«La Ue sapeva tutto da un anno»
Monsanto parla dello studio sul mais Ogm
Questa volta Monsanto ha seguito le regole e non accetta l’ennesimo linciaggio dei media sugli ogm. E dopo l’attacco del quotidiano britannico Independent che domenica scorsa ha svelato uno studio "segreto" del gruppo americano sugli effetti del mais ogm 863 sui topi, parte al contrattacco. «I nostri prodotti sono sicuri e l’Agenzia per la sicurezza alimentare (Efsa) conosce bene lo studio sul mais "Mon863", perché l’abbiamo inviato per un’analisi più di un anno fa», dice Jonathan Ramsay dell’Ufficio Monsanto di Bruxelles. Siamo nell’avenue Tervuren, quartiere residenziale di Bruxelles, poco distante dalle istituzioni europee. Qui il colosso americano del biotech segue gli affari europei, cercando - come si dice in gergo - «di fare lobby». Qualche anno fa c’erano pure i laboratori Monsanto, a Lovanio-nuova, trenta minuti dalla capitale. Poi è stato chiuso tutto, brutta aria in Europa per gli ogm. Greenpeace, da sempre in prima linea contro gli organismi geneticamente modificati, ha identificato in Monsanto il nemico numero uno delle sue campagne, simbolo del Male, quando si parla di mancanza di trasparenza, di corporation dagli interessi miliardari a scapito, sovente, della sicurezza umana. «Lavorare per Monsanto è diventato difficilissimo», dice un altro impiegato che preferisce restare anonimo. «Eppure, non ci occupiamo solo di ogm, siamo i primi produttori di mais convenzionale in Europa e abbiamo diversificato le nostre produzioni verso le colture biologiche». Sì, ma questo studio sulla varietà di mais «Mon863» mostra o no un rischio per la salute dei topi? «Le malformazioni riscontrate nei ratti non sono significative e rientrano comunque nelle statistiche degli studi su larga scala», continua Ramsay, che tradotto in parole comprensibili vuol dire che su un vasto campione ci possono essere delle cavie «impazzite». «Noi comunque abbiamo mandato tutti i documenti all’Efsa. L’Agenzia aveva tutti gli strumenti per analizzare il dossier e valutare se occorrevano nuovi studi». Non l’ha fatto? «Non spetta a noi dirlo. Monsanto ha rispettato alla lettera la legislazione europea. Abbiamo persino inviato un supplemento di dati sugli effetti tossicologici. E anche dopo questo supplemento, il parere è stato positivo».




Rispondi Citando