di Emilio Del Bel Belluz
La grande guerra ormai è finita da oltre novanta anni, ma ogni anno si ravviavano i ricordi di quelli che non vogliono dimenticare il sacrificio dei nostri soldati. Onorare i caduti è importante per un popolo che non vuole dimenticare la sua storia, anche per non rinnovare gli orrori che provocano le guerre. Alla fine del conflitto molte madri fecero delle ricerche per trovare dove i loro figli erano stati uccisi e sepolti, molte di loro non ebbero nemmeno una tomba nella quale inchinarsi e piangere i loro figli. Ricordo in un racconto di quelli che un tempo si leggevano a scuola, la figura di una mamma che andò alla ricerca del figlio e, nella narrazione, si descrive il sentimento che unisce la figura del soldato che la accompagna e di quella malinconia che sprigiona dei sentimenti profondi. Nei cimiteri spesso ci imbattiamo a trovare delle foto di soldati caduti in guerra, vicini alla propria madre. Ma spesso si tratta di foto fatte sistemare dal genitore che, morendo, chiede ancora un ricordo per il figlio. Il corpo del soldato spesso si trova ancora nei campi di battaglia o uniti alla terra in un abbraccio totale. Ogni anno mi reco nei piccoli cimiteri a portare un fiore e una poesia. Lo scorso anno nei cimiteri di Rivarotta di Pordenone, Cecchini, Chions, Pasiano e Ghiarano portai un segno e un ricordo scritto. Si trattava di alcune parole che aveva scritto un soldato Ungherese. “ L’altro giorno visitai il cimitero austriaco. Saranno più di duemila morti, ognuno una croce e una targa nera, per lo più Ungheresi. All’ingresso sta una tabella e su una pietra lessi a caratteri cubitali questa iscrizione : “ Italiani! Se colle vostre gloriose avanzate arrivate in queste vostre terre, non profanatele con le armi e rispettate questo camposanto . Conservatelo, poiché, dopo questo flagello, quando saremo ancora amici, conserveremo delle lacrime negli occhi per bagnare le zolle che ricoprono i nostri congiunti”. Sotto questo ricordo scrissi il mio nome. Come del resto faccio ogni anno, le tombe che in qualche modo ricordo sono una cinquantina. Sono soldati dell’esercito Austro-Ungarico. Riposano nella terra, rispettati dalla gente che vi posa dei fiori. Devo dire che ogni volta che mi reco al cimitero penso alle loro madri che non hanno mai saputo il luogo dove i loro figli sono stati sepolti. Un tempo queste tombe avevano una plachetta in ottone dove era stato inciso il nome del caduto e il grado. Il tempo e l’incuria dell’uomo hanno cancellato questi segni. Lo scorso anno alcune settimane dopo aver posato questa poesia ebbi la sorpresa di ricevere una lettera da un nipote di un caduto sepolto a Ghirano . Nel cimitero di Ghirano riposa un ufficiale medico tedesco appartenete all’esercito dell’imperatore Guglielmo II, la tomba è ben curata, si possono leggere le generalità dell’ufficiale. Nel muro del cimitero in fondo vi una lapide che ricorda il Faunrich Ernst Pontati I.T. K. J. R. Fliegerkomp 51 , caduto il 22 aprile del 1918. Il nipote che mi scisse cercava delle notizie e la tomba di suo nonno Karl Semmelrock pilota dell’aviazione Austro-Ungarica caduto il 5 febbraio del 1918. Mi chiedeva se potessi dargli delle informazioni relative alla sua sepoltura nel cimitero. Mi inviava la documentazione relativa alla sepoltura con delle foto dove si vede la cerimonia della sepoltura, e si nota il sacerdote e i suoi camerati con il capo chino. A questa foto vi aggiunge una foto con la tomba e la croce dove è inciso il nome del pilota. Non ebbi il coraggio di rispondergli, eppure mi accorsi che sbagliai, ma non me la sentivo di dirgli che la tomba di suo nonno non si trovava più. Vorrei solo che pensasse che nella nostra patria non abbiamo mai dimenticato i soldati caduti, neppure quelli nemici. In un libro di memorie di Carlo Trabucco scrive : “ Nel paese del Roncon, poco di qua del Grappa, un aeroplano italiano è alle prese con un Austriaco. La lotta volge ben presto a favore dell’apparecchio dalla croce nera. Una pallottola incendiaria colpisce l’apparecchio italiano che s’avvita e precipita al suolo in fiamme . Il pilota ha ancora la forza di dominare la macchina e scendere regolarmente presso Caupo… Il giorno dopo 17 dicembre – i due aviatori italiani hanno degna sepoltura da parte della popolazione e altresì del nemico. Il cappellano militare austriaco pronunzia accorate parole dicendo che essi erano degni di ammirazione quantunque nemici, perché sono morti compiendo il loro dovere . Tutta la popolazione piange … Sulla tomba furono tosto trapiantate piante e fiori e per tutto l’anno quei due tumuli ebbero l’omaggio floreale della buona gente di Seren”. Al nipote di quel pilota ho deciso di mandare una lettera scrivendogli che anche se non ho individuato una tomba il ricordo rimane. Sulla tomba dell’ufficiale Oppocher e del pilota Pontati, aggiungerò un fiore per suo nonno caduto il 5 febbraio del 1918 Fliegerkompagnie Karl Semmelrock, affinché il suo ricordo non si smarrisca




