Addio Antoniano e finisce in coma
Cino Tortorella
+ Danni morali: il mago Zurlì fa causa all'Antoniano
Tortorella, malore dopo l’esclusione
dallo “Zecchino d’oro”. Ora sta meglio
ALESSANDRA COMAZZI
Una magia forse il Mago Zurlì l’ha fatta per se stesso, salvandosi a 77 anni, molti dei quali passati a non essere l’uomo Cino Tortorella, ma il suo personaggio. L’altra sera il fisico ha ceduto e Tortorella è arrivato in coma all’Ospedale Sacco di Milano. Ora il pericolo sembra scongiurato, ma Tortorella è ancora ricoverato, in Neurologia. «Sta meglio, si è ripreso. È stato in coma per trenta minuti, ma poi si è risvegliato», ha detto la figlia Chiara.
Non appena si è diffusa la notizia, tutti hanno pensato la stessa cosa: il cuore di Zurlì non ha retto all’esclusione dall’ultimo Zecchino d’oro. Un’assenza che ha fatto seguito alla causa per danni morali promossa dal conduttore contro fra’ Alessandro Caspoli, dal 2003 direttore dell’Antoniano. Tortorella sostiene che Caspoli «in pochi anni ha dilapidato un patrimonio immenso di professionalità». Con il contenzioso in corso («Una causa strumentale e infondata», aveva ribattuto il frate), Tortorella, aveva spiegato l’Antoniano, «si è autoescluso dall’edizione 2009 del programma». «La Rai mi sta facendo fare la fine di Mike Bongiorno, ma io non avrò nemmeno il funerale in Duomo», aveva commentato amaramente lui ospite dell’Alfonso Signorini Show.
Strano destino, quello di Tortorella che lo Zecchino d’oro l’aveva inventato dal nulla 50 anni fa. La manifestazione era nata a Milano, poi fu trasferita a Bologna, inglobata nelle attività dei frati dell’Antoniano. Ma sempre con Tortorella, figura completa di manager-organizzatore, produttore-conduttore, che seguiva l’intera filiera del prodotto, dalla scelta dei bambini e delle canzoni alla guida della gara nella calzamaglia del Mago Zurlì. Un’invenzione, con l’accoppiata con Topo Gigio, che conquistava grandi e piccini, faceva cantare il Valzer del moscerino o Il caimano Coriolano. Ma anche nelle favole i maghi non hanno vita facile. Quindi Zurlì, di volta in volta, di anno in anno, fu sempre più emarginato da una manifestazione che, com’è logico, andava cambiando. Fino alla formula di quest’anno, una sorta di «talent show» per bambini. Alla parola «talent», i maghi non possono porre mano alla pistola, ma il cuore gli si fa piccolo piccolo.




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