

Sinistra Nazionale!
INTERVISTA DI ANNA K. VALERIO AD ALESSANDRA MUGLIA, PUBBLICATA SUL SITO DEL CORRIERE DELLA SERA
Anna K. Valerio contro Melissa P.: perché?
Per vari motivi. Essenzialmente, una divergenza di stile. Mi sento contraria allo sdilinquimento emotivo di cui abbonda il testo di Melissa, contro quel tono pieno di rimorsi - che li dichiara o li lascia sottintesi -, contro il senso di cristianesimo, molto cupo, molto moralizzante, che traspira da quelle pagine. Pur volendo risultare provocanti, sottintendono appunto una forma di pentimento continuo. Contro questo tono, prima di tutto. Noi ci sentiamo molto più vicini a ciò che definiamo, con formula nietzscheana, la “gaia erotica”: l'erotica compiaciuta di sé, fiera, metaforica nei suoi toni però esplicita nei contenuti e negli intendimenti. In ogni caso, innocente. Questo è il punto fondamentale su cui discordiamo. E poi contro un eros che in fin dei conti sa di poco. Ci azzardiamo a dire che la figura stessa che traspare dal testo di Melissa P. è una figura di bambinetta che ancora deve acquisire i suoi sapori. E crediamo pure che gran parte della sua fortuna venga dall'aver posato da bambinetta fin dal titolo, da fanciullina quasi che invitava a essere violata, in tutta la sua verde innocenza.
Eppure piace tanto: come mai, secondo lei, è un fenomeno letterario?
Secondo me, c'è sopratutto un punto che gioca a suo favore e cioè quello di ostentare il sentimento, di dichiararlo talmente tanto che uno in fondo si trova a dire “Ma pensa un po' quanto è palpitante questo cuore!”. Perciò c'è una sorta di compassione; ma non di passione, e questo per l'erotica mi pare sia sminuente.
Lei ha parlato di eros ‘di destra’ e ‘di sinistra’, quindi ha contrapposto l'eros di Melissa come eros ‘di sinistra’ e il suo come eros ‘di destra’. Ma veramente esiste questa differenza?
È essenzialmente una provocazione. Uno può anche dedurre una differenza tra erotica di sinistra ed erotica di destra, ma rimane sempre più una provocazione che una verità effettiva. Non esistono categorie ontologiche per cui c'è ‘l'erotica di destra’ e ‘l'erotica di sinistra’. C'è una divergenza di stile.
Secondo lei, c'è qualche personaggio che incarna oggi l'erotismo ‘di destra’ e invece qualcun altro che incarna quello ‘di sinistra’?
Che incarni l'erotismo di destra, per ora, potrei citare una mia buona amica che scrive per pseudonimo novelle veramente squisite: Fiammetta Oselladori. Nella collana ‘Le librette di controra’ delle Edizioni di Ar (dove è apparso anche il pamphlet a mia firma), abbiamo pubblicato una trilogia di novelle sue.
Per l'erotica di sinistra, si può prendere un testo fondamentale che è Porci con le ali, del quale io ho una certa simpatia (non la nascondo nemmeno nel pamphlet). Si tratta di un’erotica molto più sapida, tra l'altro, di quella della Melissa P., però con sempre questa mania dell'autodenigrazione, del tendere al basso. L'erotica di destra dovrebbe invece poter tendere all'alto, addirittura alla sacralità, ai suoi vertici, ma non necessariamente.
Ma cos'ha ‘di destra’ la sua erotica?
Da un lato, il pretendere uno stile conforme a certi canoni del buon gusto. Soprattutto il buon gusto che trionfa sul buon costume. E poi sfrenatezza negli intrecci, provocazione estrema in certe situazioni che vengono proposte (per esempio, nelle novelle che citavo poco fa, ci sono delle vicende veramente scabrosissime, che farebbero inorridire i benpensanti). Noi crediamo che sia dovuto da parte di un autore che si confronti con il genere erotico trattare anche di argomenti estremi, come possono essere la sensualità delle giovinette, delle fanciulle in fiore. L'importante è usare il tono giusto, lo stile adeguato: uno stile più metaforico, meno anatomico, pieno di nuance, però esplicito, e soprattutto senza la mania di pentirsi subito dopo di quello che si è fatto o si è raccontato. Questa è la differenza. Si potrebbe definire ‘calligrafia erotica’ quella che noi sosteniamo essere la scrittura dell'eros ‘di destra’, o ‘da’ destra. Per cui, un'erotica nichilistica, sulla traccia segnata da Nietzsche.
Lei è un'appassionata di Nietzsche: al filosofo tedesco lo scorso anno ha dedicato un libro a firma Arianna De Giorgio. Ma qual è il suo vero nome?
Il mio vero nome è Anna Valerio. La “K” non c'entra: è un secondo nome che mi è stato regalato e che io, per gratitudine, conservo sotto forma di iniziale. Sottintenderebbe un nome greco.
Arianna De Giorgio chi è?
Arianna De Giorgio è uno pseudonimo che mi sono scelta, uno pseudonimo nietzscheano. Arianna era una figura molto presente nella mitologia di Nietzsche.
Come mai questo sdoppiamento?
Credo che sia una forma di coerenza. Non mi dispiace, una volta che si cambi genere letterario, mascherarmi di una identità diversa. Usare lo stesso nome per trattare della Melissa P., o di Nietzsche, mi pareva non conforme, anche se alla fine l'ho fatto. Ultimamente, è uscita una nostra versione de L'anticristiano di Nietzsche, fatta con estremo rigore filologico, che io firmo appunto come Anna K. Valerio. Si potrebbe rimanere smarriti di fronte a interessi così apparentemente divergenti. In realtà, c'è appunto, come accennavo prima, una specie di naturale conseguenza. Da Nietzsche all'erotica si può arrivare senza nemmeno chiedere aiuto a Bataille o ad altri esegeti nietzscheani che già hanno fatto questo percorso.
Lei ha ventisei anni: che cosa fa oltre a scrivere libri?
Ne ho venticinque: non li ho ancora compiuti. Per ora, scrivo libri e dirigo questa collana. Adesso sono sommersa da manoscritti da valutare, da profferte di collaborazione, e dato che abbiamo fatto questo proclama per cui vogliamo che il nostro sia un erotismo canonico, sono molto severa nella selezione: cerco di escludere gli scritti che non siano in linea con certi canoni di stile e con certi nostri intendimenti. Ultimamente, ho avuto modo di valutare le scritture autobiografiche di un individuo che si è trovato a fare esperienza del mondo della prostituzione. Nonostante non ci sia nulla di edulcorato, provo una notevole ammirazione per il suo genere di scrittura, che non ha niente di metaforico e molto poco sottintende, ma che racconta senza rimorsi e senza piagnistei, senza lo sdilinquimento sentimentale tipico della giovane Melissa.
Il suo editore è Franco Freda, imputato nel processo di Piazza Fontana e poi assolto. Capisce più di politica o di libri, secondo lei?
Prego? Beh, di libri senz'altro ne capisce: ne capisce anche molto più di me. Direi che è un editore straordinario. Collaboro con lui da tre anni e ne ho imparati di trucchi del mestiere - di qualità, soprattutto, del mestiere -, da lui. La mia gratitudine certamente va al suo magistero.
Come vi siete incontrati?
Io sono una lettrice e una ammiratrice di Nietzsche da sempre e così anche per lui. Per cui, casualmente. Il testo cui prima accennavo, la versione de L'anticristiano, l'abbiamo curata insieme, io e lui.
Alessandra Muglia, 11/3/2005


anche il mensile 'Urban', in distribuzione gratuita nelle grandi città, ha dedicato due pagine alla curatrice delle Librette di controra: 'Anna di kappa e di spada'.
Il mesile 'Area', invece, ha dedicato all'iniziativa una pagina sull'ultimo numero.
saluti
Intervista di A.K. Valerio al mensile ''Urban''
http://www.lelibrettedicontrora.it/r....htm#annakappa
Paul quand'è che ci farai conoscere A. K. Valerio???In origine postato da Paul Atreides
Intervista di A.K. Valerio al mensile ''Urban''
ANNA KAPPA E SPADA .
Ventisei anni, solida cultura classica, una passione per Nietzsche e una sincera avversione per l'erotismo colpevole di Melissa P.
L’invettiva è un genere semidimenticato. Perché rispolverarlo, con toni così colti, contro un’operazione furbina come il libro di Melissa P.?
Per le stesse motivazioni che mi hanno spinta a scrivere il libro. Sono da sempre innamorata della parola e della letteratura, del loro potere. Provo per la parola una vera attrazione. Non riesco ad accontentarmi. Vedere assurgere a caso di erotismo letterario un libro moralista nei toni e sciatto nel linguaggio mi ha portato a reagire con un’invettiva, scritta in un soffio. Non pensavo di attirare l’attenzione: una studiosa di Nietzsche che guadagna notorietà per un pamphlet contro Melissa P… Qualcuno si indignerà.
D’altra parte il sesso tira. Specie di questi tempi. A proposito: come mai?
Siamo in uno dei periodi più caotici della Storia. Una deriva nella politica e nei costumi cui però corrispondono la continua promessa del migliore dei mondi possibili e una continua provocazione erotica che si ferma sempre sulla soglia, al guardare e non toccare, non a caso funzionale alla società dell’immagine.
Ma il tuo libro attacca soprattutto il livello scadente dell’erotismo letterario. Del sesso in serie di tv e cinema, del sesso banale dei video musicali o delle hotline non parli. Né di Internet. Niente sesso tecnologico.
Un po’ è per deformazione professionale: mi intendo di parole scritte, rimango in quel campo. Ma poi, da un libro mi aspetto di più. Un libro è più organico rispetto a uno spot pubblicitario, al baluginìo di provocazioni provenienti da altri mezzi di comunicazione. Proprio perché deve raccontare più compiutamente, ha capacità di suggestione molto maggiori. Certo, l’immagine ha impatto immediato. Ma il potere di penetrazione della parola si insinua nel fondo dell’anima e sconvolge. Nietzsche diceva: “Non definire sapiente una persona che non ti abbia turbato”. Ed io sono convinta che un libro possa turbare mille volte più di un’immagine. L’immagine ha una data di scadenza, tant’è che l’erotismo su pellicola risulta spesso datato. Il libro invece non si colloca in un tempo preciso. Se è un libro che vale, s’intende. Invece Melissa e i suo diario pieno di lacrime sono la punta dell’iceberg di un erotismo raccontato con intenti moralistici, col senso di colpa sempre in agguato, la punizione inevitabile tipica della cultura religiosamente e ideologicamente corretta dominante in Italia.
Quindi ci sono altri esempi?
Parecchi. Si va dal disagio di Porci con le ali a una recente raccolta di racconti di 14 autrici, alcune anche piuttosto note, pubblicata da Einaudi: si intitola Ragazze che dovresti conoscere. Non so come gli sia venuto in mente il titolo: sono ragazze che il lettore preferirebbe non conoscere affatto. Lo schema è sempre quello: una morbosità continua e autopunitiva, nevrotica. Invece l’eros è una forza solare, nonostante si esprima – o proprio perché si esprime al meglio – la notte.
Allora che libri consigli?
Elogio delle donne mature, dell’ungherese Stephen Vizinczey. Un libro del 1965 gioioso e affascinante, in grado di coinvolgere veramente i sensi di chi legge.
Ma forse è giusto confrontare Melissa e le altre con libri recenti, e scritti da donne. Che tra l’altro, sono quelle con maggiore visibilità, come dimostrano i successi de Il macellaio o Diario di una ninfomane.
In effetti negli ultimi anni tutti i best seller erotici sono firmati da donne. O da uomini con pseudonimo femminile, per vendere di più. La donna che confessa la propria vita intima è ancora un fatto inaudito, attrae. Io consiglio la francese Sarah. Il suo libro ha la leggerezza e il candore del sesso vero, e si intitola, semplicemente, Ho goduto. Ma troppi libri sono solo civettuoli, arrivano a un passo dal dunque, poi ti lasciano insoddisfatto.
Perché, secondo, te oggi il sesso ha tanta visibilità, mentre prima era nascosto? Non sarà per tenerci tutti allo stadio adolescenziale?
Bella ipotesi. Forse sì. Però nel ragazzino c’è un impeto sano, naturale verso le questioni erotiche, che nei ringiovaniti a forza non ci potrà mai essere.
A un certo punto del libro dici che solo lo zòon erotikon, l’animale erotico ci potrà salvare. Esattamente di chi stai parlando?
E’ una mia invenzione, derivata dall’animale politico di Aristotele. “Animale” è inteso come “dotato di anima”, non certo in senso bestiale.
Da cosa è riconoscibile un animale erotico?
Intanto, dalla voce, elemento di sensualità sottovalutato. Esteticamente è piacevole ma non un bambolotto. Deve farti pensare che entrare in confidenza con lui dischiuda esperienze illuminanti, mondi che non conosci, cose che vanno oltre la realtà ordinaria per arrivare all’ignoto. Poi, una libera sensualità si esprime apertamente, non in forme nascoste e magari sadiche - uno che gode frustando è per lo più uno zòon nevrotikon.
Fai dei nomi. Tanto per dire, la tv ha eletto ad animale erotico Costantino.
Bell’animale, sì… ma lasciamo perdere. Tra gli idoli attuali non amo Brad Pitt, troppo bambolotto. Nemmeno Johnny Depp, se non nel gitano senza complessi e inibizioni di Chocolat. Né George Clooney, con quella sua aria beffarda e compiaciuta. Mi vengono in mente Richard Burton in Cleopatra e poi, accidenti, Marlon Brando… Brando nei panni di Napoleone in Desirée e in Ultimo tango a Parigi. In Italia, imprevedibilmente, ha recitato in modo sensuale Diego Abatantuono nel Testimone dello sposo. Di cinema mi intendo meno che di libri, quindi mi vengono in mente molte scene sensuali, ma non erotiche. Così su due piedi citerei alcuni momenti di Lezioni di piano, che però ha un finale lugubre che suggerisce un legame negativo con l’eros.
Musica ad alto tasso erotico?
Direi il tango argentino. Non tanto la musica, quanto il gesto, il ballo, l’abbraccio. Ma a parte il ballo, come canzone potrei citare una ballata di Leonard Cohen, intitolata Tonight will be fine, ha una cadenza di ninna-nanna ma un argomento “sensuoso”. Il cantante italiano più sensuale, da quando non c’è più Fabrizio De André, è Vinicio Capossela. Mi piace la sua sfrenatezza, consiglio l’ascolto di brani come Ultimo amore o Rosamunda.
Torniamo alle immagini: la pittura?
Io ho una passione per gli ex libris, e uno dei più evocativi l’ho usato come copertina del mio libro: una fanciulla morbidamente nuda vista da dietro, un’anti-Melissa che si pettina davanti allo specchio. Altrimenti, certi dipinti di Klimt, alcune ragazze in atteggiamento di esplicito autocompiacimento. La pittura ha vita più facile nel rappresentare l’erotismo: il libro, forse per esigenze di trama, deve contenere delle svolte. E alla fine va contro la sensualità delle pagine precedenti. Un pittore non può pentirsi verso la fine del quadro.
Parliamo di Sex and the city… C’è una città che ha una particolare carica erotica?
La mia graduatoria è: Napoli (non fosse altro che per il clima), Milano (non fosse altro che per l’ostentazione della propria “urbanità”, così decadente), Torino (una Signora che sotto l’abito di broccato nasconde la guepière), Bologna (abitata da gente di elettrizzante amabilità, con quelle nebbie che fanno da mantello di Don Giovanni).
Aggiungo, tra le città che conosco meglio, la bella Verona, le riviere di Padova e, se si ha il gusto dell’intrigo, Trieste. Ma preciso subito che sono ritrose: rivelano la propria anima solo quando le si attraversa adeguatamente ispirati da un amante al fianco…
Ultima curiosità: il tuo editore è Franco Freda. Accusato di diversi reati, tra cui la strage di piazza Fontana, per la quale è stato assolto.
E’ una persona molto diversa da come è stata dipinta, che ammiro immensamente. E’ un estremista rigorosissimo – estremista di parole e di pensiero, non di ideologia. Personalmente, credo che senza estremismo non sia possibile fare niente di buono.
Paolo Madeddu, Urban, aprile 2005 n. 37
PS x Orazio: a dire il vero non la conosco neanch'io...


che forza spirituale! che granito di cultura occidentale! che incredibile, affascinante, interessante ....meravigliosa creatura che mi hai stregato....catturato...portami via con Te!
Paul.....questo si chiama outing?
Nun fate i provola...


ma l'hai vista la foto sulla terza di copertina??? saremo anche duri fascisti.....ma abbiamo una sensibilità ..un cuore........forse perdiamo sempre le elezioni, ma sappiamo ancora inamorarci ....od invaghirci!
saluti ARdenti
Appena ci rincontriamo ti rispondo...In origine postato da salerno
che forza spirituale! che granito di cultura occidentale! che incredibile, affascinante, interessante ....meravigliosa creatura che mi hai stregato....catturato...portami via con Te!
Paul.....questo si chiama outing?