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«Partiti silenziosi? Ha già deciso Roma»
Il radiologo sassarese: solo il Wwf ha capito subito e ha inserito la battaglia nella campagna mondiale
di LUCIO SALIS Vincenzo Migaleddu, radiologo, di Sassari, consulente scientifico del Wwf, è stato tra i promotori del referendum per l'abrogazione della legge regionale che permette l'importazione dei rifiuti tossici, come i fumi di acciaieria utilizzati dalla Portovesme srl. Da sempre in prima fila nelle battaglie per la tutela dell'ambiente, l'anno scorso ha coordinato i prelievi e le analisi sulle alghe dell'arcipelago de La Maddalena, sulle quali il laboratorio francese Criirad rilevò elevati valori di Torio. Dottor Migaleddu, un referendum sotto traccia quello sui rifiuti. Se n'è parlato pochissimo. Come mai? «Perché, purtroppo, molti partiti che non hanno né la testa né le gambe in Sardegna hanno difficoltà a collegarsi coi problemi reali dell'Isola. Ma questo non significa che non partecipino: alcuni hanno avviato un dibattito, rispetto al referendum, che mi pare fruttuoso». Un po' fuori tempo massimo, tranne i sardisti. «Perché non avevano bisogno di elaborazioni mandate da fuori. Il Wwf invece (che non è un partito) ha subito recepito l'istanza locale a livello nazionale, sia riguardo al supporto scientifico che legale. E l'ha inserita nella campagna mondiale "Detox"». Non crede che si sarebbe dovuta pronunciare anche la Giunta regionale? «La Giunta si è già espressa nel momento in cui ha accettato il referendum, nonostante manovre per tentare di rinviarlo». Anche le segreterie regionali dei sindacati ne hanno parlato solo mercoledì scorso. «Perché forse contavano sull'oscuramento». Gli operai di Portovesme sono molto preoccupati per la loro sorte. «Devono capire che questa è una battaglia per rivalutare, sotto il profilo sanitario, la condizione del Sulcis. È il sito che dismette nelle acque il 20,6 per cento del cadmio a livello europeo. Un triste record, perché il cadmio è un metallo pesante, cancerogeno, come tutti gli altri contenuti nel fumi di acciaieria. Nell'ultimo rapporto tossicologico del dipartimento della sanità degli Stati uniti il cadmio è indicato come carcinogeno umano. Può produrre tumori polmonari, prostatici e della vescica». La Sardegna sembra condannata a vivere sotto il ricatto dell'occupazione. «Questo referendum non è contro gli operai, ma a favore della loro salute, perché la dignità del lavoro è al primo posto e non si baratta. Gli operai devono essere coscienti della situazione di inquinamento presente sia nel loro luogo di lavoro che nel territorio. E devono essere i protagonisti della bonifica. Senza avere paura per il posto di lavoro, perché il loro futuro dovrà essere destinato non più all'inquinamento ma alla bonifica. Ma tengano presente che c'è sempre qualcuno cui conviene più sporcare che pulire». Che rapporto c'è tra questo referendum e le scorie nucleari? «Come Wwf abbiamo elaborato un dossier sulla base di informazioni raccolte presso i carabinieri del Noe e il Sisde. E è emerso che il commercio di rottami ferrosi provenienti dai paesi dell'Est europeo, dove sono stati smantellati impianti nucleari, ha favorito l'introduzione nelle fonderie di elementi contaminati da radiazioni. Questo rappresenta un grave pericolo, soprattutto se si mantiene una legge troppo permissiva sul trasporto di scorie di fonderia». Ma alla Portovesme srl c'è un portale proprio per il controllo delle radiazioni». «Solo dal maggio del 2004 e questo non può non crearci angoscia per il passato». Le risulta che in qualche acciaieria sia stato trovato materiale radioattivo? «Ci sono stati tanti casi, il più recente è del 13 gennaio 2004, presso l'acciaieria AFV Beltrame di Vicenza. Dove, insieme ai rottami di ferro, è stata fusa una fonte radioattiva di Cesio 137, creando fumi contaminati a livello di 25 mila bequerel al kilogrammo». C'era un portale di controllo? «C'era in entrata e in uscita. Questo dimostra che i portali non rappresentano una garanzia assoluta. Fortunatamente la Beltrame ha denunciato l'incidente. Ma quanti possono esserne capitati senza che se ne sapesse niente?. E bisogna considerare che il fumo di acciaieria è tossico a prescindere dalle contaminazioni radioattive. Contiene zinco, piombo, cadmio, mercurio nikel, vanadio, arsenico, birillio, rame e cobalto». Dopo la lavorazione, quale parte dei fumi finisce in discarica? «La quantità di piombo e zinco che si ricava oscilla tra il 7 e il 15 per cento. Diciamo che se si arrivasse a smaltire 300 mila tonnellate annue di fumi, arriverebbero in discarica 250 mila tonnellate di residui. In dieci anni, sarebbero due milioni e mezzo di tonnellate, bisognerebbe riempire di scorie tutta la Sardegna».
06/06/2005




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