pericolo “l’obiettivo 2”


La proposta sul tappeto in discussione tra i 25 Stati membri dell’Ue per le future prospettive finanziarie 2007-2013 prevede un pesante taglio per gli aiuti alle regioni, non solo per quelle più povere ma soprattutto per quelle con aree in ritardo di sviluppo finora inserite nell’obiettivo 2 (in Italia le regioni del centro-nord).
La conferma viene dalle cifre assolute elaborate in base alle percentuali inserite nel documento predisposto dalla presidenza lussemburghese dell’Ue come base di discussione sul bilancio tra i 25. Sarebbero circa 11,7 miliardi di euro i tagli per le regioni povere dell’Unione inserite nell’obiettivo convergenza (quelle con un pil per abitante inferiore al 75% delle media europea), ma altrettanti anche per tutte le altre.
Con la proposta del Lussemburgo, le regioni povere vedrebbero aumentare la percentuale di aiuti loro assegnata rispetto all’intero pacchetto destinato alla coesione (da 78,5% a 82% del pacchetto destinato alla coesione), ma dovrebbero comunque fare i conti con una limitazione complessiva del budget che si fermerebbe a 252 miliardi di euro. Per le regioni attualmente in obiettivo 2 e futuro obiettivo “convergenza e occupazione”, invece, fanno rilevare fonti diplomatiche, alla drastica riduzione complessiva delle entrate si dovrebbe sommare anche una riduzione della percentuale loro assegnata: dal 17,2% della cifra totale della coesione proposto dalla Commissione al 15% proposto dalla presidenza Ue.
In cifre assolute la riduzione sarebbe da 57,8 mld a circa 46 mld di euro. Perdita secca anche per la parte destinata alla cooperazione territoriale che passerebbe ad un 3% del budget coesione perdendo circa 4 miliardi di euro (da 13 a 9 mld). In questo caso sarebbero a rischio, ad esempio, gran parte dei programmi per la cooperazione nel Mediterraneo. Complessivamente al budget per la coesione, secondo la proposta della presidenza Ue, andrebbero 307 mld al posto dei 336 della proposta iniziale dell’esecutivo Ue. Ad oggi all’Italia per aiuti alle regioni sono destinati complessivamente circa 27 miliardi di euro.
«Non è possibile immaginare un sistema di finanziamento dell’Unione che faccia ricadere il peso più grande dell’allargamento sulle spalle dell’Italia e del Mezzogiorno», ha risposto il ministro per i Beni e le attività culturali Rocco Buttiglione. «Le regioni del Mezzogiorno mediterraneo - ha aggiunto - sono quelle che avranno effetti più limitati e più tardivi dall’allargamento. Non è giusto che siano loro a pagare il prezzo principale dell’Allargamento». Secco no anche da pate del gruppo parlamentare di Fora Italia che «sostiene con forza l’azione del governo sulla delicata questione delle prospettive finanziarie dell’Ue. Le proposte della presidenza lussemburghese - ha detto Antonio Tajani, presidente degli europarlamentari azzurri - sono inaccettabili perché penalizzano le regioni meridionali del nostro Paese».


[Data pubblicazione: 24/05/2005]