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Istat. Sorprese statistiche
Economia stazionaria ma i disoccupati sono in forte calo
Se non fosse l'Istituto centrale di statistica ci sarebbe da lasciar perdere. Invece i dati, solo quantitativi, del mercato del lavoro per il 2004 nella provincia di Oristano, forse per il cambiamento del sistema di rilevazione continua adottato dall'Istat, sono assolutamente sorprendenti. Infatti il numero delle persone in cerca di lavoro ed il tasso di disoccupazione hanno raggiunto i minimi storici da sempre senza che l'economia abbia dimostrato risultati altrettanto coerenti. Un dato sorprendente, non rilevato nel passato, e che (senza entrare nel merito qualitativo del lavoro: part time, temporaneo, a progetto, precario o mal pagato, insomma indipendentemente dalla "sottooccupazione" come per la prima volta rileva l'Istat), ha dell'incredibile. Se poi si confrontano i dati con quelli del 2001, allora bisogna tentare di capire proprio cosa è successo nell'oristanese (i dati si riferiscono ai confini della vecchia provincia). Sopra i 15 anniNel 2004 la popolazione dai 15 anni in su contava 132.801 persone di cui 67.821 femmine e 64.980 maschi. Prevale la componente femminile della popolazione in generale, ma nelle classi di età dai 15 ai 24 anni ci sono 10.250 maschi contro 8.868 femmine, ed in quella tra i 25 e 55 anni sono stati registrati 32.941 uomini contro 32.401 donne. Nella classe sopra i 55 anni di età, invece, prevalgono le donne (26 mila contro 21 mila). I dati del 2001 indicano la popolazione sopra i 15 anni in 128 mila persone con una differenza positiva dunque di circa 4.800 unità. La forza lavoroLe forze di lavoro nel 2001 erano 59 mila, raggiungendo nel complesso un tasso di attività del 45,7 per cento. Nel 2004 la forza lavoro cresce fino a 61.808 (formata da 39.218 maschi e 22.590 femmine) e costituisce un tasso di attività complessivo del 58,2 per cento contro una media regionale del 59,5 per cento e nazionale del 62,5. Il dato rilevante è il tasso di attività della componente maschile, che raggiunge il valore del 72,5 per cento, media regionale del 72,8 e nazionale del 74,5. Il tasso di attività femminile, invece, é il più basso della Sardegna (43,49 per cento contro il dato regionale pari al 46,2 e nazionale al 50,6). Una possibile spiegazione è quella di una significativa presenza delle donne nella classi di età elevata e dunque non impegnabile nel lavoro. L'occupazioneL'anno scorso sono stati 54.752 (nel 2001 erano 48 mila) gli occupati, di cui 36.293 maschi e 18.459 femmine realizzando un tasso di occupazione (su le forze 15-64 anni) maschile di circa il 67 per cento (in Sardegna era del 64,5 e in Italia del 69,7). Mentre il tasso di occupazione femminile è fermo alla "misera" cifra del 35,4 per cento (dato regionale 37,8 e nazionale 45,2). Il tasso medio di occupazione della provincia è del 51,3 per cento, superiore di poco alla media regionale (51,2), ma lontano dal dato nazionale (57,4) e da quello fissato dalla strategia europea di Lisbona, seppur da raggiungere entro il 2010, del 70 per cento. I settoriGli occupati della provincia di Oristano nel 2004, sommando dipendenti e indipendenti, sono distribuiti per quasi 8 mila nell'agricoltura (11 mila nel 2001); 11 mila circa nell'industria (9 mila nel 2001), di cui solo 5 mila circa nel settore manifatturiero (4 mila nel 2001), mentre sei mila nelle costruzioni (5 mila nel 2001). Ma è nei servizi in generale che si concentra l'occupazione oristanese (commercio, trasporti, alberghi e ristorazione, credito, attività immobiliari ed altri servizi): in totale 35.136 (erano 34,1 mila nel 2001) persone lavorano nei servizi. Chi cerca occupazioneLo scorso anno erano 7.056 (nel 2001 invece erano 11mila), di cui 2.925 maschi e 4.131 femmine. Il tasso di disoccupazione totale è stato dell'11,4 per cento, il minimo storico della provincia di Oristano da sempre (nel 2001 era del 18,6). Il miglior dato dopo quello della provincia di Nuoro, più basso di quello regionale (13,9 per cento), mentre l'8 per cento è quello nazionale. Il tasso di disoccupazione maschile è stato del 7,4 per cento mentre quello femminile del 18,2. Tra il 2001 ed il 2004 sono stati creati circa 6.800 posti di lavoro, di cui quattromila hanno portato le persone che cercavano lavoro da 11 mila a 7 mila circa, gli altri 2.800 sono serviti a dare lavoro all'aumento (2.800) delle forze di lavoro che si è verificato nel trienno che va dal 2001 al 2004. Gabriele Calvisi




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