Sostieni il commercio iniquo e colonialista.
Scritto da: Uriel , Saturday , 04 Jun 2005
dal sito anarchico IL CAMMINO DEL LUPO
Ho letto il solito melenso articolo sull-'Unita', riguardante il commercio
"Equo e Solidale". Come anche per il "cibo biologico", si tratta di una
truffa. Fatica abbastanza il giornalista dell' Unita' a far stare in piedi
la truffa, motivo per il quale e' costretto a fornire pochi esempi, e a
darli in maniera fumosa (prezzi all'etto, ad esempio).
Allora, come tabella dei prezzi per procedere con il discorso ho deciso di
fare lo si trova qui:
http://statistica.comune.belluno.it/...nnaio_2004.pdf
L'articolo dell' Unita' lo si trova qui:
http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=42948
Tralasciamo il fatto che l'intero articolo sappia di arrampicata sugli
specchi sin dall'inizio.
Ma vediamo cosa dice l'articolo:
Tra i due esempi di "convenienza" che il "commercio equo e solidale" ci
propone, ci sono i due punti forti: il caffe' e lo zucchero.
Problema: viene presentata come unita' di misura per il caffe' la confezione
da 250 grammi.
E si dice che il caffe' equo e solidale costa SOLO 2.50 euri ogni 250
grammi.
La cosa potrebbe sembrare fighissima, se non fosse che il prezzo medio del
caffe' e' di 9.00 euri al chilo, cioe' il caffe' equo e solidale costa un
quarto di euro in piu' dell'altro, a parita' di confezione. Cioe' il 10% in
piu'.
Questo dieci per cento in piu' viene compensato, a detta del giornalista,
con un rispermio del 4-5% nel caso FUTURO in cui il prezzo venga aggiustato,
cosa che POTREBBE accadere nel futuro, visto che l'osservatorio statistico
mostra che il prezzo del caffe' non abbia subito incrementi si sorta negli
ultimi mesi.
In pratica, siamo SICURI di pagare il 10% in piu', salvo che IPOTETICAMENTE
non pagheremo il 4-5% in piu' SE il prezzo del caffe' dovesse salire.
L'enormita' piu' grande (evidentemente i giornalisti dell' Unita' non fanno
la spesa) e' quella dello zucchero di canna: 1.20 Euro ogni 100 grammi.
Cioe', lo zucchero equo e solidale costa 12 euri al chilo.
Chiunque abbia fatto la spesa sa benissimo che 12 euro al chilo per lo
zucchero e' un furto, una rapina, una roba come dire di una bambina che si
prostituisce mentre le tolgono gli organi per il mercato nero dei magnaccia
cirrotici. Lo zucchero normale, "iniquo e colonialista", fatto con le
barbabietole , costa nell'ordine del UN euro al chilo.
Non DODICI.
Poi mi dicono che pero' il suo prezzo non e' aumentato.
Grazie al cazzo, e' gia' dodici volte superiore a quello di mercato. Quando
uno paga il 1200% di qualcosa, direi che sciropparsi anche gli aumenti non
sia proprio il massimo. Diciamo che la stabilita' dei prezzi al massimo e'
un'attenuante.
Allora c'e' la tiritera del fatto che col commercio equo e solidale uno
farebbe del bene. E ci credo bene.
Non so se lo sappiate, ma per il caffe' i margini sono mostruosamente alti.
Solo l'ultimo pezzo della catena distributiva, quella che dal rappresentante
va al bar , ha un margine del 30%. Il margine all'acquisto dall'importatore
sta intorno al 60%. E il margine dell'importatore sta intorno al 40%.
LA morale della storia e' che dei dieci euri che uno paga il caffe',
all'origine il costo era minore di mezzo euro. Ora, nei tre-quattro passaggi
della catena disributiva si distribuisce questo 99% di margine. Se questi
signori, come dicono, comprano all'origine allora i casi sono due:
1)I signori solidali ed equi stanno realizzando guadagni MOSTRUOSI a fronte
di un prezzo allineato al mercato.
2)I contadini del sudamerica sono diventati tutti miliardari, vendendo il
prodotto a 100 volte il prezzo cui lo vendono gli altri loro colleghi.
Chissa' come mai, io credo di piu' alla prima delle due.
Non mi stupisce affatto, quindi, il tono fumoso dell'articolo dell' Unita'.
Sa di arrampicata sugli specchi sin dall'inizio.
Cosi' come non mi stupisce affatto di non trovare quasi mai negozi online di
roba "equa e solidale" : sarebbero costretti a pubblicare i prezzi sul web,
e il confronto immediato sarebbe possibile.
Quello che vedo, e' che queste merci "eque e solidali" costano leggermente
di piu' di quelle "inique e colonialiste", e quindi non sono "eque" per un
cazzo.
Quanto al "solidali", visti i margini mi aspetterei che i contadini che
vendono a prezzi dalle 10 ale 100 volte il solito (dei loro colleghi
sfruttati) siano tutti miliardari.
Rimango della mia opinione: "equo e solidale" e' una bella posa che la gente
puo' spararsi per pulirsi la coscienza coi soldi. Paghi leggermente di piu'
qualcosa, avendo l'impressione di espiare , di fare penitenza.
Una forma moderna di indulgenza, una simonia del ventunesimo secolo cui non
si oppone pero' nessun Martin Lutero. E come se non bastasse, non ci stanno
costruendo alcuna basilica, se li intascano e basta.
Una volta espiati i peccati, pagando il caffe' il 10% in piu' o pagando lo
zucchero il 1200% in piu', si sentono assolti.
A voler essere precisi, non c'e' motivo alcuno di pagare lo zucchero di
canna piu' dello succhero normale.
Sul piano chimico, lo zucchero di canna lo compriamo per il saccarosio.
NEllo zucchero raffinato che compriamo, la percentuale di saccarosio si
avvicina molto al 100%. Nello zucchero di canna, anche, perche' viene
bollito e separato dal resto. Solo che rimangono delle impurita' (sali
minerali , essenzialmente silice , e alcune vitamine che poi si ossidano
producendo il colore sporco dello zucchero.
Non c'e' alcun vantaggio nell'usare lo zucchero di canna, tranne il fatto di
ingerirsi un tot di silicati e di sali minerali. Ma il problema e' a monte:
per produrre lo zucchero di canna occorre circa 5 volte la manodopera
necessaria a prdurre lo zucchero di barbabietola. Morale della storia, lo
zucchero di canna e' di per se' stesso una produzione POVERA, cioe'
tendenzialmente schiavista, perche' a parita' di prodotto ci devi sfamare
cinque volte il numero di lavoratori, col risultato che se non esci di
mercato coi prezzi DEVI sfruttarli come bestie.
La cosa equa e solidale da fare sarebbe andare da questi signori e insegnare
loro la BARBABIETOLA, che permette rese maggiori e QUINDI reddito agricolo
maggiore. Cosi', invece , non facciamo altro che sostenere una coltivazione
primitiva, obsoleta, a BASSO REDDITO per forza di cose!
Ma serve a molti radical-chic per ripulire la coscienza: paghi l'indulgenza
del 1200%, e sei assolto dai tuoi peccati.
Sostieni il commercio iniquo e colonialista.
Non ti assolve, ma almeno ti fa risparmiare davvero.




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meglio rischiare la truffa.
