Blitz nella notte nel più antico centro sociale romano. Accoltellato un giovane militante.
Bernardo parla con un filo di voce e nel letto d'ospedale sembra più esile di quel che è. Un vistoso cerotto copre il taglio, dalla gola fin sulla guancia, ricucito nella notte con sette punti dopo che il ragazzo, 24 anni, aveva perso molto sangue. «Se la lama fosse andata un centimetro più a fondo sarebbe stata una tragedia», dicono i sanitari dell'ospedale Figlie di San Camillo di Tor Pignattara. Nella colluttazione Bernardo ha preso anche una botta alla mascella e una all'arcata sopracciliare. Una risonanza magnetica ha escluso danni più seri ma i medici lo terranno in osservazione per qualche giorno. E' andata bene. Ma l'aggressione della scorsa notte al Forte Prenestino di Centocelle, il centro sociale più vecchio di Roma, rimane di eccezionale gravità. «Erano una ventina, quasi tutti a volto scoperto, pochi rasati e alcuni con mazze e bastoni», raccontano i ragazzi che erano lì, verso l'1,45 della notte tra giovedì e venerdì. Qualcuno ha sentito gridare «duce-duce», altri ricordano solo insulti: «Bastardi, maledetti». Si sono presentati all'ingresso del Forte, dove una festa-concerto volgeva al termine e c'erano poche decine di persone: «Hanno preso a calci il camion che c'è fuori e buttato a terra i motorini. Solo alcuni sono entrati, non tutti». Nessuna resistenza, il Forte è enorme e c'è chi non si è accorto di nulla. Uno degli aggressori ha percorso il tunnel d'ingresso fino alla prima piazza d'armi: «Io ne ho visto solo uno», racconta una ragazza che era insieme a Bernardo, al primo tavolo che si incontra uscendo dal tunnel. Sono tutti e due di Radio Onda Rossa, emittente storica dell'antagonismo romano: Bernardo conduce tutti i mercoledì una trasmissione musicale. «Lui si è alzato, ha cercato di affrontare l'aggressore. A un certo punto è spuntato un coltello - ricorda ancora la ragazza - Sono finiti a terra, è stato un attimo, un colpo da sotto a sopra mentre Bernardo era giù. Poi è scappato di corsa». Lasciando il giovane in una pozza di sangue ancora visibile il giorno dopo, sui sampietrini. L'accoltellatore ha raggiunto il gruppo fuori e sono scappati. Appena il tempo di qualche scazzottata e qualche bottigliata davanti all'ingresso. «In pochi minuti si sono dileguati, quando siamo usciti non abbiamo trovato nessuno». Dalle testimonianze si ricava una descrizione dell'aggressore: «25 anni circa, altezza sul metro e 75, capelli ricci scuri. Vestiva di chiaro, forse indossava una camicetta bianca. Aveva una bandana sul viso ma si è abbassata durante la colluttazione». Qualcuno, se lo rivedesse, potrebbe riconoscerlo.
Sono intervenuti i carabinieri della compagnia Casilino ma il capitano che ha tentato di entrare al Forte è stato (civilmente) respinto. In ospedale i militari hanno ascoltato Bernardo, che ricorda poco ma è stato sentito anche dalla Digos, e fanno fatica a trovare gli altri testimoni. Così le indagini, sottolineano, sono impossibili.
«E' stato un tentativo di omicidio politico, un salto di qualità intollerabile». Alla conferenza stampa ieri al Forte Prenestino sono intervenuti centri sociali, Onda Rossa, il Comitato di quartiere ed esponenti politici di Prc, Verdi, Pdci e Ds, dagli onorevoli Russo Spena, Mascia e Cento fino al presidente del VII Municipio Stefano Tozzi e al consigliere comunale ds Enzo Foschi. Tutti concordi sulla matrice fascista dell'aggressione, che arriva in un clima già teso per via di episodi come la bomba al centro sociale Astra, l'incendio della porta di casa di un militante antagonista di Primavalle e perfino l'aggressione ad un giovane che strappava i manifesti di An al Pigneto, non lontano da Centocelle, da parte dell'attuale vicepresidente del consiglio regionale, Pietro di Paolantonio. E soprattutto perché Forza Nuova aveva indetto un corteo proprio a Centocelle, quartiere popolare di tradizione antifascista, per oggi 4 giugno, 61° anniversario della liberazione di Roma, scatenando tra le altre le proteste dell'associazione partigiani (Anpi).
Giovedì sera la questura ha notificato il divieto al partito di Roberto Fiore, ma intanto erano state programmate contro-iniziative antifasciste (dalle 10 in poi, piazza San Felice da Cantalice) che avranno comunque luogo visto quanto è accaduto al Forte, obiettivo già un anno fa di un'altra «spedizione» fascista. Il divieto del questore fa riferimento al 4 giugno e al carattere «provocatorio» della scelta di una data così significativa, alle manifestazioni «apologetiche del fascismo» di cui Fn si è resa protagonista il 28 maggio in largo Goldoni (anche noi del manifesto siamo rimasti coinvolti nella tensione creatasi sotto la redazione) e infine al rischio di «contrapposizioni» con la prevista iniziativa antifascista.




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