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  1. #1
    ardimentoso
    Ospite

    Predefinito Il messaggio di Rutilio Sermonti

    Camerati carissimi,

    mi rivolgo a voi, e a tutti quelli che, dopo la vergognosa resa del MSI-DN ( e molti anche prima, disgustati dall’evidente andazzo che doveva portare alle abiure e alla kippah ), anziché la strada comoda del disimpegno, hanno scelto quella della intransigenza ideale, irta di angustie e di pericoli e avara di “utilità” di qualsiasi genere.

    Penso che sia giunto il momento di un discorso chiaro con tutti voi, e sono incoraggiato a farlo io, per l’affetto e la stima che tante comunità militanti in tutta Italia mi dimostrano in ogni occasione di incontro, indipendentemente dalla peculiare natura e orientamento culturale di ciascuna. Nei continui inviti che continuo a ricevere da esse, e a cui sempre aderisco, ho visto centinaia di camerati, in prevalenza giovani e giovanissimi, interessati e attenti, accogliere con favore ,e non di rado con autentico entusiasmo, il mio messaggio di irriducibile combattente. E so bene che, pur avendo io scorrazzato, incurante della tarda età, dal Veneto alla Sicilia, le comunità che ho incontrato non sono che una piccola parte dei gruppi e sodalizi nazional-popolari esistenti. Vi sono quindi migliaia di giovani di quello stampo, affamati soltanto di verità e di concretezza, e soprattutto veramente capaci di “qualche sacrificio per la loro idea”, come diceva Pound, anziché trarne vantaggi, come certi “politici”, che alla stessa idea hanno opportunisticamente voltato le spalle, al tintinnare dei quattrini.

    Siete quindi i migliori: quelli su cui si può contare per condurre l’azione giusta.

    Ma non sono da meno altri camerati di buona fede, che hanno in vece preferito aderire a nuove formazioni minori sorte nella nostra diaspora, che miravano alla partecipazione alle elezioni (come la Fiamma tricolore, e poi Forza Nuova e il Fronte Nazionale). Tali formazioni, anche per effetto della continua pressione in tal senso svolta su di loro dal Collegio Unità per la Costituente (presieduto dallo scrivente, con Segr. Naz. il prof. Cospito), erano finalmente pervenute ad associarsi in un “cartello” unico elettorale, il cui scopo era di riuscire a “sfondare” le barriere poste dal sistema, per vietare a nuove formazioni non “politically correct” di affacciarsi all’”agone politico”, ma che sperammo potesse germogliare in qualcosa di più compatto.

    La speranza loro è andata delusa insieme alla nostra, principalmente per quattro motivi, sui quali penso anche voi siate sostanzialmente d’accordo:

    1- L’estrema vaghezza e debolezza riguardo ai contenuti, quasi che fossero accessori propagandistici da mettere insieme in mezz’ora, a base di luoghi comuni;

    2- l’impegno a escogitare sottili piani di battaglia, senza disporre di alcun esercito e nemmeno di bande irregolari;

    3- l’ illusione che la grossolana trovata di sbandierare un cognome prestigioso garantisse un’ampia messe di suffragi, mentre non ha garantito che la contrarietà di tutti il nostro ambiente più attivo e motivato;

    4- la fretta di cimentarsi in elezioni democratiche, senza disporre di alcun “canale” di comunicazione con l’”opinione pubblica” generica, né di alcun radicamento sul territorio. I “ludi cartacei” si possono, se del caso, affrontare, e finanche negoziare abili accordi, ma solo partendo da posizioni di forza organizzativa, cementata da salda unità spirituale e di comando (come fece Mussolini nel 1921), ma, senza quei requisiti, si possono, al più, rimediare un paio di poltroncine sotto le chiappe, ma si diventa soltanto strumenti altrui.

    Le conclusioni si impongono perentoriamente a chiunque esamini la situazione senza pregiudizi o mal dissimulati disegni personali:

    Innanzi tutto, quella che va costruita non è un’effimera convergenza di interessi, ma una struttura unitaria severamente organizzata e con chiara fisionomia; in secondo luogo,la creazione di essa è pregiudiziale a qualsiasi impiego all’esterno.

    Riflettete allora, camerati.

    Io penso, come già accennato, che sia pienamente giustificato e legittimo il vostro desiderio di coerenza assoluta, e quindi il rifiuto di ogni compromesso col cosiddetto “mondo moderno” e con le sue marionette. E’ stata una sacrosanta reazione ai tanti cedimenti da parte di ex-militanti baciati dal successo elettorale, ma è stato soprattutto segno di consapevolezza del fatto elementare che, senza “formazione” spirituale e culturale, si costruisce sulla sabbia, ed è quindi ad essa, prima di tutto, che occorre dedicarsi.

    Desidero però mettervi in guardia dall’eccesso opposto. Parlo della tendenza, presente in varia misura in molte vostre comunità, a chiudersi in se stesse, e a guardare con diffidenza e sospetto, quando non addirittura con malanimo, ogni tentativo diverso dal proprio. Da qualcuna, si esasperano oltre il lecito, fino ad erigerle a dogmi, particolarità intellettuali o accentuazioni programmatiche, sì da farne barriere di incomprensione insormontabili, mentre di barriere ce n’è una sola: tra quelli che gettavano fiori ai “liberatori” e quelli che sparavano dai tetti, perdurante immutata dopo sessant’anni. Poi, c’è la gran massa ignara e passiva, oggetto e non soggetto di politica come di storia.

    Credete forse che in Repubblica Sociale vigesse l’unanimismo ? Tutt’atro ! Come in tutto ciò che è vivo, esistevano numerose tendenze e un vivace dibattito. Ma ciò non toglieva che tutti noi che portavamo i gladi sapessimo con sicurezza da che parte era il nemico e non confondessimo una diversità di opinioni con la diversità di schieramento, unico abisso insormontabile, allora come oggi.

    Ecco: va ritrovata l’essenzialità del diverso modo di essere, che ci distingue nettamente dai “globalizzati”, e in nome di essa stringere le fila.

    Convinto come sono di quanto precede, sono stato ben lieto di riscontrare da qualche tempo, anche tra le comunità militanti e altre iniziative spontanee della nostra area, un impulso associativo o almeno collaborativo.

    A Roma e provincia, ho conosciuto ,infatti Raido, le comunità di Casapound, del Cerchio e la Croce, di Foro 753, Tiburtina, di Frascati, di Ostia, di Cerveteri e l’ass.ne Wicasa, e altre ne esistono. Ebbene, vi è già di fatto, tre loro, un certo scambio di materiale, e mi è capitato più volte che fosse una a segnalarmi il desiderio di un’altra, sino ad allora a me ignota. Ma in altre province, siamo ben più avanti, sulla strada dell’unione. Le comunità militanti umbre hanno già dato luogo ad una federazione (UNC), che a sua volta si è federata con la comunità FNS della Toscana apuana, ed opera assiduamente per estendere il sodalizio ad altre comunità delle Marche, Lazio ed Emilia-Romagna.

    E’ la strada giusta, camerati, ed è quello l’esempio da seguire, migliorare ed estendere. Se le migliaia di militanti, tenaci e determinati, che confluiscono oggi in purezza di intenti in almeno cento iniziative apartitiche locali, tutte animate dallo stesso spirito, riuscissero a compattarsi (pur conservando ognuna che lo desideri la propria connotazione e la propria “specialità” culturale), partecipando ognuna ad un organo centrale collegiale di coordinamento e direttive generali, si darebbe luogo a una forza reale di militanza che i cosiddetti “partiti di maggioranza” non si sognano neppure. Non solo, ma, se si arrivasse alla fondazione di un partito unitario con attività anche elettorale ( e l’unità è condizione assoluta per potervisi azzardare !) l’Unione delle Comunità Militanti potrebbe in esso dettare legge, e sbarrare la strada ai profittatori che , immancabilmente, calerebbero come avvoltoi per dissodarvi i propri orticelli. E’ quella una categoria insopprimibile, perché è parte dell’assortimento umano da sempre, ed è anche brava a lavorare di gomiti e a drappeggiarsi di paludamenti “ideologici”, come si vide nell’ex-MSI.. Ma denunziarla e criticarla dall’esterno è perfettamente inutile. Bisogna disporre di una forza interna, che sia l’anima del partito stesso e gli imponga uno “stile” incompatibile con personalismi e arrivismi di sorta.

    Il sistema delle sezioni, tipicamente partitocratrico, deve essere sostituito da quello delle comunità militanti locali, largamente autonome, ma saldamente coordinate. Ma sono problemi in prospettiva, come anche quello se e in che misura possono essere ancora utilizzate le “sigle” e le persone recentemente apparse alla ribalta. Dipende –e non c’è dubbio- dal loro comportamento successivo.

    Quello che è urgente, con priorità assoluta, da parte di tutti voi , è che le vostre comunità si colleghino e coordinino tra loro su scala nazionale, non per un calcolo utilitaristico, ma per adempiere a un dovere sacro verso i Caduti e verso i nascituri, oltre che per il più elementare realismo.

    Il sorriso di sufficienza che increspa le labbra di certi “ducetti” quando si parla loro di questa o quella comunità autonoma, davanti a un rappresentante accreditato dell’unione nazionale delle comunità , si trasformerebbe nel massimo rispetto ed osservanza, potete contarci.

    Voi deplorate –e non a torto- l’insufficienza di quelli che “fanno politica”. Ebbene: fatela voi, allora ! Erano le legioni delle province, non i Pretoriani, a levare sugli scudi i nuovi imperatori. Ma, per farla, occorre che vi diate una organizzazione, una sinergia, una rappresentanza, come già stanno facendo i camerati dell’Umbria di cui vi accennavo.

    Io sono a disposizione, nel limite delle mie residue forze, sia per la redazione di testi e l’allestimento di corsi formativi, sia per consigli pratici basati su una lunghissima esperienza, sia come collegamento tra di voi, e in particolare con l’iniziativa centro-italiana,che ha già programmato, per il 12 giugno prossimo, in Foligno (PG), via XX settembre, 14, alle ore 9,30, un convegno aperto a tutte le comunità ancora estranee all’Unione. E’ una preziosa occasione dio presa di contatti, a cui sarò presente, e che invito tutti voi a non farvi sfuggire.

    Chi desiderasse maggiori informazioni, può rivolgersi a me, ai recapiti sotto indicati, oppure al camerata Gianfranco Bilancini in Tivoli ( tel. 0774.411024 ).

    Anche il Collegio Unità per la Costituente darà tutta la collaborazione affinché la vostra sinergia possa realizzarsi.

    In alto i cuori !
    RUTILIO SERMONTI

    Nota di Merimar:

    Nell'inoltrare il messaggio di cui sopra, mi corre l'obbligo di precisare ai miei destinatari più giovani o, comunque, a quelli che non lo sapessero, che il camerata Rutilio Sermonti, avvocato 85enne in pensione, è stato nel periodo della Repubblica Sociale Italiana un ufficiale della 29ª Divisione Waffen SS Italiane ed ha combattuto sul confine orientale contro le bande titine.

    Poichè è uno dei pochi che ha dato tanto sotto il profilo politico senza fare alcuna carriera politica, come normalmente si intende, è persona credibile e ciò che afferma lo dice col cuore senza altri interessi particolari se non quelli per l'Idea per la quale ha sempre militato.Inoltre è uno studioso di corporativismo, avendo scritto sull'argomento vari libri oltre a quelli di carattere ecologico.

    Mi permetto, inoltre, di allegare al messaggio una foto dei primi anni '50 che lo ritrae assieme al "più noto" Pino Rauti.Solo che quest'ultimo, dopo aver fatto il parlamentare italiano e poi europeo, da un po' di tempo va facendo accordi con la Casa delle Libertà, mentre Sermonti è rimasto da 62 anni coerentemente legato ai valori che contraddistinguono l'area nazionalpopolare.

  2. #2
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    Grande Sermonti un grandissimo camerata che è rimasto SEMPRE coerente alle sue idee e che è l'unico che può riunire l'area!sieg heil
    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  3. #3
    Dalla parte del torto!
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    In origine postato da milite
    Grande Sermonti un grandissimo camerata che è rimasto SEMPRE coerente alle sue idee e che è l'unico che può riunire l'area!sieg heil
    Ma come non é satanico e massonico pure lui?
    Sinistra Nazionale!

  4. #4
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    i combattenti si vedono.


  5. #5
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    Predefinito Re: Il messaggio di Rutilio Sermonti

    In origine postato da ardimentoso


    Mi permetto, inoltre, di allegare al messaggio una foto dei primi anni '50 che lo ritrae assieme al "più noto" Pino Rauti.Solo che quest'ultimo, dopo aver fatto il parlamentare italiano e poi europeo, da un po' di tempo va facendo accordi con la Casa delle Libertà, mentre Sermonti è rimasto da 62 anni coerentemente legato ai valori che contraddistinguono l'area nazionalpopolare.
    Tant'è che l'"eroico" Sermonti tuttora scrive su "Linea", ovverosia quel quotidiano, di cui la fetta azionaria di maggioranza è ufficialmente nelle mani della moglie di quel "badogliano" di Rauti e che si riferisce all'associazione "I nazionalpopolari", fondata dal direttore Pescatore, la quale alle regionali scorse sosteneva un candidato della lista Storace...
    Occhio agli autogol, camerati: la coerenza esige intelligenza (e informazione)
    Non voglio con questo, nè screditare Sermonti, nè.. farvi crollare un mito!

  6. #6
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    In origine postato da angelo nero
    i combattenti si vedono.

    E si leggono anche: io lo faccio tutti i giorni su "Linea", ovverosia l'unico strumento (non asservito all'appeal mediatico-folkloristico della Scicolone..), che quello sciacallo di Romagnoli non è riuscito a strappare dalle mani del suo fondatore!
    P.S. Ci scrive anche Sermonti...

  7. #7
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    Sermonti non si può farlo crollare per una serie di motivi:

    - Ha combattuto davvero.
    - Ha scritto molto e sempre in maniera superba
    - ha sempre cercato di unificare
    - E' sempre stato presente dappertutto insieme al suo inseparabile bastone, anche se con difficoltà, con sudore, anche ora che non sarebbe necessario, anche ora che potrebbe permettersi di riposarsi.
    L'ho trovato dappertutto. Abbiamo parlato e a volte pianto insieme miriadi di volte, e sempre più incrollabilmente ha creduto e crede.
    "vinceremo" continua a ripetere salendoa fatica gli scalini di un'inutile riunione di Mnp - "non ci possono sconfiggere".

    Questo è Sermonti, alla sua età, dopo una guerra.

    Giovinetti non scherziamo su chi ha fatto sul serio.

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Il messaggio di Rutilio Sermonti

    In origine postato da hobbit77
    Tant'è che l'"eroico" Sermonti tuttora scrive su "Linea", ovverosia quel quotidiano, di cui la fetta azionaria di maggioranza è ufficialmente nelle mani della moglie di quel "badogliano" di Rauti e che si riferisce all'associazione "I nazionalpopolari", fondata dal direttore Pescatore, la quale alle regionali scorse sosteneva un candidato della lista Storace...
    Occhio agli autogol, camerati: la coerenza esige intelligenza (e informazione)
    Non voglio con questo, nè screditare Sermonti, nè.. farvi crollare un mito!
    Cosa dovrebbe fare sermonti per compiacerti?

    Diccelo tu, cosi lui che per il Fascismo si è arruolato volontario ed è andato a farsi sparare sul fronte russo magari si adegua...

  9. #9
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    Predefinito STRAQUOTO

    In origine postato da angelo nero
    Sermonti non si può farlo crollare per una serie di motivi:

    - Ha combattuto davvero.
    - Ha scritto molto e sempre in maniera superba
    - ha sempre cercato di unificare
    - E' sempre stato presente dappertutto insieme al suo inseparabile bastone, anche se con difficoltà, con sudore, anche ora che non sarebbe necessario, anche ora che potrebbe permettersi di riposarsi.
    L'ho trovato dappertutto. Abbiamo parlato e a volte pianto insieme miriadi di volte, e sempre più incrollabilmente ha creduto e crede.
    "vinceremo" continua a ripetere salendoa fatica gli scalini di un'inutile riunione di Mnp - "non ci possono sconfiggere".

    Questo è Sermonti, alla sua età, dopo una guerra.

    Giovinetti non scherziamo su chi ha fatto sul serio.
    Angelo Nero per una volta ti quoto in pieno!

  10. #10
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    Salvo e giusto il tuo distinguo, bravo Lupone.


 

 
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