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Discussione: Cuore divino di Gesù

  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Cuore divino di Gesù



    Amici...
    il mese di Giugno è il mese dedicato al Cuore di Gesù, vorrei offrirvi alcune meditazioni.......
    AMOR CON AMOR SI PAGA........

    Fraternamente Caterina LD

    Cor Jesus
    Obediens usque ad mortem
    Factum

    Pensando che Dio è buono,
    anche se permette il dolore,
    in tutte le pene
    che quest'oggi soffrirò,
    vedrò un segno di amore,
    non di castigo.

    *******
    Gesù aveva promesso a santa Margherita Maria: «Io regnerò, nonostante tutti i miei nemici». Esistono dunque nemici del Sacro Cuore? E quali sono?

    facciamo questo esame di coscienza......

    Due caratteristiche segnano la forma di amore al Sacro Cuore che si diffuse dalle rivelazioni di Paray-le-Monial: la «consacrazione» e la «riparazione».

    Ma che significa riparazione?

    La riparazione è un atto che intende ristabilire la gloria dovuta a Dio, ripristinandone l’integrità offesa dalle colpe degli uomini; è il risarcimento di un danno spirituale arrecato dall’ingratitudine umana verso l’Amore divino76. In questo modo, il fedele non fa che imitare Gesù Cristo, primo e principale Riparatore: con la sua Incarnazione e Passione, infatti, Egli ha offerto se stesso in riparazione del Peccato originale e dei peccati attuali dell’ umanità, placando la sete di giustizia del Padre. Oggi, il fedele è tenuto a unirsi alla riparazione offerta da Gesù al Padre, ma deve anche riparare a sua volta le offese fatte a Cristo stesso, trascurato e disprezzato dagli uomini che ha redento. La riparazione può essere fatta con le intenzioni, con gli affetti e con le opere. Siccome il peccato è un male che colpisce anche l’umanità e la Chiesa, esso richiede una riparazione a beneficio dell’una e dell’altra. Ecco perché l’Apostolo esorta i fedeli a «completare nella propria carne quello che manca ai patimenti di Cristo, in favore di quel suo Corpo che è la Chiesa» (Col.,1,24).

    Un esempio di offerta riparatrice ci venne dato dalla stessa Margherita Maria in questi termini: «Gesù mi fece capire che la preghiera a Lui più gradita era quella di chiedere in suo nome le seguenti cose. La prima: offrire all’eterno Padre le sovrabbondanti soddisfazioni rese alla sua giustizia da Gesù sull’albero della Croce per i peccatori, supplicandolo di rendere efficace il suo prezioso Sangue a vantaggio di tutte quelle anime colpevoli alle quali il peccato ha dato la morte, affinché, risuscitate alla grazia, potessero glorificarlo in eterno. La seconda: offrirgli gli ardori del suo divin Cuore, per compensare la tiepidezza di tante anime del suo popolo eletto77, timorose di darsi completamente a lui; e pregarlo, per quell’amore ardente che lo ha portato alla morte, di scaldare il loro tiepido cuore e infiammarle del suo amore, affinché Egli venga amato in eterno»78.

    E che significa consacrazione?

    La consacrazione è un atto che, offrendo una cosa a Dio e destinandola al suo culto, la separa dal mondo profano dandole una funzione e un valore che la sottrae agli usi comuni. Si possono consacrare non solo cose, ma anche persone, famiglie, istituzioni, popoli, l’umanità intera. Chi si consacra si fa paladino dei diritti di Dio e, proprio per questo, si sente incitato a intraprendere l’austera via della lotta e del sacrificio. La consacrazione serve a riaffermare la divina sovranità sul creato, riservando a Dio una parte eletta come «primizia» e ricordando all’ uomo ch’egli deve finalizzare tutto a Dio e restaurare tutto in Cristo79.

    Consacrarsi al Sacro Cuore vuol dire quindi offrirsi totalmente al Redentore, destinandosi al culto della sua Carità. La prima consacrazione al Cuore di Gesù venne fatta dalla stessa Margherita Maria e dalle novizie del suo convento, nel 1685.80

    Nelle rivelazioni a Margherita Maria, come abbiamo visto, il Sacro Cuore ha chiesto di consacrargli non solo le anime ma anche le famiglie, le altre istituzioni sociali, le nazioni. Queste consacrazioni sono atti che hanno un gran potere di riparazione e di testimonianza. Ecco perché dalla devozione al Sacro Cuore sorse un vasto movimento ecclesiale che promosse una lunga serie di consacrazioni. Questo movimento non fu subito accettato, anzi dovette soffrire incomprensioni e perfino persecuzioni, anche da parte di gente pia ma diffidente. Alla fine trionfò durante il XIX secolo, che anche per questo venne chiamato «il secolo del Sacro Cuore».

    Pio XI rievocherà lo slancio verso le consacrazioni in questi termini: «Per colpa delle trame degli empi, si era giunti al punto di disprezzare l’imperio di Cristo e di dichiarare pubblicamente guerra alla Chiesa, usando leggi e mozioni popolari contrarie al diritto divino e naturale, e facendo proclamare ad intere assemblee : “Non vogliamo che Costui regni su di noi!” (Lc.,19,14). Ma allora, mediante queste consacrazioni, eruppe per forte contrasto l’unanime grido dei devoti del Sacratissimo Cuore, per rivendicarne la gloria e difenderne i diritti, proclamando: “Bisogna che Cristo regni!” (1Cor.,15,25) e “Venga il tuo Regno!” (Mt.,6,10), (...) allo scopo di stringere tutti i popoli nel Cuore del Re dei re e Sovrano dei sovrani»81.

    La consacrazione delle famiglie
    La consacrazione delle nazioni al Sacro Cuore era difficile da ottenere, a causa della opposizione fatta dalla politica laicista. Varie associazioni cattoliche promossero allora la pratica della consacrazione delle famiglie. Essendo la società composta di famiglie, se queste si consacrano in gran numero al Cuore divino, mediante esse la società stessa si affida al Redentore. Se i capi di Stato rifiutavano la divina richiesta, i capi di famiglia l’accoglievano82.

    Verso la fine del secolo XIX, l’associazione Apostolato della Preghiera propose un vasto movimento di riparazione mediante la pubblica consacrazione delle famiglie al Sacro Cuore oltraggiato. Nonostante l’opposizione del mondo culturale, della stampa e perfino dei cattolici liberali, l’iniziativa ebbe grande successo: in un solo anno oltre 2 milioni di famiglie si consacrarono, delle quali mezzo milione in Francia e 400.000 in Spagna. Il 15 ottobre 1890, l’associazione consegnò al convento di Paray-le-Monial 35 volumi contenenti le consacrazioni, firmate dai capi di famiglia.

    Una pratica di pietà molto diffusa fra i fedeli era quella d’ «intronizzare» nelle famiglie una immagine del Sacro Cuore. Essa faceva parte di un insieme d’iniziative nate intorno alla devozione al Sacro Cuore, animate da un comune spirito di riparazione e consacrazione83. Questa usanza derivava dalla promessa fatta da Gesù stesso a santa Margherita Maria, quando le disse: «Porterò la pace nelle famiglie; (...) benedirò i luoghi nei quali l’immagine del mio Cuore verrà esposta e onorata».

    La ragione di questa pratica è semplice. Se la famiglia è moralmente sana, essa trasmetterà moralità alle altre società ed alle istituzioni civili; ma se è corrotta, essa contagierà tutte le altre società che influenza. L’intronizzazione del Sacro Cuore nei focolari mira a preservare e perfezionare la fede e le virtù delle famiglie e, in questo modo, dare un contributo importante alla santificazione e alla moralizzazione della società civile.

    Questa pratica venne rilanciata all’inizio del XX secolo dal sacerdote peruviano Mateo Crawley-Boevey (1875-1961). Dopo un pellegrinaggio sulla tomba di Margherita Maria, egli si propose di organizzare un movimento di rigenerazione delle famiglie mediante la devozione al Sacro Cuore, promuovendo una pratica che facesse di Gesù un vero Re dei focolari, nella prospettiva di restaurare in questo modo la sua regalità sociale. Egli sottomise il suo piano dapprima ai suoi superiori e poi a san Pio X, che lo esortò a dedicare la sua vita «a questa opera di salvezza sociale». Stabilitosi in Cile, egli vi fondò nel 1927 l’Opera dell’ Intronizzazione del Sacro Cuore, che rapidamente si diffuse nel mondo intero84.

    Benedetto XV, in una lettera del 27 aprile 1915 al padre Crawley-Boevey, afferma che la consacrazione delle famiglie al sacro Cuore è una pratica quantomai necessaria al nostro tempo: «I colpi del nemico mirano principalmente alla società familiare. Poiché questa contiene, come in germe, i princìpi della società civile, essi ben comprendono che quella trasformazione, o meglio corruzione, della società politica deriverà necessariamente dalla corruzione della società domestica, una volta che ne avranno guastato i fondamenti»85. In un’altra lettera, datata 16 gennaio 1919, inviata a nome di Benedetto XV dal cardinale van Rossum al padre Kapteinm, s’insiste su questo concetto: «Soprattutto riteniamo importante che non si faccia una superficiale consacrazione della famiglia al Sacro Cuore, una festicciola domestica che forse verrà presto dimenticata; ma desideriamo che Gesù venga veramente posto su un trono al centro della vita familiare»86.

    Nel Diploma Ufficiale dell’ Intronizzazione, sottoscritto dalla famiglia che ha deciso di praticare questa devozione, si legge: «Con questo atto, solenne espressione di sincero amore e riparazione, noi sottoscritti vogliamo: proclamare un ufficiale riconoscimento della Regalità di Gesù Cristo, nostro Signore e Maestro; promettere l’incondizionata osservanza dei Comandamenti di Dio e della Santa Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana; difendere gli assoluti diritti di Dio dalle sacrileghe violazioni compiute da individui, famiglie e nazioni; sottometterci interamente all’ infallibile autorità del Sommo Pontefice»87.

    Per alimentare i buoni propositi che accompagnavano la consacrazione del focolare, il manuale del movimento consigliava alla famiglia la preghiera in comune la sera davanti all’immagine del Sacro Cuore; la pratica dell’Ora Santa ogni venerdì, o almeno ogni primo venerdì del mese; la confessione e comunione frequente, fatta con intenzione riparatrice. Noi possiamo aggiungere la pratica del Rosario in famiglia, una delle più atte a mantenere lo spirito di fede, necessaria specialmente in questi tempi tempestosi per il focolare domestico.

    La pratica dell’ intronizzazione del Sacro Cuore non è limitata alla famiglia, ma può essere estesa alle altre società e ambienti: scuole, uffici, fabbriche, sindacati, ospedali, carceri, ecc.

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    Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù

    Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, a gloria del Divin Padre. Amen

    Atto di Consacrazione al Sacro Cuore
    Il tuo Cuore, o Gesù, è asilo di pace, il soave rifugio nelle prove della vita, il pegno sicuro della mia salvezza. A Te mi consacro interamente, senza riserve, per sempre. Prendi possesso, o Gesù, del mio cuore, della mia mente, del mio corpo, dell'anima mia, di tutto me stesso. I miei sensi, le mie facoltà, i miei pensieri ed affetti sono tuoi. Tutto ti dono e ti offro; tutto appartiene a te. Signore, voglio amarti sempre più, voglio vivere e morire di amore. Fa o Gesù, che ogni mia azione, ogni mia parola, ogni palpito del mio cuore siano una protesta di amore; che l'ultimo respiro sia un atto di ardentissimo e purissimo amore per te.
    Amen!
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

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  2. #2
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    Prima di congedarsi dai 25.000 pellegrini presenti in san Pietro per l'udienza del mercoledì, il Papa ha ripreso la parola per salutare in modo particolare i giovani, i malati e gli sposi novelli. Fuori dal protocollo ha detto:

    “Iniziamo proprio oggi il mese di giugno, dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Soffermiamoci spesso a contemplare questo profondo mistero dell’Amore divino”, ha detto loro.

    “Voi, cari giovani, alla scuola del Cuore di Cristo imparate ad assumere con serietà le responsabilità che vi attendono”, ha raccomandato.

    Rivolgendosi ai malati, alcuni dei quali si trovavano nelle prime file, il Pontefice ha invitato a trovare “in questa sorgente infinita di misericordia il coraggio e la pazienza per compiere la volontà di Dio in ogni situazione”.

    “E voi, cari sposi novelli, restate fedeli all’amore di Dio e testimoniatelo con il vostro amore coniugale”, ha concluso.

    E’ possibile visitare il Santuario di Paray-le-Monial su http://www.sanctuaires-paray.com.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
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    Quel «banchetto» che nutre di perfezione


    Di Giacomo Ruggeri

    www.avvenire.it


    Da un cuore grande, nasce un grande amore. E l'eloquenza del Vangelo che addita i «piccoli», ovvero, coloro che si fidano e affidano alla misericordia di Dio Padre, che Gesù indica come i miti e gli umili di cuore, capaci di essere recettori della santità, dono di Dio. Ed è proprio così, perché per accogliere Dio come Pane eucaristico, bisogna farsi piccoli, quasi a dire con l'espressione di un noto teologo, «il tutto nel frammento». Questa totalità, quale l'Eucaristia, ha nutrito nei secoli i fedeli di ogni parte del mondo, in particolare modo alcune figure di sacerdoti che, nel momento di consegnarsi all'amore del cuore di Gesù, hanno ricevuto grande nutrimento dal cibo eucaristico.
    Uno di questi è il francescano san Pasquale Baylon, che nel 1540 rinunciando ad una ricca eredità, scelse la ricchezza della donazione totale a Dio. Ebbe un grande amore per l'Eucaristia al punto che san Leone XIII, nel 1897, lo dichiarò patrono delle opere eucaristiche e dei congressi eucaristici.

    Viene chiamato il «Serafino dell'Eucaristia», di questa grande devozione ci sono pervenuti i suoi pensieri personali e preghiere, che aggiungeva alle raccolte di scritti su temi eucaristici che meditava. Una meditazione nata in modo particolare nel silenzio del lavoro umile e quotidiano che svolgeva.

    San Pasquale compose un piccolo libro di definizioni e sentenze sulla reale presenza di Gesù nell'Eucaristia e la sua appassionata devozione per l'Eucaristia, ha ispirato nei secoli i tanti artisti che l'hanno raffigurato, infatti egli compare sempre nell'atto di adorare l'ostensorio.
    Altra figura alquanto affascinante è sant'Alberto Chmielowski, polacco, pittore e artista del 1800 che amava spesso ripetere che «per servire Dio bisogna dedicare a lui l'arte ed il talento». Un servizio che in sant'Alberto si è riversato nei poveri ammassati nei cosiddetti posti di riscaldamento o dormitori pubblici di Cracovia e decise di venire loro in aiuto. Per amore verso Dio e verso il prossimo, Chmielowski rinunciò al successo dell'arte, al benessere materiale, agli ambienti aristocratici e decise di vivere tra quei poveri, per sollevarli dalle loro miserie morali e materiali. Nella loro dignità calpestata scoprì il volto oltraggiato di Cristo.

    Spesso ripeteva che «bisogna essere buoni come il pane e che ognuno può prendere per soddisfare la propria fame». La forza per svolgere la sua attività l'attinse dalla preghiera, dall'Eucaristia e dall'amore per il mistero della croce.
    Una croce che, nel sacerdote sant'Annibale Maria Di Francia, fondatore dei «Rogazionisti» e delle «Figlie del Divino zelo», ha trovato il connubio in vocazione e pane eucaristico, quale alimento di ogni donazione a Dio.

    Giovanissimo, Annibale, mentre era in adorazione dinanzi all'Eucaristia, sentì chiara la vocazione al sacerdozio, che egli stesso definì «improvvisa, irresistibile, sicurissima». Il suo motto «Rogate», dal 1800 ad oggi è una semente che non smise mai di seminare e che Dio fece crescere nell'ottica dello stupore e della fecondità; coltivò e predicò l'amore per la parola di Dio, per l'Eucaristia, per la Vergine Maria.


    E dall'Italia passiamo al Messico con la bella figura di san José Maria Robles Hurtado, che ha svolto il suo ministero quando le condizioni della Chiesa nel Messico furono estremamente difficili, specialmente dopo l'entrata in vigore, il 5 febbraio 1917, della nuova Costituzione anticlericale e antireligiosa. Qualche giorno prima di uscire dalla prigione per essere ucciso don José Maria, scrisse una poesia con i suoi ultimi desideri: «Desidero amare il tuo Cuore, Gesù mio, con partecipazione totale, desidero amarlo con passione, desidero amarlo fino al martirio. Con l'anima ti benedico, mio Sacro Cuore; dimmi: Si arriva all'attimo della felice ed eterna unione?».

    Santi che hanno fatto dell'Eucaristia, il profumo della loro vita.

    ************************
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 

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