RELIGIOSITÀ: RAPPORTO EURISKO, SOLO IL 25% DEGLI ITALIANI VA A MESSA CON REGOLARITÀ MA IL 40% PREGA ALMENO UNA VOLTA AL GIORNO



Quasi tutti gli italiani si definiscono cattolici (l’83%), ma solo il 25%, circa un quarto, "pratica" con regolarità – ovvero frequenta la messa domenicale. Ma oltre il 40% prega almeno una volta al giorno e più del 60% almeno una volta la settimana. Sono alcuni dei dati che emergono dalla seconda ricerca Eurisko, commissionata dalla Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) per indagare la religiosità degli italiani tra spiritualità, pratica religiosa, opinioni e scelte etiche. Dalla ricerca – presentato oggi in contemporanea a Roma e a Milano e realizzata su un campione di 1000 individui rappresentativo della popolazione adulta dai 25 ai 64 anni (circa 31 milioni) - emerge che l’8% degli italiani si dichiara non credente, un 3% circa preferisce professarsi genericamente "cristiano", mentre è ancora irrilevante tra gli italiani l’appartenenza ad altre religioni (buddisti, ebrei, musulmani, mormoni, testimoni di Geova ecc.). La Bibbia sembra essere piuttosto assente dalla vita degli italiani. Solo il 4% (9% tra i praticanti) vi mette mano regolarmente, al di fuori delle funzioni religiose. Tutti gli altri si accontentano di considerare la Bibbia come un testo di consultazione, settimanale (2-5%). Ben il 30% (28% tra i praticanti) dichiara di non leggerla mai, al di fuori delle eventuali partecipazioni a funzioni religiose.



Dei dieci comandamenti, il più conosciuto è "non rubare (ricordato da 2 italiani su 3). Segue al secondo posto "non uccidere" e comunque gli uomini – soprattutto al Sud - ricordano un po’ più spesso "non desiderare la donna d’altri" mentre le donne "onora il padre e la madre". Per verificare poi la conoscenza storica delle grandi tradizioni religiose dello stesso ceppo monoteista (ebraismo, cristianesimo, islam), è stato chiesto agli intervistati di collocare in ordine cronologico Abramo, Mosè, Gesù e Maometto. Anche in questo caso, a fronte di un 40% circa che lo fa correttamente, un 25-27% non risponde, e il resto sbaglia su uno o più personaggi.
Riguardo alle scelte sociali ed etiche degli italiani, la ricerca ha indagato anche le opinioni degli italiani su procreazione assistita e Referendum. E’ emerso che solo il 25% del campione, a circa un mese dalla data del referendum, si è dichiarato molto e abbastanza informato sui quesiti, percentuale che sale al 32% nei segmenti più evoluti della popolazione e scende a un preoccupante 18-20% tra le donne, i più giovani e i segmenti meno evoluti. Il 55% si dichiara comunque a favore della fecondazione eterologa, con punte del 64-67% tra gli uomini, e picchi al ribasso al 37% tra i praticanti dichiarati (il 25% del campione); c’è però anche un 7% (8% tra i praticanti) che si dice espressamente "né in accordo, né in disaccordo".


Agenzia Sir