Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Iscritto
    Data Registrazione
    03 Apr 2005
    Messaggi
    106
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Essere suora di clausura

    segnalo questa intervista apparsa sul settimanale online www.dilloadalice.it
    Voi sulla clausura cosa ne pensate?
    Io penso sia una delle forme più altre di dedizione agli altri e a Dio.


    “Essere suora di clausura”

    http://www.dilloadalice.it/articolo....a2clausura.xml

    Alice intervista Suor Anna, suora di clausura carmelitana: “Siamo materialmente separate dal mondo, ma in solidarietà con esso. La nostra vita di preghiera è al servizio di tutti. Come trascorriamo la nostra giornata in convento”.

    Suor Anna, quando nasce il vostro Ordine?
    L'Ordine dei "Fratelli della Beata Vergine Maria del monte Carmelo" è un Ordine mendicante che nasce in Terra Santa, sul Monte Carmelo, al tempo dei crociati, nei primi anni del 1200. La regola carmelitana fu redatta a seguito della richiesta degli stessi eremiti che vivevano sul monte e fu approvata dalla Santa Sede nel 1226. Le caratteristiche del nostro Ordine sono l'osservanza della solitudine, la meditazione, la comunione dei beni, la povertà, la preghiera, la correzione fraterna.

    Quando ha scelto di diventare suora di clausura?
    Oggi ho 34 anni. A 22 ho deciso di rispondere alla chiamata del Signore. Ma come dice Giovanni, “non siamo stati noi a scegliere Cristo, ma è Lui che ci ha amati per primo e ci ha scelti". Fino ad allora avevo sempre creduto che avrei trasmesso amore attraverso il sacramento del matrimonio.

    Cosa vuol dire essere monaca di clausura?
    Quando ho deciso di entrare nel convento questa domanda, ovviamente, me a sono posta più volte. Quando si compiono passi di questo significato si sa ciò che si lascia, ma nessuno esattamente conoscere quello che sarà una volta entrata. Con questo non voglio dire che sia stata una scelta alla cieca, anzi, ma che le cose si conoscono fino in fondo solo vivendole. Adesso posso affermare che essere monaca di clausura vuol dire essere una fiaccola che brilla, un segno evidente della grandezza di Dio, la testimonianza del suo Regno. La nostra è una vita di preghiera, più sulla linea dell'"essere" che del "fare".

    Perché la scelta della clausura piuttosto che dell'impegno tra la gente o missionario?
    Certamente la clausura implica una separazione materiale con il mondo. Ciò non vuole dire che non siamo solidali con esso, che non condividiamo le sue speranze e dolori, che non prestiamo un servizio agli altri perché ritirate su un eremo. In realtà serviamo tutti gli uomini e partecipiamo alla costruzione del Regno dei cieli con la nostra vita contemplativa nell'ardore della preghiera. Per noi la preghiera è una forma di servizio fraterno che offriamo universalmente a tutto il mondo. La nostra scelta di stare nel convento è una scelta d'amore, non l'egoismo, che ci trasmette la forza e il coraggio di donare la nostra esistenza agli altri, a tutti, senza distinzione alcuna. La nostra condizione ci impedisce di vedere i "frutti" della nostra preghiera, ma sappiamo che Cristo si serve di noi nel modo migliore, e questa consapevolezza ci basta.


    Voi altre persone comunque le incontrate altre persone?

    Certamente. Sono tanti i singoli, gruppi e associazioni che si rivolgono a noi per trascorrere giorni di ritiro, di meditazione, di preghiera. Devo dire ci chiedono ospitalità tanti giovani. Oltre a ciò scriviamo lettere, leggiamo libri e giornali.

    E la televisione?
    Anche quella.

    Com'è la vostra “giornata tipo”?
    La nostra, come dicevo, è una giornata di preghiera, personale (in cella) e comunitaria. Ci svegliamo piuttosto presto, intorno alle 5 per la preghiera delle Lodi, a cui segue circa un'ora di meditazione. Alle 8 celebriamo la Santa Messa che è per noi il momento centrale della giornata, vincolo di unità, di amore, di comunione in Cristo Eucaristia. Verso le 8.30 scendiamo in refettorio per la colazione. Fino alle 9.30 si riordinano i vari "angoli" del monastero e la propria stanza da letto che noi chiamiamo "cella". Seguono altri momenti di preghiera fino al pranzo della 12. Di solito mentre mangiamo rimaniamo in silenzio in ascolto di una monaca che a rotazione legge un testo di carattere spirituale.

    Quali?
    Un articolo di giornale a carattere religioso, la biografia di un santo, un'omelia del Papa o di altri.

    Dopo il pranzo?
    Ci troviamo in una sala comune per vivere un momento di “ricreazione” durante il quale parliamo tra di noi e spesso ci dedichiamo al cucito o al ricamo. Chi vuole può leggere la propria corrispondenza, informarsi su ciò che accade nel mondo... a alle nostre famiglie.

    Poi?
    Durante la giornata ci sono altri quattro momenti di preghiera tra cui la recita del rosario e alle 18 il Vespro intervallati da momenti di lavoro manuale. Verso le 22 ci ritiriamo nelle celle. Chi vuole può leggere, scrivere, aggiornarsi e, naturalmente, pregare. Il giorno si chiude nella pace della notte, che pure appartiene a Dio. La domenica e nei giorni di festa gli orari della preghiera corale e personale rimangono invariati, ma cresce l'aspetto meditativo.

    Il silenzio appare come il collante delle vostre vite.
    Come dice la “Regola carmelitana”, il silenzio può essere inteso come un dono o una penitenza. E' un dono quando è lo spazio per incontrare Dio, per comunicare con Lui e in Lui. La contemplazione non è altro che l'incontro di due silenzi: quello di Dio e quello dell'uomo.

    Ci sono, però, anche occasioni nelle quali il silenzio può essere vissuto come una penitenza. E' difficile rimanere zitti quando non si è capiti, quando si è stati offesi, quando l'altro vuole avere sempre ragione, quando notiamo comportamenti sbagliati, quando soffriamo, quando l'altro ci giudica in modo sbagliato. Quando si riesce a vincere il bisogno di parlare e si sa tacere, il silenzio diventa una "penitenza" che ci insegna a dominare le nostre passioni e a ritrovare l'equilibrio interiore. Con molta facilità si sbaglia quando si parla, e si diventa vittima delle proprie parole. Il pericolo del silenzio è l'isolamento. Chi tace, non si confronta con gli altri, rimane fermo sulle proprie idee, non si apre all'altro. Chi tace, non dona se stesso e, pertanto, diventa più povero.

    Come vi sostenete?
    Lavoriamo circa quattro ore al giorno: non solo nei servizi della casa, ma nei lavori previsti per il sostentamento della Comunità (realizzazione di corone del Rosario, traduzioni, lavori di filatelia, pittura, icone, cucito, ricamo, uncinetto).
    Non disponiamo di entrate fisse e confidiamo nelle mani della Provvidenza, che si manifesta della generosità di tanti fratelli e sorelle che hanno a cuore la vita del Carmelo.


    Alex Castelli

  2. #2
    Cattolico Tradizionalista
    Data Registrazione
    19 May 2004
    Località
    Provincia di Lecce - Il mondialismo è una statua di cera, Lady U$A non mi farò mai ammagliare dalla tua bandiera
    Messaggi
    13,145
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Essere suora di clausura

    Originally posted by Tosato
    segnalo questa intervista apparsa sul settimanale online www.dilloadalice.it
    Voi altre persone comunque le incontrate altre persone?

    Certamente. Sono tanti i singoli, gruppi e associazioni che si rivolgono a noi per trascorrere giorni di ritiro, di meditazione, di preghiera. Devo dire ci chiedono ospitalità tanti giovani. Oltre a ciò scriviamo lettere, leggiamo libri e giornali.

    E la televisione?
    Anche quella.

    E' divertente fare la clausura guardando anche la televisione!
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  3. #3
    14/05/48 Schiavi di Sion
    Data Registrazione
    15 Jan 2005
    Località
    Al sicuro nella Basilica della Nativita', in Palestina ovvero in Terra Santa.
    Messaggi
    1,609
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    "E' divertente fare la clausura guardando anche la televisione!"

    Se e' una battuta...mi spiace ma fatico gia' di mio a capire l'ironia italico-italiota...

    Riponga la spada... uno solo e' venuto con la spada...
    ed il suo pugnale non graffia nemmeno...

    Gli asceti sono una cosa... (e per sua informazione non sono nemmeno costretti a nutrirsi di locuste..) la clausura bel altra.

    La televisione...
    Forse non sa che Chiara (fondatrice della clausura dell'ordine delle CLARISSE) e' "Patrona Celeste" della televisione uno peraltro degli ultimi documenti firmati dall'ultimo papa di Roma.
    (Ultimo ergo PIO XII, se non ci fosse arrivato da solo...).

    Non provo ottimismo da questi commenti e mi rammarico (non me ne voglia Guelfo Nero) che tra le nostre file siano presenti "principi della becera battuta da amici miei...".

    Mi chiedo se l'I-taglia-no sia mai stato in un convento della campagna laziale od umbra (lazio, umbria: nomi usati dalla sua ideologia per indicare zone geografiche con ben altro spessore di denominazione).

    La televisione...certo troppo spesso voce del Male...
    Ma tra le mura di quei conventi dove resistono ancora i sentimenti puri di ammirevoli ordinati, l'uso dello schermo e' adottato anche per conoscere a fondo come il Male si muove e distrugge l'uomo.

    Confortare coloro dal tubo catodico ha subito l'annientamento modernista-consumistico sarebbe pressoche' impossibile senza aver conosciuto come il Male, mi si conceda il termine, si trasfigura ai nostri occhi.

    Giovanni, legnanese antirisorgimentale.

    ALLEGO DOCUMENTO DEL 1958

    Ad perpetuam rei memoriam

    Par un bienfait de la divine Sagesse le génie de l'homme brille d'un plus vif éclat et fait, surtout de nos jours, des découverts qui suscitent l'admiration générale. Et l'Eglise, qui ne se montra jamais contraire au progés de la civilisation et de la technique, encourage cette assistance nouvelle apportée à la culture et à la vie journalière, et s'en sert même volontiers pour l'enseignement de la verité et l'extension de la religion. Parmi ces inventions si utiles, la Télévision a sa place, elle qui "permet en effet de voir et d'entendre à distance des événements à l'instant même où ils se produisent, et cela de façon si suggestive que l'on croit y assister." (Litt. Encycl. "Miranda prorsus", 8 sept. 1957; A.A.S. XLIX, p. 800). Ce merveilleux instrument - comme chacun le sait et Nous l'avons dit clairement Nous-même - peut être la source des très grands biens, mais aussi de profonds malheurs en raison de l'attraction singulière qu'il exerce sur les esprits à l'intérieurs même de la maison familiale. Aussi Nous a-t-il semblé bon de donner à cette invention une sauvegarde céleste qui interdise ses méfaits et en favorise un usage honnête, voir salutaire. On a souhaité pour ce patronage sainte Claire. On rapporte en effet qu'à Assise, une nuit de Noël, Claire, aditée dans son couvent par la maladie, entendit les chants fervents qui accompagnaient les cérémonies sacrée et vit la crèche du Divin Enfant, comme si elle était présente en personne dans l'eglise franciscaine. Dans la splendeur de la gloire de son innocence et la clarté qu'elle jette sur nos si profondes ténèbres, que Claire protège donc cette technique et donne à l'appareil translucide de faire briller la vérité et la vertu, soutiens nécessaires de la société. Nous avons donc décidé d'accueillir avec bienveillance les prières que Nous ont addressés à ce sujet Notre Vénérable Frère Joseph Placide Nicolini, évêque d'Assise, le Supérieurs des quatre familles franciscaines, enfin d'autres personnes remarquables, et qu'ont approuvées de nombreaux Cardinaux de la Sainte Eglise Romaine, des Archevêques et des Evêques. En consequénce, ayant consulté la Sacrée Congrégation des Rites, de science certaine et après mûre réflexion, en vertu de la plénitude du pouvoir Apostolique, par cette Lettre et pour toujours, Nous faison, Nous constituons et Nous déclarons Sainte Claire, vierge d'Assise, céleste Patronne auprès de Die de la Télévision, en lui attribuant tous les privilèges et honneurs liturgiques qu'un tel patronage comporte, nonobstant toutes choses contraires. Nous annonçons, Nous établissons, Nous ordonnons que cette présente Lettre soit ferme et valide, qu'elle sorte et produise tous ses effets dans leur intégrité et leur plénitude, maintenant et à l'avenir, pour ceux qu'elle concerne ou pourra concerner; qu'il en faut régulièrement juger et décider ainsi; que dès maintenant est tenu pour nul et sans effet tout ce qui pourrait être tenté par quiconque, en vertu de n'importe quelle autorité, en connaissance de cause ou par ignorance, contre les mesures décrétées par cette Lettre.

    Donnée à Rome, près Saint Pierre, sous l'anneau du Pêcheur, le 14 février 1957, de Notre Pontifical la 19éme année.

    PIUS PP. XII

  4. #4
    Non sono d'esempio in nulla
    Data Registrazione
    25 May 2003
    Località
    Firenze
    Messaggi
    8,664
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Bisogna distinguere. Nessuno penso voglia impiccare i televisori ad un albero, tuttavia è indiscutibile che dal buon vecchio tubo catodico ormai da tempo esca robaccia odorosa di zolfo...certamente tutti sosteniamo che se il buon Dio ci ha dato l'intelletto è per fare il bene oltre che per creare progresso tecnologico, quindi la tecnologia deve essere al servizio del Bene.

  5. #5
    Cattolico Tradizionalista
    Data Registrazione
    19 May 2004
    Località
    Provincia di Lecce - Il mondialismo è una statua di cera, Lady U$A non mi farò mai ammagliare dalla tua bandiera
    Messaggi
    13,145
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by giangaleazzo

    Se e' una battuta...mi spiace ma fatico gia' di mio a capire l'ironia italico-italiota...

    Riponga la spada... uno solo e' venuto con la spada...
    ed il suo pugnale non graffia nemmeno...

    Gli asceti sono una cosa... (e per sua informazione non sono nemmeno costretti a nutrirsi di locuste..) la clausura bel altra.
    La mia non era una battuta, ma un’amara constatazione…
    Cosa c’entrano gli asceti?

    La televisione...
    Forse non sa che Chiara (fondatrice della clausura dell'ordine delle CLARISSE) e' "Patrona Celeste" della televisione uno peraltro degli ultimi documenti firmati dall'ultimo papa di Roma.
    (Ultimo ergo PIO XII, se non ci fosse arrivato da solo...).

    Non provo ottimismo da questi commenti e mi rammarico (non me ne voglia Guelfo Nero) che tra le nostre file siano presenti "principi della becera battuta da amici miei...".

    Mi chiedo se l'I-taglia-no sia mai stato in un convento della campagna laziale od umbra (lazio, umbria: nomi usati dalla sua ideologia per indicare zone geografiche con ben altro spessore di denominazione).
    Forse lei non sa che si scrive "Santa Chiara" e non "Chiara", vabbé questi sono dettagli, l'importante è chiamare Santo il defunto papa GPII....
    Il fatto che Santa Chiara sia la protettrice della televisione e che sia stata fatta tale da Sua Santità Pio XII, non basta per giustificare un sì potente strumento diabolico in un convento di suore di clausura!
    Il documento da lei citato, inoltre, risale al lontano 1958 ed ancora non esistevano “Grandi Fratelli”, “Fattorie”, “Amici”,…..

    La televisione...certo troppo spesso voce del Male...
    Ma tra le mura di quei conventi dove resistono ancora i sentimenti puri di ammirevoli ordinati, l'uso dello schermo e' adottato anche per conoscere a fondo come il Male si muove e distrugge l'uomo.

    Confortare coloro dal tubo catodico ha subito l'annientamento modernista-consumistico sarebbe pressoche' impossibile senza aver conosciuto come il Male, mi si conceda il termine, si trasfigura ai nostri occhi.

    I Santi mortificavano tanto gli occhi e non solo… Perché si sa, ed essi lo sapevano e dicevano, che gli occhi sono due finestre dalle quali il demonio può entrare molto facilmente…
    Così, per esempio, si narra dell’appena quindicenne San Domenico Savio, che non si fermava neanche a guardare gli spettacoli che si facevano per le vie del suo paese (e possiamo certo ben pensare che non erano tanto licenziosi come gli attuali)… e ancora, fatto che fa ancor più riflettere, si sa che San Luigi Gonzaga, arrivò al punto di non guardare la sua Regina in volto nonostante fosse al suo servizio da diversi anni, ed anche se l’avesse incontrata per strada, lui stesso affermava che non avrebbe potuto riconoscerla…
    Certo queste sono le sante esagerazioni dei Santi… ma dimostrano quanto erano attenti a fuggire ogni minima occasione di peccato… sì, perché, non fuggire le occasioni è peccato, e può esserlo anche grave…
    Così le Suore di Clausura, devono (dovrebbero) cercare di mantenere il più possibile il raccoglimento interiore che le unisce a Dio… e come è possibile ciò se anche guardando un semplice documentario, ci tocca sorbirci certa disgustevole pubblicità?
    Forse si potrà resistere una, due volte, tre… ma alla fine il demonio avrà fatto un po’ di breccia nell’animo e prima o poi certe scene le farà ritornare alla mente, con grande pericolo per l’anima…

    E poi, non è necessario vedere il male per conoscerlo e fuggirlo…anche perché è più facile attaccarsi al male che al bene… e più comoda la via del male di quella del bene… ed è per questo che l’uomo deve cercare con tutte le sue forze di fuggire le occasioni…
    E’forse necessario assumere la droga per sapere che fa male?...O prendere il veleno per sapere che si muore?
    E quale bene può venire all’anima dal guardare le sozzerie che ci offre la TV, o al sentire certi discorsi immondi… bisogna fuggirli perché si sa bene che offendono Dio… e che da Lui sono proibiti…
    Dunque è meglio che le suorine di clausura cerchino di fuggire l’occasione di peccato (= televisione)… e mantengano maggiormente il raccoglimento dell’anima.
    Magari, piuttosto che guardare la TV possono pregare per riparare tutti i peccati che la TV commette e fa commettere…

    Giovanni, legnanese antirisorgimentale.
    ITALIANO,
    Tradizionalista Fascista salentino
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

 

 

Discussioni Simili

  1. Essere suora di clausura
    Di Tosato nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 31-05-05, 09:41
  2. Essere suora di clausura
    Di Tosato nel forum Destra Radicale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 27-05-05, 14:23
  3. Essere suora di clausura
    Di Tosato nel forum Cattolici
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 27-05-05, 12:51
  4. Essere suora di clausura
    Di Tosato nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 26-05-05, 19:39
  5. Ex sindaco comunista diventa suora di clausura
    Di Colombo da Priverno nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 07-06-02, 22:01

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito