Cho lo dice a Moody's' che per fa contenti i Mortadella's Boys deve dire che siamo un paese povero?
"CONTI PUBBLICI: MOODY'S, IL RATING NON E' SOTTO PRESSIONE
BRUXELLES - Il rating italiano ''non e' sotto pressione'' e l'aumento ''molto contenuto'' del debito pubblico non e' in grado di intaccarlo. Lo ha dichiarato all'Ansa Sara Bertin, l'analista di Moody's che pochi giorni fa ha incontrato il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. Il giudizio dell'agenzia americana per l'Italia attualmente e' 'Aa2' con outlook 'stabile'.
L'analista preferisce non sbilanciarsi sui contenuti del colloquio avuto con il presidente del Consiglio, rispondendo con un cortese 'no comment' a una domanda in proposito, ma spiega che il motivo per cui il rating non solo non e' variato, ma non e' neppure in fase di revisione, e' che ''le probabilita' di default (fallimento, ndr) dell'Italia nelle ultime settimane non sono aumentate''.
Esattamente una settimana fa, Eurostat ha rivisto al rialzo, oltre il 'tetto' del 3%, il rapporto deficit-pil dell'Italia sia per il 2004 che per il 2005, elevando nel contempo anche il dato relativo al rapporto debito-pil. Anche l'Istat, poco dopo, era intervenuta sui conti pubblici italiani alzando il deficit al 3,2% del prodotto interno lordo nel biennio 2003-2004. Nel primo trimestre del 2005, inoltre, l'Italia ha registrato una sensibile contrazione del pil (-0,5%), cadendo cosi' in una recessione 'tecnica', essendo l'economia arretrata anche negli ultimi tre mesi dell'anno scorso.
''Questi dati, in realta', non sono una vera novita''', puntualizza l'analista di Moody's, poiche' e' risaputo che l'Italia cresce poco e ha problemi sul fronte dei conti pubblici. ''Ma il trend, anche alla luce degli ultimi dati, e' stabile, ossia non e' peggiorato ne' migliorato'', prosegue Bertin, rimarcando che l'Italia, anche se ''attraversa un periodo di bassa crescita, resta comunque un paese molto ricco''.
''Il rating, pertanto, non e' sotto pressione'', argomenta l'analista francese, aggiungendo che ''l'aumento del debito (dovuto alle riclassificazioni di Eurostat, ndr) e' molto contenuto e non e' in grado di influenzarlo''. Restano, tuttavia, problemi nel medio e lungo termine, ha concluso Bertin, spiegando che la strategia che punta sulla vendita di asset pubblici per finanziare il debito non e' sostenibile troppo a lungo.
Quanto alle misure finanziarie concrete che il governo potrebbe eventualmente decidere di adottare, Bertin preferisce non commentare l'ipotesi di una manovra-bis, spiegando che non e' suo compito dare indicazioni in proposito. Anche riguardo all'eventualita' di un ulteriore taglio dell'Irpef l'analista non si sbilancia, rimarcando tuttavia come ''la dottrina spieghi che una riduzione delle tasse sul reddito normalmente non ha effetti molto consistenti sulla crescita economica, a differenza invece di un taglio delle tasse sulle aziende, come per esempio l'Irap''.
"...''Ma il trend, anche alla luce degli ultimi dati, e' stabile, ossia non e' peggiorato ne' migliorato'', prosegue Bertin, rimarcando che l'Italia, anche se ''attraversa un periodo di bassa crescita, resta comunque un paese molto ricco''.
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/...859201053.html
Come detto in altro 3D, abbiamo problemi..mas retiamo pur sempre un paese ricco.




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