Roma, 15 giugno 2005
Federazione di Roma
Fiamma Tricolore
La Fiamma Tricolore romana ha più volte ribadito il fatto di non volere scendere in polemica nei confronti dei così detti movimenti d’area, specialmente quando, queste diatribe diventano virtuali.
Ognuno faccia quello che meglio crede e dica ciò che vuole.
Noi non dobbiamo dare spiegazioni a nessuno, se non ai nostri dirigenti ed ai nostri militanti.
Ma puntualmente veniamo presi per i capelli e dobbiamo ritrovarci a puntualizzare alcune cose.
La Fiamma ha preso un proprio percorso, ben preciso, fuori da certe alleanze e da certi schemi.
Quindi non credo sia interesse di altri conoscere chi è o non è il Federale di Roma, oppure sapere se abbiamo o non abbiamo chiesto il “permesso” a qualcuno per manifestare a favore di Priebke.
Con questo non vogliamo non riconoscere meriti oggettivi od altro, ma siamo solo noi a decidere delle nostre azioni, visto che siamo noi a metterci la faccia e a prenderci le nostre responsabilità.
Noi andremo in piazza per la Grazia a Priebke!
Nessuno ci ha mai autorizzato o vietato di manifestare. Perché la nostra azione non può essere condizionata da decisioni esterne. Anche quando le “alte sfere” ci hanno vietato delle iniziative, noi le abbiamo sempre fatte!
Ci siamo presi le nostre denunce, ma mai abbiamo permesso a nessuno di condizionare la nostra militanza.
Questa è sempre stata una nostra scelta! E con questo non vogliamo sentirci migliori o peggiori di nessuno. Ognuno agisce come meglio crede. Nel rispetto dei propri dirigenti e militanti.
L’anno scorso noi non partecipammo alla manifestazione a favore di Priebke per vari motivi:
1. Nessuno ci ha coinvolto nell’organizzazione e ci ha chiesto di partecipare.
2. Avevamo detto che non saremmo stati disposti a farci chiudere in un albergo.
3. Questa nostra decisione non era in sintonia con gli organizzatori.
4. Non eravamo d’accordo per la grazia a Sofri.
E su questo punto sono doverose alcune precisazioni. Noi non siamo contrari alla grazia a Sofri, ma contrarissimi ad un provvedimento ad personam. Il centrosinistra e parte dei giudici, prima, giustamente, attaccano il Presidente del Consiglio per le legge fatte su misura, poi ne propongono una per un solo detenuto. Sofri è già un detenuto di serie A, vive una condizione carceraria da privilegiato, guadagna all'incirca un miliardo di vecchie lire, grazie alle sue collaborazioni con alcune delle testate più importanti, riceve visite eccellenti, ha spazi televisivi e mediatici e ha migliaia di vecchi "compagni" che hanno firmato la grazia al posto suo e da un decennio stanno usando tutti gli strumenti per farlo uscire, e soprattutto da innocente!
Quindi non ci sembrava opportuno mettere in rapporto il Capitano, abbandonati da “quasi” tutti e il più coccolato detenuto italiano.
Grazia si, ma non solo per i militanti di Lotta Continua, ma per tutti i detenuti politici che hanno commesso reati nei così detti anni di piombo e soprattutto ristabilire la verità e le responsabilità.
Lotta Continua, di cui Sofri ne era capo indiscusso, fu la più massiccia ed importante organizzazione che inaugurò la guerra tra opposti estremismi, fece della lotta antifascista e della guerra partigiana un capo saldo, riaprì vecchie ferite e fomentò la caccia al fascista.
Fu dalle testate del giornale di questa organizzazione che partirono molte spedizioni punitive contro i "neri" e foto, nomi, cognomi ed indirizzi di "camerati" vennero pubblicati in prima pagina.
Grazia si, anche per Sofri, ma senza farlo passare per martire o per quello che non era.
Grazia si, per tutti, ma senza dimenticare che in Italia ci fu una vera e propria seconda guerra civile, voluta ed ordinata dal padrone atlantico ed eseguita dai nostalgici dell'antifascismo militante.
Grazia si, ma prima di tutto verità storica: chi ha messo le bombe nelle piazze, nelle banche e nelle stazioni italiane? Chi ha abbattuto aerei e fatto saltare treni? Chi ha attuato la regola che uccidere un fascista non era reato? Chi ha voluto la seconda guerra civile italiana? Chi ha voluto spaccare il mondo giovanile e avvelenarlo con il piombo?
Grazia si, ma prima ristabilire ruoli e responsabilità: in Italia, in quegli anni ci fu tanta violenza, ma ci furono carnefici e vittime, c'era chi proibiva ad altri di entrare nella scuola o in facoltà, oppure bruciava vivi, nelle loro case, ragazzini, perché figli di un segretario missino, o passava con una moto a mitragliare fuori i "covi fascisti", da stanare con il piombo.
Anche noi crediamo sia il giunto il momento di chiudere con quella storia, di voltare pagina, ma prima di tutto è necessario ristabilire cosa accadde veramente, in onore di chi non c'è più e di chi ha pagato con dignità, silenzio e coerenza, senza avere santi in paradiso come Sofri, le proprie scelte.
Per tutto questo non abbiamo partecipato ad una manifestazione che chiedeva la grazia anche per Sofri.
Certi di essere stati chiari, per ulteriori chiarimenti, potete contattarci presso la nostra Federazione, oppure personalmente, visto che molti hanno i nostri telefoni e hanno la possibilità di contattarci.
PS. In questo momento la Federazione di Roma non ha un Federale ufficiale, ma ha solo un portavoce (tra l’altro autoconvocatosi in Commissione disciplina) che si è preso l’onore e l’onere di traghettare la Federazione fino al prossimo Congresso provinciale.
Ma questo non fermerà di certo la marcia militante della Fiamma romana, oggi più che mai compatta, di base e pronta a scendere in ogni piazza in nome della sovranità e della laicità nazionale, della memoria storica e della giustizia sociale.
Romanamente
Giuliano Castellino
Portavoce della Federazione romana della Fiamma Tricolore
Via Acca Larenzia 28




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