Leggiucchiando qua e là sull'orticello d'edera del vicino, mi sono imbattuto in schiumose e strampalate farneticazioni del valvassino Nuvolarossa contro Luciana Sbarbati e a difesa di Giorgio La Malfa.
L’inizio è già significativo: il povero amico Alberich che si era garbatamente affacciato alla discussione forte di una sentenza giudiziaria a proprio favore, viene subito aggredito senza troppi complimenti:
“(…) proprio fuori dai denti a me di Dotti, della Sbarbati e di chi gli corre e gli "sbava" dietro non mi interessa proprio nulla”.
In quanto a tolleranza e buone maniere non c’è che dire…. D’altronde il concetto l’avevo già ben presente da tempo.
Poi il nostro comincia la sua penosa scalata allo specchio, a difesa del suo feudatario La Malfa: il ragionamento con cui difende la sua candidatura nelle file di Forza Italia alle scorse politiche è degno di un esperto in labirinti mentali. Ecco cosa dice il valvassino (vale la pena di riportare il pezzo per intero, perché forse qualcuno riesce a trovare il bandolo della matassa):
“perche' cosa ha fatto di sbagliato ... secondo il tuo concetto di etica repubblicana .... nel presentarsi (come Repubblicano) in quella lista ?
... ci sono moltissimi casi di candidati che si presentano in liste che non sono le loro .. ma lo fanno senza ingannare nessuno ... dicendo ben chiaramente la loro posizione e la loro appartenenza ... diverso sarebbe stato se La Malfa si fosse presentato in quota di quella lista dicendo di appartenere a quella stessa forza politica ed in forza di questo chiedere il voto e ... una volta eletto avesse detto... grazie tante del seggiolone ... ora me lo tengo e lo porto a spasso per la penisola.
Il fatto poi che ci si sia presentati in quel modo non e' dipeso da alcuna etica non-condivisa ma dalla situazione contingente... che vedeva a rischio la possibilita' di raccogliere le firme per le liste elettorali ... e (questo si che sarebbe stato contrario all'etica repubblicana) avremmo dovuto ricorrere a farci raccogliere le firme da parte di F.I ... cosa che molti non avrebbero disdegnato ma che certamente sarebbe apparsa disdicevole proprio sotto il profilo dell'etica repubblicana.”
Sappiamo tutti che La Malfa ha sottratto un posto da parlamentare a Forza Italia, dopo essere stato eletto nelle sue file. Né più né meno di ciò che ha fatto la nostra Sbarbati col Pri. A meno di non considerarlo un forzista a tutti gli effetti…
Poi il povero Alberich torna sull’argomento sentenza definendo “falso” il congresso di Bari. E qui il valvassino Nuvolarossa ritenta la scalata, stavolta con capitomboli davvero vistosi. All’inizio balbetta così:
“... mi sembra un po' una parolona buttata la' in modo malevole ma non giustificata dalla realta' .... perche' la estrai in modo personale e soggettivo (lasciandoti fuorviare dalla malevolenza nei confronti del Pri) ... da quanto recentemente sentenziato ... ma senza considerare che chi ha sentenziato lo potrebbe aver fatto in modo erroneo ...”.
Quindi il campione azzarda una sua personalissima spiegazione:
“infatti l'aver deciso che alcune sezioni del partito non potevano partecipare al voto nel Congresso di Bari del gennaio 2001 ... non dimostra di per se .... che tale eventuale esclusione avrebbe modificato la maggioranza del Congresso .... non solo ... ma tra le sezioni (diciamo non in regola con il tesseramento) ce ne sono anche di quelle che, pur rientrando in questa analisi, avrebbero votato per la minoranza ... lasciando quindi all'incirca invariati i risultati congressuali.”
Se anche fosse vero, il congresso è falsato e basta. Ma evidentemente il nostro è un fautore della “democrazia all’amatriciana”.
Quindi prosegue con le ventose:
“Questo e' tanto vero che, valutato sulla carta che il risultato congressuale non sarebbe variato, gli scissionisti hanno pensato bene di "giocarsi" la carta dell'abbandono del Congresso e del ricorso alle vie giudiziarie ... lasciando il Congresso a decidere quello che poi avrebbe comunque deciso anche in presenza degli scissionisti che, dati alla mano, non superavano il 5% dei voti congressuali.
Quindi Congressi alla Garibaldina questo si .... come spesso accade tra persone che hanno fiducia tra di loro e che si stimano ... e che sanno che a stare a controllare il pelo nell'uovo significherebbe "congelare" e "bloccare" ogni e qualsiasi cosa .... e che, in sintesi, e' quello che hanno fatto gli scissionisti .. cercare il pelo nell'uovo ... sapendo che nei congressi, in tutti i congressi, di tutti i partiti, c'e sempre qualcosa che non quadra per il verso giusto ... e' nella fisiologia di come si fanno i Congressi ... e' statisticamente anche nell'impossibilita' di fare le cose in modo perfetto pur volendo… pero' il metodo "democratico" anche se con qualche lacuna viene onorato e rispettato ......”.
Pelo nell’uovo? Sezioni provvisorie messe in piedi in quattro e quattr’otto, sezioni amiche decuplicate e in qualche caso ventuplicate nel numero degli iscritti, estromissione di sezioni avverse come quella storica e sostanziosa di Carrara…. Qui sembra che non ci sia neppure l’uovo, c’è solo un enorme grumo di peli. E poi di quale "metodo democratico" parla? Ah già, l’amatriciana…
Chiudiamo con le blaterazioni di un folle in preda a una crisi:
“metodo che invece, in questi anni che ci separano da Bari, non e' stato assolutamente rispettato nella costruzione di un Movimento nato sull'onda della emotivita' reazionaria alla vista della rinascita del Pri ... metodo democratico disatteso e minimizzato strumentalmente ad uso personale e soggettivo di dirigenti e personaggi del Movimento Rep. Europei ... ed applicato in modo veramente lacunoso e pro-forma in moltissime occasioni di realta' locali, provinciali, regionali e nazionali.
... insomma ... il Bue che da del cornuto all'asino .. fa molta tenerezza.”
L’asino che si cimenta in una dissertazione, invece, fa solo pietà.




Rispondi Citando
)quasi quasi sono tentato di credergli
E' il piu serio e coerente in quella sciagurata armata brancaleone!
