Come previsto un personaggio di secondo piano, un chairman.
Speriamo ci sorporenda e dia il via ad un approccio un po' più entusiastico nella costruzione dell'UE
BRUXELLES - Alla fine è stato raggiunto un accordo tra i leader europei. Il premier belga Herman Van Rompuy è stato nominato presidente stabile dell'Ue, mentre la commissaria Ue al commercio estero Catherine Ashton è stata nominata Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione e vicepresidente della Commissione europea (in pratica è il nuovo ministro degli Esteri dell'Unione, vale a dire il cosiddetto «Mr. Pesc»).
L'indicazione della Ashton, la più travagliata, si era consolidata solo quando aveva trovato in precedenza concordi i leader del Partito socialista europeo. Facendo tramontare le candidature di Massimo D'Alema e del ministro degli Esteri britannico David Miliband. La scelta di Van Rompuy e Ashton è però solo un’indicazione politica, benchè definitiva, e dovrà essere ratificata dal 1 dicembre quando entrerà in vigore il Trattato di Lisbona, che introduce queste nuove figure. Probabilmente si procederà con una «procedura scritta, cioè una serie di lettere dei capi di Stato e di governo dell’Ue nelle quali formalmente si designeranno queste due persone».
LE DICHIARAZIONI - «Anche se mi è difficile lasciare la guida del mio Paese, accetto la decisione e ringrazio dell'onore. Assumerò l'incarico con entusiasmo» ha dichiarato Van Rompuy. «Sono onorata e privilegiata» per l'incarico assegnato ha detto Catherine Ashton.
CANDIDATURE - L'indicazione dei capi di governo europei oltre a quella di D'Alema ha fatto venire meno anche le ambizioni dell'ex premier britannico Tony Blair al posto di presidente del Consiglio europeo.
D'ALEMA - «Faccio i migliori auguri alle persone che sono state nominate. E' stato un onore essere stato candidato per un incarico così prestigioso in un momento così importante per l'Europa» ha successivamente sottolineato Massimo D'Alema, in una nota, poco dopo il tramonto della sua candidatura.
Van Rompuy nominato presidente Ue, la Ashton è il nuovo ministro degli Esteri - Corriere della Sera
Una cosa depone parecchio a suo favore: è contrario all'ingresso della Turchia.




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Almeno si è fatto una credibilità gestendo bene la crisi politica in Belgio. 
