Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Predefinito Disoccupati e precari si ammalano di più (e vivono di meno)

    Le ricerche dimostrano che si vive meglio con un lavoro stabile. Chi è senza occupazione ha invece una vita meno lunga.

    Disoccupati e precari si ammalano di più

    Lo stato di salute è influenzato dalle condizioni sociali. Rischi maggiori per chi ha redditi bassi.

    Roma - Disoccupati e precari si ammalano di più di chi ha un lavoro fisso. Uno studio dimostra che lo stato di salute è influenzato anche da fattori sociali. E che mentre essere senza lavoro significa avere un tasso di mortalità più alto del 250 per cento, un posto da dirigente garantisce un'aspettativa di vitadi un paio di anni più lunga di quella di un operaio. Il diritto alla salute, commenta l'epidemiologo Perucci, non è uguale per tutti: "I poveri si ammalano di più per motivi culturali e per stile di vita, ma soprattutto hanno maggiori difficoltà ad accedere ai servizi sanitari". Le differenze aumentano scendendo da Nord a Sud e variano da città a città: a Roma, ad esempio, sono molto più marcate che a Bologna.

    --------------------------------------------------------------------

    Una ricerca epidemologica: chi non lavora ha un tasso di mortalità più alto del 250 %. E i dirigenti vivono più a lungo

    Precari e disoccupati si ammalano di più

    Lo studio dimostra che lo stato di salute è influenzato da fattori sociali - di Federico Ungaro

    Roma - Di fronte alla salute non tutti gli italiani sono uguali. Può sembrare strano e forse anche anacronistico, ma è una triste realtà: all'inizio del 21° secolo si sta aprendo un divario tra chi appartiene ai ceti più agiati e a quelli più svantaggiati, tra le schiere dei nuovi poveri composte da coloro che hanno un lavoro precario e l'élite di chi ha un lavoro stabile. Il quadro è presentato in un supplemento della rivista Epidemologia & Prevenzione intitolato "Disuguaglianze di salute in Italia" e verrà discusso in un Forum organizzato dalla Commissione politiche del lavoro e polticihe sociali del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) a Roma il prossimo 31 maggio. I dati sono indicati in una realtà forse ben poco conosciuta fino a oggi, almenonel nostro paese, e cioè che le malattie non dipendono solo da fattori fisiologici, ma anche da cause sociali. Tanto per fare un esempio, uno studio condotto a Torino da Giuseppe Costa, epidemiologo dell'ateneo del capoluogo piemontese, mostra come la speranza di vita tenda a diminuire a seconda dell'appartenenza alle classi sociali. Un imprenditore maschio di 35 anni può sperare di vivere in media altri 37 anni, mentre un operaio specializzato della stessa età e dello stesso sesso circa 35 anni e mezzo.
    Un altro studio, condotto in quattro grandi città (Roma, Bologna, Milano e Torino) dimostra che il rischio di subire un ricoveroè più alto se il proprio reddito è basso. A Bologna la curva è più piatta, indice che le disuguaglianze socilai in questo caso sono più contenute, ma a Roma invece si impenna notevolmente a partire dalla piccola borghesia per finire poiu agli operai.
    "Nelle fasce di popolazione che hanno un lavoro precario si registra un tasso di mortalità superiore del 50 per cento rispetto a quello esistente tra coloro che hanno un lavoro stabile. Tra i disoccupati, poi, questa questo divario si impenna ancora di più, arrivando a più 250 per cento", aggiunge Costa.
    In particolare, la mortalità sembra essere molto più alta relativamente alle classi sociali in alcune patologie come quelle legate all'abuso di droghe o stili stili di vita particolari, come il tumore del polmone. Ancora, esiste una correlazione tra reddito e mortalità per infarto particolarmente alta tra le donne. Quelle con i redditi più bassi hanno infatti un rischio di mortalità più alto del 40 per cento rispetto a quelle con i redditi più alti. Inoltre, anche sul fronte della salute si conferma l'esistenza di due diverse Italie, una più sana al Centro-Nord e una più malata al Sud. "Al Sud - si legge nel supplemento - sembra intensificarsi l'effetto negativo sulla salute sulla salute della bassa posizione sociale dei signoli individui". Infine, in alcuni casi i ricchi sembrano stare peggio dei poveri, ma è una contraddizione solo apparente. Si tratta di patologie come le allergie, verso le quali probabilmente c'è una maggiore attenzione da parte delle classi sociali più alte rispetto a quelle più povere. O ancora di alcuni tipi di tumori, come il colon, il melanoma, e nella donna la mammella e le ovaie legati a comportamenti più diffusi tra chi ha un reddito maggiore.
    Se questo è il quadro attuale (e sembra essere peggiore rispetto a venti anni fa), il futuro sembra ancora più fosco. "Le trasformazioni in corso del servizio sanitartio nazionale rischiano di aggravare le attuali disuguaglianze e di crearne di nuove", conclude infatti Cesare Cislaghi presidente dell'Aie, l'Associazione Italiana di Epidemiologia.

    da "Il Messaggero" n.142 del 25 maggio 2005, pagg. 1 e 14 - testo non linkabile, grassetto mio.

  2. #2
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    Predefinito per i patiti di grafici e statistiche

    Chi vive di più - tassi di mortalità
    Disoccupati + 250 % rispetto a chi ha un lavoro fisso.
    Precari + 50 % rispetto a chi ha un lavoro fisso

    Speranza di vita a 35 anni di età (anni)

    Dirigenti ................................................. 37,6 %
    Imprenditori ...........................................37,2 %
    Liberi professionisti ................................37,2 %
    Piccola borghesia (con dipendenti) .........37,2 %
    Classe media (impiegati) .........................36,8 %
    Classe operaia specializzata ...................36,3 %
    Piccola borghesia (senza dipendenti) ......36,2 %
    Classe operaia non specializzata ............35,6 %

    Malattie e reddito - Il rischio di subire un ricovero cresce con il diminuire del reddito familiare in quattro grandi città italiane (Roma, Bologna, Milano, Torino).
    A Roma per ogni ricovero tra i più ricchi (imprenditori o liberi professionisti) ci sono 1,45 ricoveri tra la piccola borghesia, 1,50 tra gli operai specializzati, 1,75 tra gli operai non specializzati.
    A Bologna invece la situazione è più simile tra tutte le classi sociali. Per ogni ricovero tra i più ricchi ci sono 1,30 ricoveri tra gli operai non specializzati.
    Le donne con un reddito basso hanno un rischio del 20 per cento più alto di essere colpite da infarto rispetto a quelle con un reddito alto.
    Il rischio sale al 40 per cento in più se si prende in esame la mortalità da infarto.

  3. #3
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    Predefinito

    Quindi, le malattie sono in parte dovute anche a fattori sociali, mentre le disuguaglianze sembrano aumentare, e lo stato di salute delle classi più basse aggravarsi.

    Anziché studiare le medicine sui topi o altri animali, perché nel nostro paese non si possono usare i liberisti (che con il loro sistema economico sono la causa dello stato di salute di milioni di persone) come cavie umane ?

    Usiamo i liberisti come cavie umane e come ricambio di organi !
    Del resto la colpa è la loro se vi sono così tanti casi patologici, di cui non bisogna risolvere il sintomo, ma estirpare alla radice la causa: i liberisti.
    Così facendo, man mano che verrebbro usati, da una parte i liberisti si renderebbero utili a qualcosa (la ricerca scientifica) come non lo sono mai stati in vita loro, dall'altra risolverebbero le patologie di oggi, da un'altra ancora, estinguendosi col tempo, si estinguerebbe anche la causa di tante patologie.

    Chi è a favore dell'uso dei liberisti come cavie ?

  4. #4
    Super Troll
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    Predefinito

    PERCHè I LIBERISTI??
    NON TUTTI I LIBERISTI SONO DIRIGENTI..
    ERGO BISGONA USARE COME CAVIE I DIRIGENTI..
    ALLO SCOPO DI FARE GIUSTIZIA SOCIALE E PROMUOVERE MOBILITà VERTICALE DELLA POPOLAZIONE.....
    E QUINDI RESTITUIRE A TUTTI I CETI UNA UGUALE ASPETTATIVA DI VITA
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  5. #5
    Silvioleo
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    Predefinito

    In Origine Postato da Esmor
    Quindi, le malattie sono in parte dovute anche a fattori sociali, mentre le disuguaglianze sembrano aumentare, e lo stato di salute delle classi più basse aggravarsi.

    Anziché studiare le medicine sui topi o altri animali, perché nel nostro paese non si possono usare i liberisti (che con il loro sistema economico sono la causa dello stato di salute di milioni di persone) come cavie umane ?

    Usiamo i liberisti come cavie umane e come ricambio di organi !
    Del resto la colpa è la loro se vi sono così tanti casi patologici, di cui non bisogna risolvere il sintomo, ma estirpare alla radice la causa: i liberisti.
    Così facendo, man mano che verrebbro usati, da una parte i liberisti si renderebbero utili a qualcosa (la ricerca scientifica) come non lo sono mai stati in vita loro, dall'altra risolverebbero le patologie di oggi, da un'altra ancora, estinguendosi col tempo, si estinguerebbe anche la causa di tante patologie.

    Chi è a favore dell'uso dei liberisti come cavie ?
    a parte che le statistichine,come al solito,non sono scienza e non dimostrano,non spiegano proprio una bella mazza,dire che l'eventuale causa sia da attribuirsi ai liberisti è davvero ridicolo...dal momento che viviamo chiaramente in un'economia puntigliosamente pianificata...ma ovviamente scherzi,no?

  6. #6
    Super Troll
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    In Origine Postato da Silvioleo
    a parte che le statistichine,come al solito,non sono scienza e non dimostrano,non spiegano proprio una bella mazza,dire che l'eventuale causa sia da attribuirsi ai liberisti è davvero ridicolo...dal momento che viviamo chiaramente in un'economia puntigliosamente pianificata...ma ovviamente scherzi,no?
    PROPRIO PERCHè VIVIAMO IN UNA ECONOMIA PIAFICIATA ESISTONO QUESTE TENSIONI SOCIALI E PERSONALI E QUINDI, QUESTE DIVERSE ASPETTATIVE DI VITA.....
    TRA UN RAMPOLLO BENE CHE ALLEVATO NELLA BAMBAGIA.... POI ASSURGE AL POSTO CHE PAPA GLI HA PREPARATO, NEL SOTTOGOVERNO E NELL'AZIENDA DEGLI AMICI, E UNO SCONOSCIUTO CHE DEVE ELEMOSINARE UN POSTO DI LAVORO A QUALSIASI LIVELLO .....è OVVIO CHE LO STRESS, E LE SUE CONSEGUENZE, COLPISCANO PIù IL SECONDO CHE IL PRIMO...
    DICE UN FARMACOLOGO POI, CHE ANCHE IL SUCCESSO SOCIALE ED ECONOMICO PERMETTA ALL'ORGANISMO DI PRODURRE SOSTANZE CHIMICHE CHE ARRECANO PIù SODDISFAZIONE AL CERVELLO ...... E QUINDI MAGGIORE SODDISFAZIONE DI VIVERE....COME SE SI FOSSE IN UN ORGASMO PERENNE....
    E CHI LO HA PROVATO LO SA.....
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  7. #7
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    In Origine Postato da Silvioleo
    a parte che le statistichine,come al solito,non sono scienza e non dimostrano,non spiegano proprio una bella mazza,dire che l'eventuale causa sia da attribuirsi ai liberisti è davvero ridicolo...dal momento che viviamo chiaramente in un'economia puntigliosamente pianificata...ma ovviamente scherzi,no?
    Le statistiche, in campi come le 'scienze' sociali, sono l'unico strumento di verifica disponibile. Almeno... è l'unico che mi viene in mente... se hai modi miglior per dimostrare una correlazione fra reddito e speranza di vita, fa pure.
    There is no calamity greater than lavish desires.
    There is no greater guilt than discontentment.
    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

 

 

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