"Quegli italiani assediati a Nassiriya"

"Quegli italiani assediati a Nassiriya"
di Marco Mostallino
02 Jun 2005


Cagliari 02 Giugno 2005. Intervista con Domenico Leggiero, 40 anni, responsabile dell'Ossevatorio Militare. Leggiero, pilota dell'esercito, 2000 ore di volo, è i in congedo dall'aprile di quest'anno, è stato sindacalista al Cocer. L'elicottero era in volo notturno e il comando italiano parla di una possibile tempesta di sabbia. Maresciallo Domenico Leggiero, cosa può essere successo? La tempesta per ora è una supposizione, può essere stato anche un errore normale di pilotaggio in navigazione notturna. Bisogna avere più elementi sulle cause della tragedia.

Allora allarghiamo il campo. Quali rischi corrono gli equipaggi degli elicotteri in Iraq?

I rischi di operare in un contesto al limite della guerra: ognuno può metterla politicamente come gli pare, ma che il contesto sia quello non ci sono dubbi".

Ma questa, scusi, è la posizione della sinistra: lei è anche un consigliere comunale di Alleanza nazionale...

Possiamo dividerci su valori e principi: la verità invece non ha colore.

Chiarito lo scenario, torniamo sul campo. In quali condizioni operano i piloti?

C'è un punto che va rispettato. Capire se l'assistenza logistica e operativa è appropriata e se l'addestramento è adeguato. Se questi punti sono rispettati, possiamo parlare di un incidente tragicamente normale. Altrimenti si deve indagare più a fondo.

Indagare dove, tra chi?

Il comandante del Sesto Roa (il reparto dei militari morti, ndr) è uno dei migliori comandanti operativi che l'aviazione dell'esercito possa esprimere, lo conosco personalmente. Ma non dobbiamo confondere tra il compito di un comandante di catalizzare risorse e uomini per gli obiettivi dati, e i compiti di gestione della difesa di fornire a chi opera risorse sufficienti. Altrimenti diventa comodo dire "il pilota ha sbagliato, il comandante ha sbagliato".

Cosa bisogna fare adesso?

Fare quadrato attorno agli uomini sul campo e a chi li comanda e chiedersi se realmente questi uomini e i loro comandanti hanno la possibilità di lavorare in condizioni che rispondono ai requisiti minimi di sicurezza rispetto agli impegni.

Lei conosceva i quattro militari morti sull'elicottero?

Sì, tutti. L'aviazione dell'esercito è una grande famiglia. Ma l'amico con il quale abbiamo volato insieme era Marco Cirillo, un giovane, uno specialista. Marco era anche uno tra quelli che hanno ricevuto l'abilitazione alla macchina (l'Ab412, ndr) solo a gennaio: e ad aprile è stato fiondato in quell'inferno. Adesso bisogna vedere se i parametri addestrativi sono proporzionati all'impegno.

Parliamo dell'impegno. Fonti militari dicono che i nostri sono assediati a Nassiriya. È vero?

Sì.

Perché?

La risposta è nell'analisi di chi è stato coinvolto nell'incidente. Giovani, con poca esperienza sulla macchina ma con tanto entusiasmo e tanta voglia di esprimere la loro professionalità.

Cosa c'è che non va?

Questa condizione fa un po' a botte con la regola generale: sul teatro bellico utilizzare gente con più esperienza, meno entusiasmo e più ossa dure sui terreni.

Perché l'Italia non segue la regola?

Delle due l'una. Formiamo i nuovi sul teatro operativo perché non siamo nella condizione economica di addestrarli in patria. Oppure, ma è un dubbio molto brutto, siamo costretti a utilizzare l'entusiasmo della gioventù per colmare buchi creati da chi ha esperienza ma anche la saggezza dell'anziano che dice "in queste condizioni laggiù non ci vado".

Quante segnalazioni di problemi ricevete dai soldati "laggiù"?

Tantissime. Anzi, ne ricevevamo tantissime.

Perché parla al passato?

Perché l'accesso a http://www.osservatoriomilitare.it è stato filtrato. Il sito è libero, ma l'accesso dall'Iraq alla rete telefonica internazionale non lo è...

Molto chiaro, maresciallo, Anzi, ex maresciallo, giusto?

Giusto, dopo 25 anni sotto naja, duemila ore di volo e due incidenti di volo sono in congedo dall'11 aprile.

Perché?

Perché al mio ritorno dall'incidente avevo una nuova destinazione: reparto logistico dell'esercito, con il compito di contare pedalini.

Marco Mostallino
(Per “Il Giornale di Sardegna” e per “Reporter Associati”) m.mostallino@reporterassociati.org