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Discussione: Italia e nordicismo

  1. #1
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    Predefinito Italia e nordicismo

    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=169664

    Credo - mi rivolgo soprattutto a Orazio Coclite - che valga la pena di fare una garbata replica a questo profluvio di citazioni nordiciste.

  2. #2
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    Predefinito

    I latini popolo germanico? Non ci sono parole...
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  3. #3
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    cerchiamo di evitare gli anacronismi. Le diatribe nordici/mediterranei andavano bene settant'anni fa, oggi di fronte all'invasione allogena sono fuori luogo. Con i barbari tra noi, io vedo solo fratelli. Per quanto riguarda la nostra identitá etnorazziale, dobbiamo assumere l'ereditá plurima di tutti gli strati di popolazioni euro-mediterranee che si sono succedute sul suolo italico, dagli etruschi ai normanni.

  4. #4
    Arthur I
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    Predefinito

    In origine postato da Felix
    cerchiamo di evitare gli anacronismi. Le diatribe nordici/mediterranei andavano bene settant'anni fa, oggi di fronte all'invasione allogena sono fuori luogo. Con i barbari tra noi, io vedo solo fratelli. Per quanto riguarda la nostra identitá etnorazziale, dobbiamo assumere l'ereditá plurima di tutti gli strati di popolazioni euro-mediterranee che si sono succedute sul suolo italico, dagli etruschi ai normanni.
    Infatti bisognerebbe parlare di indoeuropei. D'accordo le ragioni "locali", che hanno la loro ragion d'essere, come d'accordo i "grandi gruppi", siano essi slavi, italici, nordici o altro, ma direi che sono solo controproducenti le diatribe tra appartenenti alla famiglia indoeuropea. E questo dovrebbe valere per tutti gli europei.

  5. #5
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Predefinito Re: Italia e nordicismo

    In origine postato da Peucezio
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=169664

    Credo - mi rivolgo soprattutto a Orazio Coclite - che valga la pena di fare una garbata replica a questo profluvio di citazioni nordiciste.
    Gia' a suo tempo fu inaugrato un 3d (di cui non ricordo il titolo)sull'argomento e furono opposte a chi come me citava le teorie contenute nei libri di Gunther, Evola e Romualdi le teorie del Sergi.....

  6. #6
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    Per Arthur: non ho niente in contrario alla solidarietà fra tutti i popoli indoeuropei (con qualche distinguo però: anche i WASP sono indoeuropei), però, al di là del dato attuale, ciò che mi preme rilevare, sia pure come mero discorso culturale, ma che è rilevante ai fini della nostra autoidentificazione etnica e ideale, è il fatto che gli indoeuropei non sono autoctoni praticamente in nessun luogo d'Europa, tranne forse alcune zone dell'Ucraina e della Russia meridionale e siccome non è pensabile che abbiano sterminato le popolazioni autoctone, anche perché altrimenti avremmo un'Europa razzialmente omogenea, mentre è un mosaico inestricabile, dunque se ne deve dedurre che noi non siamo discendenti solo degli indoeuropei.
    E ne sanno qualcosa i Baschi, a cui va la mia solidarietà molto più che agli Scandinavi o agli Olandesi e che ancora oggi, dopo quarantamila anni (non, si badi, un paio di migliaia di anni come gli indoeuropei) rivendicano ancora fortemente e con grande consapevolezza e orgoglio la propria identità linguistica e razziale.

    Anche con Felix sono sostanzialmente d'accordo. Però non posso non rilevare una cosa: se in Italia gli allogeni sono comunque meno numerosi e meno integrati che in Inghilterra, Francia, germania o Olanda una ragione ci deve essere.
    Il modello multirazziale è anche un modello importato (i primi sono stati gli americani, pur sempre germani e indoeuropei) e in questo le nazioni europee hanno una gorssa responsabilità, anche per il supporto ideologico che danno

    Inoltre una nota: io ho grandissima stima e rispetto per gli Indiani. Però quello che mi viene a vendere i fiori nel locale, oltre a essere un seccatore, e questo è il meno, è un altro elemento allogeno che attenta alla continuità etnica dell'Italia. Quindi, al di là della solidarietà umana che si può nutrire, non è che tutti gli indoeuropei siano da accogliere senza riserve e limitazioni.

    Se poi parliamo degli indoeuropeissimi albanesi, di solito mussulmani tra l'altro, o di certi slavi e rumeni, mi sembra che possiamo essere tutti d'accordo sulla loro pericolosità e sul fato che, indoeuropei e tutto, vanno cacciati a calci.
    Il problema, più che gli indoeuropei, i semiti, gli altaici o i negri, che pure sono categorie linguistiche ed etniche importanti per darci una rappresentazioni di noi e delle nostre affinità e distanze, è la mobilità degli uomini, che oggi ha raggiunto proporzioni storicamente inedite e di entità mostruosa.

  7. #7
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    penso che sulla prioritá della lotta all'invasore allogeno siamo tutti d'accordo.
    Per il resto, vale in generale il legame di sangue e di stirpe che ci lega a tutti gli europei, siano essi nordici, mediterranei, alpini, dinarici o baltici. Abbiamo radici comuni, che possiamo far risalire all'uomo di cro-magnon, successore di homo neanderthalensis in Europa. Una storia unica che ha almeno 40.000 anni. Dobbiamo pensarci come una grande famiglia, dove i popoli europei sono fratelli. Piú in lá troveremo cugini primi (iranici, camito-semiti mediterranei) e cugini lontani (nord-indiani), e piú in la ancora "parenti" genetici ormai lontanissimi. In questa storia ovviamente conta il sangue, contano i geni che codificano la nostra identitá unica di esseri umani, trovando espressione fisica nei nostri caratteristici tratti razziali. Su questa base sacra ed intangibile cresce la nostra identitá storica e culturale, e quindi la memoria, la tradizione, la lingua, la religione... Comunque il sangue resta il fattore primario: un negro puó anche parlare una lingua indoeuropea, ma resterá sempre un africano. Il sangue non mente.

  8. #8
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    “Nella lunga serie dei secoli, dalla fondazione della chiesa di Roma in poi, il papato, sempre e poi sempre, è stato il naturale nemico di Roma e d’Italia”. (A. Reghini)
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    Sono d'accordo col concetto generale di Felix e Arthur, ossia di evitare i campanilismi interni e le diatribe che non hanno più ragione di essere, soprattutto in questo momento storico.

    Per quanto riguarda nello specifico la civiltà romana, volevo sottolineare che a mio parere non se ne coglie la specificità trascendente e metafisica, nel momento in cui la si interpreta come il prodotto di un gruppo razziale ristretto, nordici o mediterranei che siano. In considerazioni di questo tipo si infiltrano facilmente degli atteggiamenti di tipo "partigiano" o di esaltazione etnocentrica.
    Invece non dovrebbero esserci problemi a riconoscere i contributi dei vari gruppi etnici nelle varie fasi storiche, perchè non sono questi il carattere determinante, ma il principio di ordine universale dell'Impero.
    Insomma, Roma è una Razza dello Spirito.

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Italia e nordicismo

    In origine postato da fabiosko
    Gia' a suo tempo fu inaugrato un 3d (di cui non ricordo il titolo)sull'argomento e furono opposte a chi come me citava le teorie contenute nei libri di Gunther, Evola e Romualdi le teorie del Sergi.....
    Il Sergi è l'estremismo uguale e contrario a quello del germanesimo. Tutte cose da superare.

  10. #10
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    Predefinito

    In origine postato da Civis Romanus
    Sono d'accordo col concetto generale di Felix e Arthur, ossia di evitare i campanilismi interni e le diatribe che non hanno più ragione di essere, soprattutto in questo momento storico.

    Per quanto riguarda nello specifico la civiltà romana, volevo sottolineare che a mio parere non se ne coglie la specificità trascendente e metafisica, nel momento in cui la si interpreta come il prodotto di un gruppo razziale ristretto, nordici o mediterranei che siano. In considerazioni di questo tipo si infiltrano facilmente degli atteggiamenti di tipo "partigiano" o di esaltazione etnocentrica.
    Invece non dovrebbero esserci problemi a riconoscere i contributi dei vari gruppi etnici nelle varie fasi storiche, perchè non sono questi il carattere determinante, ma il principio di ordine universale dell'Impero.
    Insomma, Roma è una Razza dello Spirito.
    Giusto!

 

 
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