Mossa a sorpresa del ministero, che "brucia" la candidatura
del diessino Petruccioli. L'Unione insorge: non lo voteremo
Rai, il Tesoro indica
Monorchio presidente

ROMA - Colpo di scena a Viale Mazzini: il nuovo presidente della Rai indicato dal Tesoro non è, come dicevano le indiscrezioni, il diessino Paolo Petruccioli, ma - a sorpresa - Andrea Monorchio, ex ragioniere generale dello Stato.
E' lui infatti, insieme a Angelo Maria Petroni (vicino a Forza Italia), uno dei due consiglieri designati oggi dal dicastero, principale azionista dell'azienda. Ma l'opposizione già annuncia battaglia: "Non lo voteremo", dicono, in rapida successione, Ds, Margherita e Rifondazione comunista. Almeno su questo punto, dunque, l'Unione si dimostra compatta. E di fatto boccia la candidatura: il presidente della Rai deve infatti essere eletto dalla Commissione di vigilanza con i due terzi dei voti.

Una decisione, spiegano i leader del centrosinistra, che non è un giudizio negativo sulla persona, ma sulle modalità della scelta. Motivazioni esposte in un documento a firma di tutta l'Unione, e che il diessino Luciano Violante sintetizza così: "Rispetto per la persona Monorchio. Metodo inaccettabile. Votiamo contro".

Il riferimento è alla rottura delle trattative tra maggioranza e opposizione, che stavano discutendo insieme della nomia ai vertici Rai si Petruccioli (attuale presidente della commissione di Vigilanza). Segnali di incomprensione, in questo senso, c'erano già ieri: quando ancora circolava con insistenza il nome dell'esponente della Quercia, Romano Prodi aveva attaccato duramente la Cdl, accusandola di non accettare altrettanta concertazione sul nome del direttore generale. E oggi, dopo l'indicazione di Monorchio, l'entourage del Professore fa sapere che non ci sono più stati contatti con la maggioranza, dopo la rottura delle trattative di ieri.

Invece Mario Landolfi, ministro delle Comunicazioni, si dichiara entusiasta dell'ex ragionere generale: "Una scelta felice, incontestabile e di garanzia", afferma. Liquidando il "no" sulla sua candidatura annunciato dall'Unione come come "un regolamento di conti della sinistra".

Quanto alla motivazione ufficiale sulla designazione, la nota diffusa da via XX settembre recita così: "Nel proporre la designazione a Presidente della Società, il ministero ritiene che per le sue doti di esperienza e di dedizione al servizio pubblico, Monorchio soddisfi pienamente i requisiti di competenza e garanzia richiesti dal ruolo".

(31 maggio 2005)