Il genocidio perpetrato dagli americani a Falluja
aljazeera.net - al-Watan
sabato, 21 maggio 2005
A Falluja si compì un genocidio che ora l'esercito
statunitense cerca di coprire cremando rapidamente i
corpi dei civili uccisi...
Una fonte militare della NATO, ha rivelato al
quotidiano saudita al-Watan, che nei corridoi
dell'organizzazione atlantica, circolano informazioni
militari, circa la perpetrazione di decine di massacri
collettivi a danno degli iracheni, da parte
dell'esercito statunitente dopo le operazioni militari
contro Falluja.
Secondo la fonte, le informazioni rivelano che gli
americani hanno seppellito i cadaveri degli iracheni
uccisi in fosse comuni, aggiungendovi calce viva ed
altri prodotti chimici per assicurarsi della rapida
decomposizione dei cadeveri, al fine di far perdere,
per quanto possibile, ogni traccia che potesse far
risalire al numero delle vittime. Inoltre, stando a
queste informazioni alcune di queste fosse comuni si
trovano nelle zone desertiche dell'area curda.
La stessa fonte ha, inoltre, assicurato al quotidiano
che esecuzioni collettive e senza processo sono state
eseguite contro decine di sunniti, tra cui anche
minorenni, e che alcuni esperti militari della NATO -
che hanno contribuito ad istituire una accedemia
militare per l'addestramento delle forze irachene -
hanno confermato queste informazioni. Secondo alcuni
documenti a questo proposito, la maggior parte delle
persone uccise erano civili che non detenevano armi né
facevano parte della resistenza irachena.
Allo scopo di smaltire il sovraffollamento nei
carceri, si sono verificate a partire dallo scorso
febbraio - sempre seconda la stessa fonte - operazioni
segrete di deportazione collettiva verso destinazioni
ancora ignote, ma si presume che i deportati siano
stati giustiziati senza processo.
Mentre associazioni europee per la difesa dei diritti
dell'uomo - spiega il quotidiano - cercano di
avvalersi dei rapporti degli esperti della NATO, per
svelare le operazioni dei massacri collettivi e le
fosse comuni, opera delle forze americane, esponenti
militari americani in Iraq, invece, hanno descritto
tali crimini, come "eccessi militari che possono
accadere in qualsiasi guerra".
Washington - sempre secondo l'anonima fonte - si
considera praticamente ancora in stato di guerra,
mentre la maggior parte degli stati europei, ritiene
che gli autori dei crimini, che siano semplici
soldati, esecutori di ordini superiori o esponenti
militari che hanno ordinato o permesso a tali crimini
di verificarsi, devono essere processati e puniti come
criminali di guerra. La fonte, ha anche notato che
ultimamente, organizzazioni per la difesa dei diritti
dell'uomo, hanno chiesto di poter visitare l'Iraq e,
precisamente, le zone dei confini - in una sorta di
missione d'indagine per raccogliere informazioni e
prove sulle esecuzioni collettive - ma le autorità
americane, con la scusa del pericolo che i
rappresentanti di queste organizzazioni corrono, hanno
sempre rimandato la decisione a questo riguardo.
Secondo la stessa fonte, è probabile che gli americani
abbiano spostato i resti delle vittime dalle fosse
comuni attuali ad altre, per cancellare ogni traccia
che possa portare alle prove dei genocidi.
Fonte: aljazeera.net dal quotidiano al-Watan
Tradotto per aljazira.it da Saber Mhadhbi
***
v. anche:
FALLUJA-THE DAY AFTER
Dal settimanale Diario, in esclusiva le immagini della
più grande strage degli americani in Iraq
Questo video è stato girato a Falluja ai primi di
gennaio del 2005, quando la città è stata riaperta
dopo l'attacco americano iniziato l'8 novembre 2004,
denominato "Operazione Al-Fajr" ("l'alba"). È un
documento prezioso perché in quel momento la città era
chiusa alla stampa internazionale.
Il video è stato consegnato al settimanale Diario dal
Centro studi per la democrazia e i diritti umani di
Falluja. Diario ha pubblicato un'ampia inchiesta sulla
battaglia di Falluja il 27 maggio 2005.
"Falluja-The Day After" mostra la completa
devastazione della città irachena, i corpi delle
vittime, le fosse comuni, la riesumazione dei cadaveri
da parte delle squadre di soccorso locali per tentare
il riconoscimento delle vittime. L'ultimo corpo
mostrato dal video è di una ragazza di 14 anni.


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