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  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Referendum: la resa dei conti

    Fino ad oggi si è detto di tutto, non si è parlato solo DEL DOVERE DEL CRISTIANO.......
    Per quanto mi riguarda da domani, nelle com che seguo in rete, ci asterremo anche da ulteriori commenti..vorremo fare una sorta di triduo, di meditazione, di riflessione..di esame di coscienza..non discussioni esterne, ma discussioni interiori NOI DI FRONTE ALL'EMBRIONE E DAVANTI A DIO.......

    ****************

    Siamo giunti alla fine della corsa, dunque. Permetteteci allora, in extremis, quasi per gioco e per scrupolo, un’eccezione allo stile seguito finora, quello che ci ha portato ad escludere ogni riferimento a verità di fede per illustrare la nostra contrarietà al disegno referendario. Se il fronte del SI ha fatto ampio uso di citazioni religiose - chiamando in causa santi, beati, evangelisti e tutto ciò che poteva essere utile per gettare zizzania nell’orto del vicino – potremmo pure consentirci il lusso di seguire una volta, una sola volta, il loro cattivo esempio, no? Lo facciamo con una citazione di Gesù (Mt 5,37): “Sia il vostro parlare si, si; no, no”. Una frase che certo non si riferiva al referendum (e che ha significati ben più profondi) ma che è stata (troppo) spesso utilizzata per squalificare la scelta del “non voto”. "Gesù non prevedeva l'astensione", dicono. Stiamo allo scherzo, solo per questa volta e diciamo: scusate amici, ma – col sorriso sulle labbra - aprite gli occhi. Non dice: “Si, no”. Dice: “Si, si; no, no”. Due volte no. Un doppio no. Proprio quello che abbiamo scelto. Votare no è troppo poco: non votando diciamo NO due volte.

    http://www.korazym.org/news1.asp?Id=13336

    Facciamo appello alla ragione. A quella ragione con la quale abbiamo affrontato questo tema delicato, a quella ragione che ci ha portato ad analizzare le norme di una legge che certo perfetta non è (ma non esiste la legge perfetta) e che comunque certamente non potrà migliorare – ma solo radicalmente peggiorare - attraverso questi referendum. Facciamo appello alla ragione, a quella che tanti non credenti hanno utilizzato arrivando come noi ad imbattersi in una presenza che non vogliamo, che non possiamo evitare. Ci sarà tanto, tanto bisogno di questa ragione, di questa ragionevolezza, quando ritorneremo a parlarne – speriamo in modo meno fazioso e confuso – dopo il referendum.


    *************************

    13 Sei tu che hai creato le mie viscere
    e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
    14 Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
    sono stupende le tue opere,
    tu mi conosci fino in fondo.
    15 Non ti erano nascoste le mie ossa
    quando venivo formato nel segreto,
    intessuto nelle profondità della terra.
    16 Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
    e tutto era scritto nel tuo libro;
    i miei giorni erano fissati,
    quando ancora non ne esisteva uno.(Salmo 138)

    Anche a te, qualunque sia la tua 'culla' e il tuo destino terreno, avendoti scelto per te stesso, il nostro Creatore assicura: 'Prima di formarti nel seno materno ti conoscevo…' (Ger 1,5). 'Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni' (Is 43,1).


    Caro Embrione, a te e a tutti coloro che come te vivono, trepidanti, nella speranza di continuare a vivere, offro questo piccolo 'inno' alla vita!


    Con l'auspicio che il tuo desiderio-diritto d'esistere non venga soppresso ma soddisfatto e tutelato, e nell'attesa di saperti ancora in vita, ti saluto con grande affetto.

    Fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
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  2. #2
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    grazie, riproporremo presto il salmo 138.

  3. #3
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Grazie a te Thomas.........

    Referendum e altro: obbedire soltanto alla coscienza! Ma che cosa è la coscienza?



    “…ognuno è tenuto ad obbedire soltanto alla sua coscienza”.
    Non è una frase tratta dall’ultimo invito di questo o di quel politico: è una frase del Concilio Vaticano II (documento Dignitatis humanae).
    Se chiediamo all’uscita di un supermarket cosa ciascuno pensa di questa affermazione, credo che sia impossibile trovare qualcuno che non sia d’accordo.
    Ma cosa vuol dire “obbedire alla coscienza?”
    Prima di continuare a leggere pensiamoci, cerchiamo di farcene una idea precisa.
    Ora proviamo ad ascoltare ciò che la maggioranza ha risposto: “fare ciò che onestamente e sinceramente penso”.
    Bene: perché allora usiamo la parola coscienza, invece che dire “obbedire soltanto al proprio pensiero”? (Anche i dittatori hanno fatto sinceramente ciò che pensavano).

    Cos’è la coscienza?

    La coscienza è lo strumento radicale, insito in ognuno, che ci obbliga a cercare di vedere se ciò che pensiamo (sinceramente e onestamente) è vero.
    Non è ciò che pensiamo, ma l’obbligo scritto in noi di uscire da noi per vedere se ciò che abbiamo in testa è vero.
    Ma quando è vera una nostra idea?
    Semplicemente quando corrisponde alla realtà.
    Ciò che penso non è vero solo perché lo penso. (altrimenti sarebbe vero anche il pensiero omicida....)

    Ma io da solo rischio di vedere nella realtà ciò che voglio, o comunque ciò che già penso (influenzato spesso da antipatie o simpatie, da vecchi rancori, da gelosie....).


    Per questo, per vedere se ciò che penso è reale, ho necessariamente bisogno degli altri.
    Anzi la diversità, l’esistenza di altri che non sono me ma che sono come me, è preziosissima.
    Può darsi che io scopra che ciò che penso è vero, e il rapporto con gli altri mi rende certo.
    Può accadere che io veda ciò che non vedevo.

    A un patto, decisivo, come una sfida inesorabile.

    Che io incontri altri che cercano il vero, non che mi ingannino.

    Allora la coscienza ci spinge ad un duro lavoro, tipico dell’essere umano: la ricerca del vero e l’obbedienza a ciò che riconosciamo come tale. A questo punto la coscienza ci obbliga ad obbedire, viceversa ci tormenta.

    Ma se agire in coscienza significa fare ciò che penso, al massimo ascoltando chi mi da ragione, io non uso la coscienza, ma la uccido.

    Non si capisce perché la Chiesa cattolica possa essere accusata di violare la coscienza semplicemente perché ha indicato, non consigliato, di ASTENERSI al referendum sulla legge 40 (quello sulla fecondazione artificiale): i Pastori hanno il dovere di guidare e di “costringere” ad usare la coscienza (GUAI A ME SE NON PREDICASSI IL VANGELO, dirà Paolo e la vita umana fa parte del Vangelo).

    Infatti non si può obbedire all’indicazione della Chiesa se non “in coscienza”.
    Più semplicemente: è talmente serio ed importante ciò che è in gioco che i Pastori “scommettono” che se noi usiamo davvero la coscienza non potremo se non astenerci dall’andare a votare.
    Il vero dramma è che molti (anche tra parroci e preti) non hanno per primi giocato la loro coscienza nell’obbedire (obbedire al dovere di formarsi la coscienza!) e quindi hanno paura ad aiutare i fedeli a capire le ragioni, ad approfondire.
    Oppure pensano di dover organizzare incontri mettendo uno pro, e uno contro, a parlare (come in televisione), pensando che la coscienza degli ascoltatori sarà convinta dall’uno o dall’altro.
    Questo metodo, che può andare bene in certi contesti, non è il metodo indicato oggi dalla Chiesa.

    La forza della democrazia è che riconosce che è necessario un potere perché la società viva, e che il potere non può essere conquistato dal più forte. La forza della democrazia è che la libertà personale viene investita della responsabilità di rinunciare a costruire una società a propria misura per cercare il bene comune. La forza della democrazia è che ognuno può scegliere chi delegare a servire e costruire il bene comune.
    Il limite della democrazia è che presuppone che ciascuno di noi sia adulto e maturo.
    Tanto adulto e tanto maturo.
    Ma basta vivere davvero in mezzo alla gente per accorgersi che non è così.

    Per questo in Italia non sono ammessi referendum su vari argomenti, per esempio le tasse.
    Vi immaginate se dovessimo andare a votare per un referendum abrogativo delle tasse? Oppure un referendum per il famoso Canone Rai?
    Non credo ci sarebbe problema di quorum e di esito. Quando si tratta di soldi, difficilmente il popolo verrà chiamato in un referendum, ad esprimere il "suo diritto", ma è giusto che sia così, perchè ci sono dei limiti, solo che questa volta di questi LIMITI non se ne è parlato.

    L'esempio dei referendum sul trattato Europeo è chiarissimo.
    Infatti i governanti stanno cercando il modo di andare avanti infischiandosene dei risultati referendari.

    Perché (e lo dicono chiaramente) la maggioranza ha votato emotivamente, per protesta, per paura…
    Cioè: se l'esito del referendum non è quello sperato, il popolo è immaturo ed emotivo; viceversa la gente ha capito e ha alto senso civico! Così se il nostro Referendum passerà, allora gli italiani saranno persone mature ed intelligenti, se il referendum non passerà, gli italiani hanno agito emotivamente, erano INCONSAPEVOLI, non erano maturi.

    Questa è la vostra coscienza?

    La democrazia non è assemblearismo selvaggio. Non è come una riunione di condominio: se c'è la maggioranza si può votare e deliberare…

    Basterebbe solo questo per decidere di non andare a votare il referendum abrogativo della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (chiamiamola così, ma è la famosa fecondazione artificiale).


    Bisogna chiarirsi la coscienza capendo le ragioni di ciò che indica la Chiesa, per giocarle in ogni ambito e suscitare problemi gravi nel cuore di tutti.
    Insomma: i cristiani sono chiamati da questa indicazione della chiesa a formarsi una retta coscienza del problema e a parlarne con tutti. Solo così potranno accorgersi che la posizione cristiana non è un punto di vista ma il modo più aderente alla realtà, più capace di rendere ragione della posta in gioco: la vita personale di uomini e donne, i loro desideri, la nascita, il dolore… il perchè nasciamo e il dove siamo diretti, il diritto all'embrione di fare anch'egli la sua esperienza della vita.

    L’indicazione della Chiesa è una occasione per verificare la verità della fede: da dove parte la Legge di Dio e dove è il limite della legge degli uomini.
    D’altra parte la posta in gioco è la vita di esseri umani innocenti.
    E su questo punto vale la pena di riportare per intero la citazione con cui abbiamo iniziato:
    “…ognuno di noi renderà conto di sé a Dio (Rm 14,12) e sia tenuto ad obbedire soltanto alla sua coscienza”.

    Sapienza 17: 10 La malvagità condannata dalla propria testimonianza è qualcosa di vile e oppressa dalla coscienza presume sempre il peggio. 11 Il timore infatti non è altro che rinunzia agli aiuti della ragione; 12 quanto meno nell'intimo ci si aspetta da essi, tanto più grave si stima l'ignoranza della causa che produce il tormento.

    Siracide 37:14
    La coscienza di un uomo talvolta suole avvertire meglio di sette sentinelle collocate in alto per spiare.

    Atti 23:1
    Con lo sguardo fisso al sinedrio Paolo disse: «Fratelli, io ho agito fino ad oggi davanti a Dio in perfetta rettitudine di coscienza».

    Romani 13: 5
    Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza.

    1Corinzi 10: 23 «Tutto è lecito!». Ma non tutto è utile! «Tutto è lecito!». Ma non tutto edifica. 24 Nessuno cerchi l'utile proprio, ma quello altrui.

    2Corinzi 4:2
    al contrario, rifiutando le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunziando apertamente la verità, ci presentiamo davanti a ogni coscienza, al cospetto di Dio.

    1Timoteo 4
    1 Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, 2 sedotti dall'ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza.

    Tito 1:15
    Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza.

    Ebrei 13:18
    Pregate per noi, poiché crediamo di avere una buona coscienza, desiderando di comportarci bene in tutto.

    1Pietro 3: 13 E chi vi potrà fare del male, se sarete ferventi nel bene? 14 E se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate, 15 ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, 16 con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. 17 È meglio infatti, se così vuole Dio, soffrire operando il bene che facendo il male.

    Buona meditazione........

    Fraternamente Caterina

    Questo e altro al link:

    http://www.culturacattolica.it
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  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Io veramente non volevo fare discussioni..ma vedo che Antonio trova sempre da ridire su tutto.ora fin anche su che cosa è la coscienza, lui padreterno, sa che cosa è meglio di altri.....

    L'obbedienza nel Vangelo ne parlammo già cosa s'intende....Cristo, da uomo che era si fece OBBEDIENTE FINO ALLA MORTE.....la MANSUETUDINE DELL'ANIMA CONDUCE ALLA CONOSCENZA DELLA COSCIENZA........esiste una coscienza PUTRIDA....e ci si può convincere che le proprie idee PUTRIDE siano la verità..... una COSCIENZA VERA NON FA LEVA SULLE PROPRIE IDEE.......è pronto ad abbandonarle pur di seguire la saggia coscienza che, nel nostro caso dice: L'EMBRIONE VUOLE VIVERE .......

    1Timoteo 4
    1 Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, 2 sedotti dall'ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza.

    il putridume è purtroppo quel patrimonio che forma le NOSTRE TENEBRE......e chi più ne meno ne siamo tutti insozzati, a questo serve L'OBBEDIENZA.........obbedienza a quel Dio che si fece Carne.......(parlo per noi cristiani e cattolici) e che ci vieta di manipolare la vita......
    1Corinzi 10: 23 «Tutto è lecito!». Ma non tutto è utile! «Tutto è lecito!». Ma non tutto edifica. 24 Nessuno cerchi l'utile proprio, ma quello altrui.


    Non volevo fare discussioni ulteriori nè le proseguirò...dico solo ad Antonio che se ha avuto fastidio di sentire quei preti a difendere la vita..abbia pazienza..e si metta nei panni dell'embrione........tornare indietro non possiamo, ma possiamo pensarci......e se riusciamo a sopportare le tante menzogne che ci sono state offerte per convincerci a votare, possiamo anche sopportare chi dall'altra parte alza la voce per dare voce all'embrione, voce a chi non ha voce......e....concordo, forse non è il metodo migliore, ma forse è il metodo più affettuoso che alcuni sacerdoti hanno trovato quando voltandosi di lato osservano che altri colleghi non li sostengono....amarezza su amarezza, che si combatte solo con l'immagine bella del Vangelo di quel Giovanni, il Battista: "VOCE CHE URLA NEL DESERTO".........

    Fraternamente Caterina
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  5. #5
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Prima di aprire questo file in pps............

    RILASSATI...........IMPONI A TE STESSO LA RIFLESSIONE..........CONTA FINO A 100 PRIMA DI COMMENTARLO....... NEL COMMENTARLO PROMETTI A TE STESSO DI RESTARE IMPARZIALE DALLE "TUE" IDEE, MA PROMETTI DI METTERTI DALLA PARTE DELLA VITA.......
    NON APRIRLO SE PENSI DI DOVER DARE QUI DELLE RISPOSTE......
    APRILO SOLO SE ......SEI CAPACE DI RIMANERE IN SILENZIO PER ASCOLTARE... O SE VUOI IMPARARE QUESTA VIRTU'......

    http://it.msnusers.com/Iesse35/Docum...2FRISPOSTA.pps
    Fraternamente Caterina
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  6. #6
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    il parroco della chiesa vicino a casa mia che non frequento più da tempo tuonava contro la fecondazione assistita da prima dell'approvazione della legge

  7. #7
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    offendeva pure e inoltre fa anche altre cose meno nobili......

  8. #8
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    Papa Benedetto XVI ai vescovi italiani:

    In concreto la presenza della Chiesa in mezzo alla popolazione italiana si caratterizza anzitutto per la fitta rete delle parrocchie e per la vitalità che esse tuttora esprimono, pur nei grandi cambiamenti della società e della cultura. In una vostra recente Nota pastorale (Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia) vi siete dunque saggiamente preoccupati di sostenere le parrocchie, riaffermando il loro valore e la loro funzione e incoraggiando così in particolare i sacerdoti che hanno le non lievi responsabilità di parroci. Ma avete anche messo in luce la necessità che le parrocchie assumano un atteggiamento maggiormente missionario nella pastorale quotidiana e pertanto si aprano ad una più intensa collaborazione con tutte le forze vive di cui la Chiesa oggi dispone. È molto importante, al riguardo, che si rafforzi la comunione tra le strutture parrocchiali e le varie realtà "carismatiche" sorte negli ultimi decenni e largamente presenti in Italia, affinché la missione possa raggiungere tutti gli ambienti di vita. Al medesimo fine un contributo prezioso viene certamente dalla presenza delle comunità religiose, in Italia ancora numerose nonostante la scarsità delle vocazioni.

    Un terreno decisivo, per il futuro della fede e per l'orientamento complessivo della vita di una nazione, è certamente quello della cultura. Vi chiedo dunque di proseguire nel lavoro che avete intrapreso perché la voce dei cattolici sia costantemente presente nel dibattito culturale italiano, e ancor prima perché si rafforzino le capacità di elaborare razionalmente, nella luce della fede, i molteplici interrogativi che si affacciano nei vari ambiti del sapere e nelle grandi scelte di vita. Oggi la cultura e i modelli di comportamento sono inoltre sempre più condizionati e caratterizzati dalle rappresentazioni che ne propongono i media: è benemerito pertanto lo sforzo della vostra Conferenza per avere anche a questo livello un'adeguata capacità di espressione, in modo da poter offrire a tutti un'interpretazione cristiana degli avvenimenti e dei problemi.

    La situazione effettiva della Chiesa in Italia conferma e giustifica dunque l'attenzione e le attese che hanno verso di essa molte Chiese sorelle in Europa e nel mondo. Come ha più volte sottolineato il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II, l'Italia può e deve avere un grande ruolo per la comune testimonianza di Gesù Cristo nostro unico Salvatore e perché in Cristo sia individuata la misura del vero umanesimo, per la coscienza delle persone come per gli assetti della vita sociale.

    ********************

    La vita umana non si realizza da sé. La nostra vita è una questione aperta, un progetto incompleto ancora da completare e da realizzare. La domanda fondamentale di ogni uomo è: come si realizza questo diventare uomo? Come si impara l'arte di vivere? Quale è la strada alla felicità?
    Evangelizzare vuol dire: mostrare questa strada - insegnare l'arte di vivere. Gesù dice nell'inizio della sua vita pubblica: Sono venuto per evangelizzare i poveri (Lc 4, 18); questo vuol dire: Io ho la risposta alla vostra domanda fondamentale; io vi mostro la strada della vita, la strada alla felicità - anzi: io sono questa strada. La povertà più profonda è l'incapacità di gioia, il tedio della vita considerata assurda e contraddittoria.

    Questa povertà è oggi molto diffusa, in forme ben diverse sia nelle società materialmente ricche sia anche nei paesi poveri. L'incapacità di gioia suppone e produce l'incapacità di amare, produce l'invidia, l'avarizia - tutti i vizi che devastano la vita dei singoli e il mondo. Perciò abbiamo bisogno di una nuova evangelizzazione: se l'arte di vivere rimane sconosciuta, tutto il resto non funziona più. Ma questa arte non è oggetto della scienza; questa arte la può comunicare solo chi ha la vita, Colui che è il Vangelo in persona.

    ( Ratzinger per il Giubileo dei catechisti e dei docenti di religione del 2000 )
    Fraternamente Caterina
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  9. #9
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    La vita è un’opportunità, coglila.
    La vita è bellezza, ammirala.
    La vita è beatitudine, assaporala.
    La vita è un sogno, fanne una realtà.
    La vita è una sfida, affrontala.

    www.pregando.it/images/bambino3.gif

    La vita è un dovere, compilo.
    La vita è un gioco, giocalo.
    La vita è preziosa, conservala.
    La vita è una ricchezza, conservala.
    La vita è amore, godine.



    La vita è un mistero, scoprilo.
    La vita è promessa, adempila.
    La vita è tristezza, superala.
    La vita è un inno, cantalo.
    La vita è una lotta, vivila.



    La vita è una gioia, gustala.
    La vita è una croce, abbracciala.



    La vita è un’avventura, rischiala.
    La vita è pace, costruiscila.



    La vita è felicità, meritala.
    La vita è vita, difendila.



    DIFENDI LA FAMIGLIA

    DIFENDI LA VITA UMANA

    ***
    Fraternamente Caterina
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