Impressioni di un Emigrato
Vi sento nel forum, un po’ vaghi, senza idee risolutive, senza determinazione (la quale esiste nel resto dell’ Europa, nei Paesi senza pantani), senza analisi del tutto lucida (salvo un paio di casi). Allora vi offro un po’ di speranza.
Il quadro generale é: i Politici, incapaci. Gli Imprenditori/Confindustria ... chiedono al governo. E credo che non sappiano quali le cause delle inefficienze. Ha fatto, qualche imprenditore, venti anni di giri per l’ Europa, osservando spesso e chiedendosi “perché questo non sappiamo farlo ?” . Forse sono l’unico che abbia fatto tanti paragoni coi Paesi che funzionano. Sulle capacità e sulle efficienze.
Dovrei utilizzarlo il mio potenziale, spiegando, spiegando, a chi di dovere ? ? ? Come......, se sto a Parigi ? Avrei bisogno di un gruppetto solerte e capace che mi supporti, perché io possa fare 10 presentazioni. Il quale mi trovi: dove presentarmi. Un movimento ? Una università ? Un VIP serio ? Un’ associazione civica ?
Se volete, discutiamo, posso fornirvi delle analisi come supporto. La strada é stretta, ma... sicura, basata sulla realtà, non sulle chiacchiere.
La mia raccomandazione: non fidatevi dei politici. Quelli italiani, speciali in U.E., io credo, rientrano quasi sempre in una delle due categorie: a) dediti specialmente alle battaglie di potere; b) incapaci, ma bravi parlatori.
LO STIVALE A RAMENGO - PUO’ RIALZARSI ?
LA STRATEGIA
La mia emigrazione
Emigrato nel ’82, per vivere una qualità di vita a livello europeo. Dopo un anno di emigrazione, avevo già imparato (a 50 anni) metodi di lavoro e strutture organizzative efficienti (che in Italia poco conoscevo).
Ho analizzato , per almeno dieci anni: a) le qualità per cui gli Italiani si distinguono in Europa e per cui spesso sono i più brillanti degli europei; b) le qualità e gli strumenti mancanti nella nostra cultura, le quali, in un mondo in evoluzione, hanno impedito allo Stivale di progredire, spingendolo anzi in un angolo dell’ Europa, a peggiorare le sue gestioni.
Le CAUSE del degrado della società italiana, delle defaillances economiche conseguenti (che continueranno se non si fa niente), sono state da me analizzate, come fosse l’ anatomia del DNA italico.
Sono quindi in grado, se ci sarà un gruppo di volontari disponibili ad accompagnarmi, di:
individuare e analizzare per quali ragioni mancano in Italia gli strumenti per fare gestioni a livello europeo;
individuare le differenze di base tra la società italiana e le società della U.E. che sanno gestirsi senza emergenze e col rispetto dei diritti del cittadino;
identificare quali strumenti negativi di gestione, esistenti nella società, necessitano una revisione completa.
LE CONDIZIONI DELLA SOCIETA’ ITALIANA
La sparizione di un patto sociale dallo Stivale e i N.C.I. (nuovi comportamenti italiani) mettono il Paese davanti ad un bivio:
- attiviamo la riflessione necessaria per individuare le misure, fin qui trascurate, in grado di fare evolvere un sistema semibloccato in sistema positivo (sono positivi, cioé non bloccano ma supportano l’economia, i sistemi sociali di molti Paesi della U.E.). Poi assicuriamo le leve, le alleanze e le promozioni necessarie ad applicare le misure urgenti. Cio’ implica coraggio e determinazione, abbastanza rari nella rassegnata Italia di oggi. Il trend cambierebbe, dopo un anno o due si vedrebbero i primi risultati sull’economia.
- non osare iniziative, per cambiare tutto cio’ che é urgente cambiare. Restare cioé colla attuale rassegnazione balcanica a cio’ che non va. Il sistema Italia sarà sempre più “ingessato”. Gli imprenditori vedranno aumentare le proprie difficoltà. Diminuzione dei livelli di occupazione e emigrazione. Il Terzo Mondo é, secondo me, scontato.
La scelta della prima opzione sarebbe fatta nel quadro seguente:
un piccolo gruppo capace e determinato (con parecchi emigrati) prepara un’ analisi (non politica, sarebbe tempo perso) e la fornisce ai gangli vitali del Paese (quelli che chiedono competitività; i canali sono da studiare), dando cosi agli Italiani, un po’ confusi, gli strumenti necessari per una svolta del Paese. E indicando loro gli errori fatti dai poteri di tutti i partiti (si tratta di un problema sociale).
Lo Stivale é scassato, ingobbito, sgangherato, inconcludente. Ha bisogno di andare al Pronto Soccorso. I medici che potrebbero indicargli la buona cura devono avere un punto di osservazione dall’ esterno del Paese. Cioé emigrati esperti.
La cura (in termini di proposta efficace) puo’ funzionare se, come spero, il degrado non é ancora al punto di non ritorno. Dipende dalla determinazione degli iniziatori, che non ascoltino i soliti commenti distruttivi degli scettici.
La condizioni necessarie per poter partire sono, secondo me:
che ci sia un nucleo iniziale diviso in: a) appoggi esterni; b) volontari con buona esperienza di lavoro, capaci di impegno e lavoro di gruppo a livello europeo. L’ attività non sarebbe intensa.
che ci siano almeno quattro persone della categoria b) e almeno sei persone della categoria a) (che avrebbero ruoli minimi, discontinui).
gli obiettivi (preparazione di un programma che funzioni) saranno sociali, non politici (discutere in un quadro politico di tipo italiano mi sembra inutile).
Se queste condizioni esistessero (consultate i vs amici), l’ iniziativa potrà partire.
I commenti e le adesioni, inviateli per favore al mio indirizzo:
Antonio Greco - Pulce
ANGREMA@wanadoo.fr
(ex funzionario europeo, consulente in TLC, analista delle CAUSE del declino)
Parigi, gennaio 05
P.S. Le linee direttive di un programma sociale di riscatto del Paese sono riflettute da tempo. Sarebbero pubblicate se mi venissero chieste. Intanto, chi vuole puo’ riflettere a:
“se e come far partire un’ iniziativa, in un Paese che non ha l’ abitudine alle azioni e organizzazioni sociali molto efficienti ?”. In alternativa alla rassegnazione diffusa.




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