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    Predefinito Campagna PIME, oltre 1.900.000 euro per la ricostruzione post tsunami

    Campagna PIME, oltre 1.900.000 euro per la ricostruzione post tsunami

    Conclusi i progetti per la ripresa economica delle zone colpite; si aspettano i permessi per costruire nuove case. Chiedono aiuto al PIME anche comunità protestanti, indù e governi locali. Stasera incontro al PIME di Milano per tracciare il bilancio degli interventi.



    Milano (AsiaNews) – Trasparenza, rispetto delle esigenze locali e impegno umano. Fedele a questi principi di azione la campagna PIME (Pontificio istituto missioni estere) a favore delle vittime dello tsunami continua a ricevere donazioni e richieste di aiuto anche da comunità protestanti, indù e governi locali nel sudest asiatico sconvolto dalla tragedia del 26 dicembre scorso. Sono molti progetti avviati nei mesi successivi lo tsunami che sono stati completati, altri hanno appena preso il via.

    Come evidenzia p. Davide Sciocco - direttore Centro missionario PIME di Milano, che coordina la campagna - il bilancio complessivo delle donazioni ammonta a 1.9140.500 euro. “Finora sono stati assegnati 1.653.000 euro con una rimanenza di 261.500 euro”. P. Sciocco ricorda che per la prima emergenza erano stati stanziati 110.000 euro in India (Tamil Nadu, Andra Pradesh, Isole Andamane), Thailandia e Myanmar. Successivamente la campagna è andata avanti con acquisti di barche e attrezzatura da pesca nel Tamil Nadu, aiuti a scuole e ostelli nelle isole Andamane, sostegno a studenti delle scuole dei padre stimmatini e counseling psicologico ai sopravvissuti (Thailandia), ricostruzione di cappelle e chiese distrutte nei diversi Paesi.

    Paolo Preziosa, responsabile della campagna per New Humanity-PIME, spiega che “tutti i progetti legati alla ripresa delle attività economiche come pesca e agricoltura sono conclusi”. “Nel Tamil Nadu abbiamo consegnato le barche ai pescatori e nelle Andamane da pochi giorni è iniziata la costruzione di scuole e ostelli”. Quello sulle isole Andamane è l’intervento “più difficile e grandioso allo stesso tempo”, aggiunge Preziosa. “L’arcipelago è vicino al Myanmar che però è inaccessibile; il trasporto di materiale e aiuti fin qui dall’India richiede 36 ore di navigazione”.

    L’urgenza maggiore, ora, è quella di costruire case, ma gli ostacoli non sono pochi. Prima tra tutti il ritardo del governo nell’assegnare i terreni per l’edificazione. A questo si aggiunge un problema sociale legato al rigido sistema delle caste, che vige in India. “Nelle zone interne – spiega Preziosa -la popolazione è più ricca e socialmente più elevata di quella delle coste e accetta con difficoltà l’arrivo dei profughi dello tsunami”. Secondo il responsabile New Humanity-PIME “fino a settembre, passati i monsoni, non si smuoverà niente”.

    A conferma della serietà ed efficacia dell’azione del PIME nel sudest asiatico, arrivano numerose richieste di aiuto anche da comunità indù, autorità politiche locali e comunità cristiane protestanti soprattutto nella zona intorno a Chennai (Tamil Nadu). Preziosa racconta che la gente del posto ha visto e apprezzato la capacità del PIME di “portare aiuti e aprire cantieri in tempi molto brevi”. “Per rispondere a queste richieste - spiega p. Sciocco – aspettiamo prima che i nostri sul posto valutino le reali esigenze ed elaborino un progetto di intervento mirato”.

    La campagna è gestita da personale interno all’Istituto e già presente da tempo nei vari paesi. Per questo – conclude p. Sciocco – abbiamo puntato sulla ricostruzione: “solo chi conosce il luogo in cui opera può assicurare la continuità degli interventi”.

    Questa sera, 7 giugno, il PIME di Milano organizza nella sua sede un incontro aperto al pubblico in cui tramite filmati e testimonianze dirette darà un resoconto della campagna per le vittime del maremoto.


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    Solidarietà, il dono più grande del PIME alle vittime dello tsunami

    Volontaria tornata dal Tamil Nadu testimonia la gratitudine, la speranza e il coraggio tra la popolazione locale, generate dall’attivo impegno dei missionari per la ricostruzione.




    Milano (AsiaNews) – Un ricordo terribile, che non è riuscita “neppure a fotografare” e uno bellissimo “ancora impresso nella memoria”. Così Giuliana Benedusi, 55 anni, volontaria del PIME (Pontificio istituto missioni estere), tornata in Italia dopo 2 mesi in Tamil Nadu, lo Stato indiano più colpito dallo tsunami, sintetizza la sua esperienza.

    “Non dimenticherò mai le tombe comuni di bambini, intere scuole, travolti dall’onda – racconta la donna – ma neppure l’entusiasmo e la gratitudine che ho visto negli occhi della gente per l’aiuto offerto dai missionari del PIME”.

    Per Giuliana i ricordi più belli del viaggio in India sono legati al villaggio di Satraskuppam, 100 km a sud di Madras. “Qui – racconta la donna – i padri del PIME hanno veramente portato la speranza e il coraggio di ritornare a vivere”. In questo villaggio la popolazione si divide tra indù e musulmani; non vi sono cattolici. “Tutti, però, sono profondamente legati al PIME ai sacerdoti e ai volontari locali”.

    “La prima volta che sono usciti in mare a metà febbraio - continua - è stato con le barche acquistate con i fondi della campagna PIME”. Quando in quell’occasione p. Piero Gheddo, missionario con una lunga esperienza in India, ha inaugurato le barche, in molti esclamavano: “Non ci aiutano i nostri politici, eppure lo fate voi che arrivate da così lontano”.

    La donna, con esperienza di volontariato anche in Thailandia, spiega che il dono più grande per questa gente è stato l’affetto e il sostegno umano offerto dal PIME. “A Satraskuppam, ad esempio, è stato costruito un campo giochi per cercare almeno di far tornare i bambini a sorridere”.

    Giuliana racconta che al villaggio tutti, senza distinzioni di età, accolgono ogni volta con calore l’arrivo dei padri del PIME: “I più piccoli correvano ad abbracciarci e al capovillaggio – un uomo tra i 40 e i 50 anni – brillavano gli occhi quando incontrava p. Anthony Thota, il coordinatore della campagna Pime in India. Tra i due è nata un’amicizia profonda”.

    Stasera Giuliana Benedusi porterà la sua testimonianza durante l’incontro al PIME di Milano per tracciare il bilancio della Campagna Pime per le vittime dello tsunami in Asia.


    Asianews.it

 

 

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