L’emergenza casa finisce in prima pagina. Già da qualche tempo segnaliamo la questione abitativa come una priorità assoluta ma solo ora questo autentico dramma sembra salire alla ribalta delle cronache.
È il “Corriere del Veneto”ad occuparsene oggi (27/05) pubblicando dati che sono oggettivamente lo specchio di una situazione al collasso.
Sostenere il peso di un affitto sempre più alto mentre il carovita aggredisce il potere d’acquisto di stipendi e pensioni è diventata un’autentica impresa. Come non ricordare poi i tassi da autentico strozzinaggio cui sono sottoposti coloro i quali ricorrono a mutui bancari per l’acquisto della casa.
Per queste ragioni la fascia di coloro che vorrebbero poter usufruire dell’edilizia residenziale pubblica si va allargando.
Ma la loro è nella stragrande maggioranza dei casi una speranza destinata a rimanere vana. In primis poiché metà dei 44mila immigrati presenti in Veneto non hanno casa e vengono purtroppo preferiti agli italiani nelle graduatorie di assegnazione. Il 50% dei richiedenti sono immigrati ed oltre il 60% delle assegnazioni va ad extracomunitari.
Insomma mentre sono sempre di più i pensionati, le famiglie monoreddito e soprattutto le giovani coppie in situazione di bisogno in Veneto le case popolari diventano prerogativa degli immigrati.
Vi sono pure altre ragioni che spingono famiglie che pure avrebbero tutti i requisiti a non inoltrare nemmeno la domanda. Questo accade soprattutto perché, si sa, le richieste soddisfatte sono pochissime (meno del 10%), ma anche e soprattutto perché l’unica reale prospettiva che intravedono è quella di trasferirsi in edifici inadeguati e in quartieri ghetto tutt’altro che sicuri.
Le soluzioni vanno studiate alla luce di tutto ciò. Rimedi veri, radicali, insomma una nuova Politica della Casa.
Non soluzioni tampone come fittizi calmieri ai canoni, o interventi pubblici agli inquilini che aiutano a pagare gli affitti, in questo modo lo stato finirebbe solo col riempire le tasche di palazzinari e speculatori.
La casa è un bene primario , una necessità fondamentale e come tale non va lasciata alla mercé del mercato.Va sancito il diritto della famiglia alla proprietà della propria abitazione. Solo acquisendo la proprietà della casa si esce dalla situazione di precarietà, di emergenza abitativa.
In questo senso già alle scorse elezioni Regionali avevamo indicato la proposta del MUTUO SOCIALE come l’unica realmente adeguata.
MUTUO SOCIALE significa, in pratica, conversione dell’affitto delle case popolari nella rata di un mini-mutuo senza interesse (viene del tutto eliminato il ruolo delle banche) che non deve superare 1/5 delle entrate mensili familiari e che si sospende in caso di stato di disoccupazione di tutti i membri della famiglia. Questa iniziativa andrebbe applicata alle nuova realizzazioni dell’edilizia popolare, non nuovi quartieri ghetto marginali ed emarginati, ma autentici modelli di sviluppo urbanistico realmente a misura d’uomo. Operando su terreni di proprietà demaniale, utilizzando concessioni del solo diritto di superficie si potrebbero limitare i costi di produzione e fornire abitazioni a basso costo. La proprietà acquisita tramite MUTUO SOCIALE sarebbe economicamente inerte, non potrebbe insomma essere oggetto di alcun tipo di speculazione.
Rivendicare con forza poi l’assoluta irrinunciabilità del criterio della PREFERENZA NAZIONALE ci sembra, alla luce dei numeri sopraesposti, assolutamente necessario. Le case popolari vanno assegnate agli Italiani.
FORZA NUOVA in Veneto non mancherà nei prossimi mesi di proseguire in questa battaglia di Giustizia Sociale al fianco del Popolo Italiano.

MASSIMILIANO TIOZZO
Forza Nuova Veneto