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Discussione: Da un libro del 1868

  1. #1
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    Predefinito Da un libro del 1868

    A SANT’ARDOVINO

    Eterno Padre, noi prostrati umilmente d’innanzi al trono della vostra Divina Maestà, v’offeriamo quella vivissima fede che ebbe il nostro Patrono Sant’Ardovino, per la quale abbandonò ogni grandezza terrena per attendere a servire voi solamente e guadagnarsi la gloria beata.
    Per questa fede vi preghiamo ad accrescere la nostra, perché distaccati coll’animo da tutte le cose del mondo, aneliamo solo ai beni del paradiso.
    Pater, Ave e Gloria.
    Eterno Verbo che v’incarnaste di Maria sempre Vergine, v’offeriamo quell’eroica speranza ch’ebbe il nostro Patrono Sant’Ardovino, per la quale, meditando continuamente la Vostra passione, fu preso da tanto amore del patire per comperarsi in Cielo quell’alto seggio di gloria che aspettava. Per questa speranza vi supplichiamo a fortificare la nostra per aver modo che amando con Voi di patire in terra, veniamo molto alto a godere con Voi in Cielo.
    Pater, Ave e Gloria.
    Eterno Spirito Santo noi v’offeriamo quella carità ardentissima che voi accendeste in cuore al nostro Patrono Sant’Ardovino, per la quale in ultimo tra noi non sospirava che il bene di tutti, e ardeva di desiderio d’andare presto in Paradiso ad amare perfettamente il suo Dio. Per questa carità vi scongiuriamo, ad accendere la nostra in guisa che noi non aspiriamo in terra ad altro che ad esercitare l’opere di misericordia verso il nostro prossimo, e ad andare un giorno ad amare Iddio perfettamente co’ Beati nella Gloria.
    Pater, Ave e Gloria.

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  2. #2
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    ORAZIONE

    Gloriosissimo nostro Patrono Sant’Ardovino, noi vi preghiamo per il vostro disprezzo del mondo, per l’amore che aveste alla Croce di Cristo, per la carità ardente che nutriste verso de’ prossimi, ad impetrarci dal Signore queste belle virtù. Ma poiché non possiamo tranquillamente attendere ad esse, senza quello che ci fa di bisogno alla vita temporale, vi supplichiamo per tutte quelle grazie delle quali nel corso di questo mortale pellegrinaggio ci faranno mestieri, e specialmente di quella che al presente ci è tanto necessaria. O caro Santo Ardovino la carità in Cielo è più perfetta, dunque otteneteci quel che vi domandiamo, e fate che la nostra speranza in voi non rimanga fallita. Questa grazia da Voi speriamo e domandiamo a gloria del Divin Padre, a gloria del Divin Verbo fatto uomo, a gloria del Divino Spirito, che crediamo essere in tre distinte persone un solo Eterno Dio. E così sia.

    Ora pro nobis Sancte Ardovine.
    Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

    Oremus

    Deus qui Beatum Ardovinorum Sacerdotem et Confessorem tuum nobis dedisti Patronum, tribune quaesumus ut ejus semper muniamur ausilio, cujus sacra solemnia celebramus. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

  3. #3
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    A SANT’ARDOVINO PER LA LIBERAZIONE DAL COLERA

    Gloriosissimo Sant’Ardovino, che nelle maggiori nostre necessità, e nei più gravi pericoli della vita, ne impetraste dal Cielo i più cari conforti, e le più sode consolazioni; Deh! Non ci abbandonate al presente, mentre noi clienti vostri, e vostri divoti pieni di fiducia nel vostro patrocinio, ed insieme uniti in un sol voto a voi ricorriamo nel presente pericolo mettendo nelle vostre mani la nostra vita, e quella de’ nostri prossimi. Interponete perciò presso il trono della Divina misericordia le vostre efficaci preghiere a pro di noi miserabili. E come altra volta ammorbata da aria pestifera questa città voi mirabilmente la liberaste, così rinnovate anche adesso le prove del poter vostro, e stendendo il vostro braccio Taumaturgo benedite la nostra Città e tenete lungi da essa il morbo Colerico, ed ogni altro castigo che ci hanno meritato i nostri peccati, se così piace a Sua Divina Maestà. Ma prima impetrateci amare lagrime di sincera penitenza, e cacciate dal nostro cuore il peccato vera peste dell’anima che provoca la giustizia Divina, affinché riconciliati con Dio, e sicuri da ogni timore, il resto della vita per voi salvata riconoscenti spendiamo alla maggior Gloria di Dio. Così sia.
    Pater, Ave.

  4. #4
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    grazie! ci posti qualche notizia su sant'Ardovino?

  5. #5
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    Uhm... il libro me l'hanno dato oggi pomeriggio. Comunque, essendo il Patrono del mio paese, qualcosina la so. Cosa t'interessa in particolare?

  6. #6
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    Predefinito Vita di Santo Ardovino di Michele Tavani

    CAPO PRIMO - Patria, nascita, ed educazione di S. Ardovino

    In Inghilterra nel cadere del secolo sesto e sull’entrare del settimo della nostra salute, venne alla luce da agiati e pii genitori S. Ardovino nella città di Silions. Accadde a quei giorni che S. Gregorio Magno Sommo Pontefice vedesse in Roma certi uomini che erano Inglesi; e così guidandolo lo Spirito Santo, parendogli molto belli e buoni, domandò di che luogo fossero. Vennegli subito risposto nell’idioma Latino, che allora era in uso, essere quegli uomini di nazione Angli: al che riprese l’uomo di Dio: “non sono altrimenti Angli, ma eglino sono veramente Angeli” e senza più mandò al suo Monistero di S. Andrea1 per Agostino, per Mellito e per Giovanni monaci, e ordinò loro che dovessero andare in quell’isola e piantarvi la fede di Gesù Cristo; poiché non era bene che sì bella e buona gente vivesse più a lungo fuori della Chiesa Cattolica. Quelli ubbidirono, e benedicendo Iddio le loro fatiche tutta quella Nazione trassero nella rete Evangelica, portandola alla vera fede. Così battezzarono ancora nell’infanzia il nostro Protettore S. Ardovino che poi fece tante e si meravigliose cose per amore di Gesù Cristo.
    Or della sua fanciullezza ci rimangono poche cose a dire; ma elleno sono tali da farcelo comparire un’anima eletta e fatta tempio dello Spirito Santo. Conciossiaché egli era2 così vezzoso e bello della persona, e d’indole tanto piacevole, che quella bellezza con questa indole congiunta facevano che egli fosse fa tutti e rispettato ed amato. Ma soprattutto era mirabile il candore della sua purità e modestia e tanto era schivo di qualunque cosa che potesse ancor leggermente esser d’offesa al Signore, che la sua innocenza aveva molto del singolare; di modo che Ardovino era fin d’allora d’esempio a tutti. Non diceva mai bugia, non s’adirava mai, ma con semplicità e pazienza faceva tutte le sue cose, per maniera che in membra puerili sembrava chiudere un senno da maturo d’età. Però egli era così caro a tutti i buoni giovani; ed ai discoli, ovvero gentili, se ve ne aveva, egli era di freno: sicché questi non s’ardivano avvicinarsi a lui. In breve mostrava Ardovino d’aver ricevuto le primizie di quella grazia, cui la fede recentemente abbracciata avea tratta dal cielo in gran copia sull’Inghilterra.
    Cresciuto negli anni i suoi genitori3 lo mandarono per apprendere le lettere alla scuola, ed ebbe a maestri uomini coltissimi non solo in letteratura ed in iscienza, ma quello che più monta in fede ed in pietà esemplarissimi: di maniera che ai precetti che gli davano o di grammatica o di rettorica, ovvero a quello che gl’insegnavano nelle scienze sempre mescevano in mezzo qualche cosa, la quale valesse ad ingenerare disprezzo della gloria vana della vita, a mettere in odio il mondo, ad accendere l’animo del casto amore di Gesù Cristo. Or Ardovino era sì buono scolare, che non solamente faceva profitto nelle lettere e nelle scienze, ma sopra ogni altra cosa faceva conto di tutti quei dotti di spirito; e tenendoli nel suo petto come in serbo, neppure uno ne lasciava cadere, ma tutti diligentissimamente li mandava a memoria. E così di giorno e di notte tutto il tempo che aveva libero dallo studio, lo dava alla meditazione di quelle eterne verità che sole sono proprie dell’uomo; e senza le quali, la scienza, non è altrimenti scienza, ma vanità. E a poco a poco meditando nei precetti del Signore e sulla caducità di queste cose che ci fuggono ad ogni ora, venne egli in breve a tanto disprezzo della vita presente, ed a tanto amore delle virtù, che metteva maraviglia di sé in chiunque lo rimirava. Spiritoso ma non ciarliero, perspicace ma non superbo, come entrava innanzi a tutti nel sapere, così era di tutti il giovinetto più dimesso, più paziente, più amante del Signore, che vi fosse mai.
    Di questo tempo4 avvenne che Ardovino fosse preso dalla bontà e modestia di tre giovani suoi compagni. Si chiamavano questi, Gerardo, Bernardo, e Folco, i quali studiavano insieme con lui. Or vedendoli Ardovino al tutto simili a sé, e nella pietà e nello studio, non si potè tenere dallo stringere amicizia con loro, e trovatili quali egli li voleva incominciò da questo tempo ad essere sempre con essi, finchè la morte non venne a separarli. Con questi egli andava perpetuamente dopo la scuola in quel poco tempo che vi metteva a tornare in casa; chè altra strada non aveva egli giammai appreso che quella, la quale conduceva dalla casa alla scuola e dalla scuola alla casa. E andando, tali erano i discorsi che faceva con quelle tre anime care a Dio della vanità del mondo, del procurare la salute de’ prossimi, e dell’amare Iddio sopra tutte le cose; che quelli si sentivano mirabilmente rapire il cuore a disprezzare la terra, a non curare che Dio solo ed a zelare ardentemente la salvezza delle anime: ed Ardovino dimostrava quello che avrebbe fatto quando fosse stato più maturo d’anni e meglio assodato nella virtù. E di vero quei tre giovanetti non solo crebbero per modo nell’amare il Signore che divennero infine santi; ma la divina provvidenza dispose che seguendo Ardovino nella fuga del mondo, trovassero poi in Italia e popoli che li venerassero e propri paesi, ai quali fossero dati dal Cielo Protettori; come avvenne a S. Ardovino medesimo che li guidava.

 

 

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