Uzbekistan, in arresto attivista dei diritti umani: denunciò il massacro
di red

È stato arrestato l'attivista dei diritti umani che aveva fornito ai media i bilanci del massacro di manifestanti ad Andizhan, in Uzbekistan. Lo ha riferito la collega Holly Carter, dell'organizzazione Human Rights Watch. «Siamo molto preoccupati per lui», ha dichiarato da Mosca la Cartner, rivolgendo un appello per il rilascio immediato di Saidzhakhon Zainabitdinov. L'uomo, avvocato uzbeco, aveva denunciato che oltre 500 manifestanti era stati uccisi dall'esercito uzbecho nei tumulti dello scorso 13 maggio. Il bilancio ufficiale delle autorità di Tashkent parla invece di un centinaio di vittime, tutti «insorti».

Le speranze ora sono riposte sull’arrivo, previsto in settimana, in Uzbekistan di una delegazione della Commissione europea, che potrebbe fare pressione sulle autorità per il rilascio dell’attivista. L’arrivo della delegazione è stato annunciato lunedì a Bruxelles dalla commissaria per le relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner. «Mi rammarico fortemente del rifiuto del presidente Islam Karimov di appoggiare la nostra idea di un'inchiesta indipendente e internazionale sui recenti avvenimenti», ha commentato la commissaria. Nonostante la situazione di crisi del paese, la commissaria ha sottolineato comunque che i fondi con cui l'Ue finanzia attualmente l'Uzbekistan, in particolar modo attraverso il programma Tacis, non saranno sospesi.

«Condanno l'uso della forza» da parte delle forze dell'ordine uzbeke, ma «d'altra parte al momento non c'è altro modo che provare a far partecipare Karimov ad ogni iniziativa», ha precisato la Ferrero-Waldn