VIVERE LA FEDE
Ieri sera la processione lungo i viali e i giardini vaticani con la recita del Rosario guidato da monsignor Comastri L’ultima sosta davanti all’immagine che ricorda la Grotta di Lourdes
Il Papa: «Maria tabernacolo dell'amore di Dio»
A Roma Benedetto XVI non ha voluto mancare alla preghiera che ogni anno chiude il mese dedicato alla Madonna
Da Roma Salvatore Mazza
Nell'Anno dedicato all'eucaristia, Maria «ci aiuta soprattutto a scoprire sempre più il grande sacramento» lasciato da Cristo. Perché Maria è «"Donna eucaristica" in profondità, a partire dal suo atteggiamento interiore». Benedetto XVI, davanti all'immagine della Vergine di Lourdes posta in Vaticano, ha chiuso ieri, ultimo giorno del mese di maggio, il mese mariano per eccellenza. Lungo i viali e i giardini del Vaticano, dalle 20, il vicario per la Città del Vaticano monsignor Angelo Comastri ha guidato, in processione, la recita del rosario, con partenza dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini (che si trova davanti all'abside della Basilica di San Pietro) e sosta finale davanti alla riproduzione della Grotta di Lourdes dove, attorno alle 21, il Papa ha raggiunto i partecipanti al rito, rivolgendo loro un breve saluto prima della benedizione finale. «Cari amici - ha detto Benedetto XVI dopo aver ringraziato i presenti, tra i quali alcuni cardinali e presuli di Curia, e dipendenti vaticani con le famiglie - siete saliti alla Grotta di Lourdes recitando il santo Rosario, quasi rispondendo all'invito della Vergine ad elevare lo spirito verso il Cielo. La Madonna ci accompagna ogni giorno nella nostra preghiera». E in questo «speciale» Anno dell'Eucaristia che ancora «stiamo vivendo», la Vergine «ci aiuta soprattutto - ha proseguito Papa Ratzinger - a scoprire sempre più il grande sacramento dell'Eucaristia. L'amato Papa Giovanni Paolo II nell'ultima Enciclica Ecclesia de Eucharistia ce l'ha presentata come "donna eucaristica" nell'intera sua vita. "Donna eucaristica" in profondità, a partire dal suo atteggiamento interiore: dall'Annunciazione, quando offrì se stessa per l'incarnazione del Verbo di Dio, fino alla croce e alla risurrezione; "donna eucaristica" nel tempo dopo la Pentecoste, quando ricevette nel Sacramento quel Corpo che aveva concepito e portato in grembo». «In particolare oggi, con la liturgia, ci soffermiamo a meditare - h a poi osservato il Pontefice - il mistero della Visitazione della Vergine a santa Elisabetta. Maria si reca dall'anziana cugina Elisabetta, che tutti dicevano sterile e che invece era giunta al sesto mese di una gravidanza donata da Dio, portando in grembo Gesù appena concepito». Così «in un certo modo» si può affermate «che il suo viaggio è stato - ci piace sottolinearlo in questo Anno dell'Eucaristia - la prima "processione eucaristica" della storia. Tabernacolo vivente del Dio fatto carne, Maria è l'arca dell'Alleanza, nella quale il Signore ha visitato e redento il suo popolo. La presenza di Gesù la ricolma di Spirito Santo. Quando entra nella casa di Elisabetta, il suo saluto è traboccante di grazia: Giovanni sussulta nel grembo della madre, quasi avvertendo la venuta di Colui che dovrà un domani annunciare ad Israele. Esultano i figli, esultano le madri». E «quest'incontro pervaso dalla gioia dello Spirito - ha ancora detto Benedetto XVI concludendo il discorso - trova la sua espressione nel cantico del Magnificat. Non è forse questa anche la gioia della Chiesa, che incessantemente accoglie Cristo nella Eucaristia e lo porta nel mondo con la testimonianza della carità operosa?».
Avvenire -1 giugno 2005




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