Un terribile amore per la guerra - James Hillman - Adelphi
La guerra, sostiene Hillman in questo libro, è una pulsione primaria e ambivalente della nostra specie. Una pulsione dotata di una carica libidica non inferiore a quella di altre pulsioni che la contrastano e insieme la rafforzano, quali l'amore e la solidarietà. Il presupposto è che, se di quella pulsione non si avrà una visione lucida, ogni opposizione alla guerra sarà vana.
Fuori da ogni suggestione ideologica, Hillman ci riporta all'essenza del problema dell'uomo e della sua possibilità di dominare gli "elementari". La guerra, come l'eros, è una delle forze primordiali che condizionano la natura dell'uomo ed il suo comportamento. In questo, il più grande psicanalista junghiano si lega a studiosi come Konrad Lorenz che, con i suoi studi sull'aggressività, aveva contribuito ad abbattere le impalcature ideologiche che avevano condizionato il pensiero occidentale nell'ultimo secolo. Hillman smaschera l'ipocrisia del pacifismo e la convinzione assolutamente fallace che aggressività, violenza e guerra siano solo sovrastrutture di un mondo fondamentalmente pacifico e buono..... se non ci fossero ovviamente i guerrafondai. La guerra e la sua drammaticità, vengono riportate dentro l'uomo e non fuori (nella società, nella divisione per classi, nella competizione tra Stati, come vorrebbe una superata sociologia marxista). Un grande libro suggestivo e fondamentale per chi vuole cercare di capire oltre le banalità arcobaleno.
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Qualcuno ha letto il libro? Vale la pena leggerlo o è troppo buonista ai danni della sincerità e della verità?




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